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L’Olanda diventa un “paradiso” fiscale per i giocatori di poker grazie ad una Sentenza

La Corte d'Appello di Den Bosh su ricorso di 100 giocatori di poker ha ribaltato le discutibili decisioni della Belastingdienst, l'agenzia delle entrate.

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09/01/2019 16:05

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Dall’inferno al paradiso nel giro di poco: i giocatori di poker online residenti in Olanda sono fuori dai guai. Dal 2016 si era aperta una fase di incertezza nei Paesi Bassi sia per gli operatori che per i grinder. Ed il Ministero delle Finanze, oltre ad imporre un prelievo del 29%, pretendeva di applicare la stessa aliquota sulle vincite maturate in passato dei suoi residenti che grindavano su PokerStars.eu.

Diversi players avevano già pagato cifre importanti al Governo olandese.

Ma il diritto comunitario ha prevalso dalle logiche nazionali. Diversi players hanno presentato ricorso e lunedì la Corte d’appello di Den Bosh ha pubblicato una sentenza storica che vede sconfitta su tutta la linea l’agenzia delle entrate, la temuta Belastingdienst.

Secondo i giudici, la Belastingdienst non aveva alcun diritto a pretendere il versamento delle tasse sulle vincite percepite dai giocatori locali che avevano maturato sul sito .eu, in forza del principio dell’Unione Europea di divieto di doppia imposizione.

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L’errore del Belastingdienst era abbastanza palese, una evidente forzatura dei suoi funzionari che pagheranno con gli interessi: secondo loro il divieto di doppia imposizione non poteva essere applicato perché la casa madre di PokerStars, Rational Grup operava dall’Isola di Man, considerato ai fini fiscali extra-UE.

In realtà PokerStars.eu opera con una licenza maltese rilasciata dall’MGA, nel settore lo sanno tutti e l’operatività è al 100% sull’Isola nel cuore del Mediterraneo. I giocatori e la room pagano effettivamente le tasse al Governo maltese sulla rake. Quindi sono già tassati alla fonte e scatta il divieto di doppia imposizione.

Ed è stata questa la tesi difensiva dell”avvocato Pepjin le Heux, che ha rappresentato circa 100 giocatori nel caso giudiziario.

Il legale ai media olandesi ha rivelato che alcuni suoi assistiti seguivano il caso con particolare interesse, visto che temevano di versare al fisco più di 500mila euro.

I giudici di Den Bosh hanno fatto un’analisi tutt’altro che superficiale: hanno verificato dove si trovavano custoditi i soldi dei players olandesi sugli account e la posizione del generatore di numeri casuali che distribuisce le carte ai giocatori.

La Corte alla fine ha concluso che Rational Gaming Europe Limited con licenza maltese deve essere considerata come legittima detentrice dell’offerta di gioco d’azzardo online proposta tramite PokerStars.eu a Malta.

L’agenzia delle entrate è stata anche condannata a pagare le spese giudiziarie per 4.233 euro e rischia di dover restituire parecchi soldi con gli interessi ai players olandesi che avevano già pagato la multa. Si parla di rimborsi per milioni di euro.

 

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Una bella mazzata per i delicati equilibri del mercato olandese: come noto i Paesi Bassi hanno da parecchio tempo annunciato la regolamentazione del gioco online ma dopo anni di assoluta inattività ancora le rooms non sono messi nelle condizione di poter operare. E questa sentenza potrebbe essere uno stimolo per i players a giocare su siti europei.

Il 5 febbraio il Senato olandese discuterà la legge sul gioco a distanza che è già stata approvata dalla Camera bassa del parlamento nel 2016. Un ritardo inaccettabile, secondo molti dovuto ad un favore fatto dai politici alla lobby dei casinò olandesi. Il realtà il favore l’hanno fatto ai siti di gioco stranieri. Tutto il mondo è paese.

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