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Las Vegas ai tempi del Coronavirus: reportage esclusivo dal Nevada

Las Vegas è vuota, i casinò rimarranno chiusi almeno per un mese (ma il rischio è che questa emergenza sanitaria duri molto di più), le strade sono deserte. Ci racconta questa strana SinCity, l'amico Fabio Coppola (vive in Nevada da molti anni), con un racconto originale ed un punto di vista del tutto inedito. Gli scatti sono di Salvo Mattaliano.

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23/03/2020 16:03

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di Fabio Coppola
(foto di Salvo Mattaliano)

C’é una categoria di persone a cui nessuno può dire di stare a casa e a cui le restrizioni non appartengono. Che cosa significa la libertà in questo momento?

Lo abbiamo chiesto a Joe (nome inventato), il padrone di Las Vegas Boulevard.

In una Las Vegas deserta, Joe il “Padrone della Strip” protagonista del racconto di Fabio Coppola (photo courtesy Salvo Mattaliano)

Chi sono i veri padroni di Las Vegas ? Chi sono i padroni della famosa Strip?

Eccoli sono loro, gli unici che quando siamo in vacanza non notiamo, perché sono pochi e ai margini dei marciapiedi o perché la polizia locale li allontana o perché decidiamo mentalmente di non considerarli…

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In questo momento storico, nel quale tutti noi dobbiamo rispondere a vari obblighi (di dimora, chiusura attività) ed oneri (mutui etc etc) , c’ é qualcuno che per varie ragioni non ha nessuna “responsabilità”, tranne quella di sopravvivere … Sono loro gli Homeless… i senzatetto…

Las Vegas oggi (photo courtesy Salvo Mattaliano)

Sono gli unici a cui non fanno paura le crisi finanziarie, che non temono i mercati immobiliari al ribasso, non hanno nessun tipo di stress “extra”.

Sono gli unici che nella nostra società non avranno nulla da perdere e girovagano per Las Vegas Boulevard con un aria “spensierata”, come se per un momento fossero loro i veri “padroni” di questo mondo, all’apparenza, abbandonato da tutti… come in un film apocalittico.

Ho fatto qualche domanda a Joe, per sapere se avesse paura di contrarre il virus. La risposta secca è stata lapidaria : “io non mi ammalo, sono immortale”.

Un altro homeless a Las Vegas (photo courtesy Salvo Mattaliano)

Chiacchierando con lui, Joe mi ha rivelato che – a suo dire – gode della più grande ricchezza del mondo in questo momento. Lui sente che il suo sistema immunitario costruito negli anni di strada, gli permette di sentirsi immune da tutto. La speranza è che sia così, seppur di fronte a questo virus non esiste ancora nessuna certezza scientifica al riguardo.

Mi racconta che era una persona “normale” e che perse tutto nella crisi del 2009. Quando si ritrovò senza un tetto, per 6/7 mesi, si abituò a quello status a tal punto che, pur avendo la possibilità poi di rientrare in una casa, decise di continuare ad essere un homeless

Mi ha raccontato il perché di quella scelta: non era una questione di comfort finanziario ma bensì, a suo modo di vedere le cose, non ne valeva la pena ricominciare a ricostruire una vita falsa, un’esistenza che non sentiva più sua, uno status a cui non voleva più appartenere.

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Las Vegas ai tempi del Coronavirus 19 (photo courtesy Salvo Mattaliano)

Un aspetto interessante di Joe è quello che non ti aspetti…  Sembrava quasi ridere sotto i baffi come per dire alla romana: “e moò so cazzi vostri’…..come se veramente fosse parte di una elitè di highlanders.

Mi ha detto una frase che credo non scoderò mai: “Voi vi svegliate presto per andare a lavorare, così vi comprate una scatola che chiamate casa e lavorate tutto il giorno per pagarla e per pagare tutte le cose che ci mettete dentro, perlopiù’ oggetti inutili che non hanno nulla a che vedere con la vostra esistenza… poi quando siete “fortunati” lavorate tutta la vita e non vi rendete conto che siete inutili a voi stessi”.

Nel frattempo il Boulevard è sempre più deserto e lo spauracchio della recessione si fa alle porte, ma io al contrario di Joe e delle sue interessanti riflessioni, ho dei pensieri positivi al riguardo, credo che in breve la tecnologia e la conoscenza ci salveranno da questa pandemia.

Pensate se fosse successo 30 anni fa senza internet e social …. la propagazione sarebbe stata 1000 volte più forte e probabilmente avremmo perso molte più vite umane.

Troveranno la cura ne sono certo e tutti noi vivremo con qualche caro in meno ma con molta più consapevolezza di quello che conta davvero nella vita i rapporti umani.

Fabio Coppola

Las Vegas 23.3.2020

 

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