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La pandemia e la crisi del poker: come stanno reagendo Dealer e Floorman italiani?

Dealer, Floorman e operatori di sala in genere. Sono le categorie che più hanno permesso ai giocatori di coltivare la passione del poker live. Come stanno reagendo a questo disastroso momento che ha colto tutti alla sprovvista? Abbiamo sentito alcuni di loro. Vediamo come sta andando.

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18/02/2021 16:35

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Dealer

Dealer

Questo periodo non esattamente felice per tutte le attività produttive del nostro Paese, non ha ovviamente salvato nemmeno il settore di cui si occupano le pagine di Assopoker.

La chiusura delle Case da Gioco, delle poker room e di buona parte del comparto del gaming italiano, ha dato l’ennesima mazzata ad un movimento che ha lavorato per decine di anni alla luce del sole e che adesso deve fare i conti con una crisi devastante che sta lasciando a casa migliaia di lavoratori.

Le nostre perdite

Più di una volta abbiamo messo in evidenza l’importanza di tutti quei lavoratori che hanno permesso al movimento di progredire. 

Gestori di sale scommesse, operatori vari di sala, giornalisti, blogger, la mazzata ai portali, senza contare l’indotto, che ha fatto registrare perdite davvero difficili da recuperare. 

La pandemia ha fatto il resto, visto che ci sono veri e propri reparti del nostro settore che LETTERALMENTE non escono di casa per lavorare. 

Il caso degli operatori di sala delle case da gioco

Il poker, prettamente quello live, è uno dei giochi che ha risentito di più dell’emergenza Covid, tanto che gli attori protagonisti, quelli che più di altri scendevano in trincea per fare felici i giocatori, sono praticamente usciti di scena. 

Ci riferiamo ai Direttori di Torneo, ai Floorman, ai Dealer, tutte persone che abbiamo imparato a conoscere durante le nostre scorribande nei tornei e nelle partite di cash game live. 

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Abbiamo sentito qualcuno di loro per capire come stanno andando le cose e come hanno affrontato questo periodo che definire drammatico è un eufemismo. 

Valeria Giovanardi, Dealer, Casinò di Saint Vincent. Circuito EPT

Valeria Giovanardi Dealer

Valeria Giovanardi

Innanzitutto una nota di speranza: ritengo che si intraveda l’uscita da questo periodo buio!

Per ovvi motivi mi manca lavorare, perché nonostante tutto il lavoro permette di crescere, di conoscere, di realizzarsi sotto diversi punti di vista. Sicuramente la parte sociale di questo lavoro è quella che manca più di tutte.

Diciamo che durante l’ultimo anno mi sono un po’ reinventata e ho un progetto di startup che ultimamente sta prendendo sempre più forma, anche se la strada è ancora lunga.

Spero di ricominciare al più presto a dar carte, perché nonostante siano passati più di 10 anni da quando ho iniziato, questo lavoro mi ha sempre dato l’adrenalina che più mi piace”.

Christian Scalzi, Tournament Director, Floorman circuito partypoker, Imperium

Christian Scalzi

Christian Scalzi

“Il lavoro mi manca tantissimo, ma questo è palese per tutta una serie di ragioni.

Anche se in qualche momento potevano capitare dei momenti estrema pressione soprattutto durante gli eventi più importanti, i momenti di crescita ulteriore, quelli che ci permettevano di viaggiare, di incontrare nuove persone e provare nuove esperienze, le soddisfazioni professionali erano sempre maggiori rispetto alla stanchezza di giornate estenuanti. 

Io personalmente ho avuto la fortuna di lavorare per gli operatori del settore più importanti e la crescita che arriva da queste esperienze è impagabile.

Ciò che mi manca di più è l’attenzione ai dettagli per l’organizzazione della giornata, il coordinamento dello staff.

Manca addirittura pronunciare la mitica frase “Shuffle Up And Deal!”. 

Manca far parte di quel mondo che è sostanzialmente dietro le quinte e che i giocatori non conoscono direttamente. 

In questo periodo ho avuto la fortuna che partypoker abbia acquisito la licenza italiana, per cui ho collaborato con l’azienda e in particolare con Maurizio Tresca, grazie al quale ho partecipato ad alcune iniziative che hanno fatto da veicolo al lancio della room stessa. 

Con cadenza mensile è presente un torneo sulla lobby del diamante arancione, il “party con Christian”, che è prima iniziato piano piano e adesso è diventato un evento piuttosto conosciuto dove i giocatori hanno anche la possibilità di eliminarmi, conquistando la mia taglia. 

È stata una fortuna perché questo tipo di compito mi ha permesso di non tagliare del tutto i ponti con i giocatori, alcuni dei quali si sono decisi a trasferirsi dal poker live a quello online”. 

Alessandro Serpi, Dealer circuito Triton, Floorman circuito EPT

Alessandro Serpi

Alessandro Serpi

“Manca tanto la routine che mi ero creato da 12 anni a questa parte, in più nell’ultimo anno mi stava esplodendo il lavoro, ero entrato nel circuito Triton, facevo parte del cash board all’EPT, facevo il floorman per il Battle e al Casino Malta, per Kremser, per un circuito francese, più il lavoro quotidiano al Casino di Sanremo. 

Abbiamo ripreso tutto a giugno, ma si lavoricchiava, niente di che, rispetto a prima.

In pratica, nell’anno in cui avrei dovuto fare il vero salto di qualità, è diventato un incubo. 

Adesso mi mancano i colleghi, dealer, floorman, TD, la mia seconda famiglia, non li vedo da un anno… L’ultimo torneo che ho fatto è stato Praga e poi Marrakech, quindi un anno e un mese che siamo fermi. 

Mi son dovuto reinventare per forza perché i tornei fuori sono totalmente spariti dai radar, il governo ci ha offerto un panino e una birra in quanto a ristori e simili, ma per fortuna sono cascato bene perché ho un amico che ha un negozio di fiori e mi ha assunto part time e me la sono sfangata in questa maniera. 

Lo stipendio è dignitoso e ho la possibilità di confermarlo per altri sei mesi nel caso non riparta tutto ciò per cui ho lavorato per anni. Speriamo!” 

Elisa Raffanelli Dealer

Elisa Raffanelli

Elisa Raffanelli Dealer Circuito EPT

“Il mio lavoro mi manca da morire, giuro che non avrei mai potuto immaginare che mi sarebbe mancato così.

Ciò che mi manca più di tutto è il contatto con le persone, il rumore dei gettoni, i miei colleghi, mi manca il senso di felicità provato prima di ogni trasferta e anche la stanchezza degli ultimi giorni, quelli in cui pensi solo che non vedi l’ora di tornare a casa dalle persone che ami.

Inizialmente ho aspettato fiduciosa, fino a settembre non ho fatto granché, direi che mi sono goduta un po’ di riposo, ora mi occupo del customer care di un’azienda”.

Luca Vivaldi Tournament Director Triton Poker

 

Luca Vivaldi

Luca Vivaldi

Mi manca da impazzire il mio lavoro, è sempre stata la mia passione #1, e in Triton ho trovato veramente il mio “bread & butter”.

Mi mancano tutti gli aspetti del mio lavoro, dai piú classici come le relazioni interpesonali con i nostri players e i colleghi fino a quelle specifiche del mio lavoro come preparare tutti i dettagli per un grande festival, dalle location, alle strutture, allo staffing fino ad arrivare all’hype pre-festival e al momento piú adrenalinico dello “shuffle up and deal” per qualche torneo da record, che concilia mesi di lavoro!

Ovviamente non mi lamento, so benissimo di essere un privilegiato in questo momento, ma un’altra cosa che mi manca molto è lo stimolo di creatività e di innovazione nel settore che si ha in un ambiente di ufficio quando sei circondato da un team pieno di conoscenza e passione per il poker.

Avevamo pianificato un 2020 da record, e dallo stop siamo rimasti tutti in contatto per qualche side projects molto interessanti che annunceremo a breve (sempre legato a Triton Poker 🙃) e lavoriamo aggiornandoci in continuazione per essere ovviamente sempre pronti a ripartire. Stay tuned! 🔱

Per chiudere ovviamente mi manchi tu Top! Spero di vederti e abbracciarti presto”. 

Grazie a tutti coloro che hanno risposto alle domande. In bocca al lupo a voi e a tutti i vostri colleghi per un futuro più sereno, rispetto ai mesi che stiamo passando. 

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