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Lotterie, i vincitori milionari sono tutt’altro che fortunati: “Entro 2 anni l’87% perde tutto”

Inedito e sorprendente risultato di una accurata ricerca scientifica, destinata a far discutere: l’87% dei vincitori delle lotterie entro 24 mesi perde tutto. A sostenerlo è il ricercatore dell’Università di Zurigo Jordan Ballor.

Il Professore ha certificato che quasi 9 vincitori su 10 perdono tutto quello che avevano vinto in meno di due anni. In certi casi, possono ritrovarsi addirittura ancora più poveri rispetto a prima. Le storie sono numerose, alcune ve le abbiamo raccontate.

Uno dei casi più noti riguarda il Signor Jack Whittaker che vinse 315 milioni di dollari alla lotteria Powerball. Dopo quattro anni (è stato più longevo della media calcolata da Ballor) dichiarò: “se dovessi tornare indietro, strapperei quel biglietto”.

Whittaker era il manager di un’importante società di costruzioni, con un fatturato di parecchi milioni di dollari. Viveva nel lusso, circondato da una bella famiglia ma perse tutto, i milioni vinti gli diedero alla testa?

Per quale motivo le persone perdono così il controllo dopo una vincita milionaria?

Il Sole 24 Ore ha provato a spiegare questo comportamento irrazionale pubblicando varie ricerche scientifiche.

Prima di tutto uno studio del CNR del 2017 ha dimostrato che reddito e cultura non sono correlate all’intensità dei comportamenti del gioco d’azzardo. Tutti giocano, a prescindere dal ceto sociale. Ma c’è chi ha un rapporto più problematico con il denaro rispetto ad altri (lo scopriremo in seguito).

Per quale ragione l’87% dei vincitori perde tutto in così poco tempo?

Lotterie: il denaro facile e la propensione al rischio….

Il premio Nobel per l’economia Richard Thaler (Università di Chicago) è un esperto della teoria del “Mental accounting”. Le ricerche dimostrano che la propensione al rischio cambia completamente in funzione della fonte da cui proviene il denaro.

Il denaro vinto senza fatica provoca comportamenti ad alto rischio nella gestione delle risorse a disposizione. A seguito di una vincita alla lotteria, la percezione del rischio “salta completamente”. Questo comporta rapide perdite per il fortunato vincitore.

La teoria dell’ottimismo irrealistico e le vincite alle lotterie

Un altro premio Nobel, Daniel Kahnemann, ha studiato l’iterazione tra il cervello ed i comportamenti finanziari degli esseri umani. Il Professor Kahnemann ha teorizzato che “essendo stati fortunati in passato, i vincitori pensano che in futuro continueranno ad esserlo”. Si sentono “magici”, “benedetti”. Le vincite passate provocano in loro un’illusione, una percezione ottimistica della realtà.

Il senso di colpa provocato dal denaro

Un’altra corrente dottrinaria ritiene che la causa sia il “senso di colpa”. Alcune ricerche di neuropsicologia sociale sostengono che persone cresciute in ambienti poveri, sviluppano una dinamica conflittuale legata al possesso di denaro. E tutto avviene in modo inconsapevole. Per lenire il senso di colpa di essere diventati ricchi, quindi “inconsapevolmente riprovevoli”, i neo-ricchi aiutano tutti senza alcun freno. Compiono gesti plateali, si sentono “diversamente ricchi“. E i soldi finiscono presto.

Nel caso citato, quello del signor Jack Whittaker, l’inizio della fine iniziò quando donò 31,5 milioni (!) ad alcune onlus benefiche (e questo aspetto ci conforta, i soldi non sono stati tutti dispersi al vento), essendo un uomo molto religioso. Fondò anche la Whittaker Foundation (per altri 14 milioni). Ma il karma non fu dalla sua parte.

Sia chiaro, se avete tale fortuna, fate beneficenza, ma gestite le vostre risorse in modo oculato, aiutando anche il prossimo (che è senza dubbio uno degli aspetti più nobili) ma anche voi stessi. Solo mantenendo un certo equilibrio potete aiutare gli altri nel lungo periodo e non rovinare la vostra vita.

La ricerca conclude che i vincitori delle lotterie sono “ricchi a tempo determinato“. La sottovalutazione del rischio, l’ottimismo irrealistico e il senso di colpa, accendono una sorta di miccia nel cervello dei fortunati vincitori.

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.