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Il “mago” Hacker delle slot viene rapito a Firenze e sequestrato per 3 giorni: si salva grazie a WhatsApp

Un esperto informatico specializzato nelle slot machines è stato sequestrato da due delinquenti: l'intervento dei Carabinieri ha scongiurato il peggio.

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23/10/2019 12:03

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Una brutta storia che potrebbe essere anche la prossima sceneggiatura di un film noir, vede protagonista un uomo di 36 anni originario della Calabria, esperto di informatica e residente a Firenze, per molti nell’ambiente il “mago” delle slot. Ma di magia in questa storia, ce n’è veramente poca.

In Toscana è stato rapido da due pregiudicati che lo volevano costringere a manomettere delle slot machines.

Non è la prima volta che sentiamo parlare di hacker nel settore degli apparecchi di intrattenimento: “Alex il russo”, un hacker dell’est Europa nel 2017 ha svuotato le slot di parecchi casinò in Asia. In Italia invece degli truffatori informatici cinesi avevano preso di mira la prima versione del gioco (da slot) noto come la “Gallina”. Una truffa da parecchi milioni.

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La storia: la mancata truffa dell’hacker delle slot

La storia ha inizio qualche mese prima quando i tre uomini provano la truffa delle slot: l’hacker, nel ruolo di “consulente” , in cambio di un compenso di 7.000 euro, prova ad aiutare i due delinquenti a svuotare alcune macchinette ma qualcosa non funziona. Perdono molti soldi. Si indebitano e devono per forza rientrare.

Nella testa dei due c’è l’idea che il 36enne calabrese non abbia collaborato fino in fondo. Conosce tutti i trucchi – secondo loro – ma non ha raccontato la verità.

I pregiudicati si rifanno vivi, l’hacker informatico però non sembra più essere disposto a collaborare. A quel punto, circa una settimana fa, scatta il rapimento nella sua casa di Firenze: i due malviventi entrano nel palazzo e lo portano via con la forza (sembra sotto la minaccia di un’arma da fuoco).

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Lo tengono segregato in una casa a Cervereri, lo picchiano e lo tengono sotto scacco: l’obiettivo è quello di farsi raccontare tutto dei “segreti” e “trucchi” per manomettere le macchinette.

L’allarme su WhatsApp

In cattive condizioni sanitarie e di salute, dopo 3 giorni di forzata prigionia, l’uomo riesce ad impossessarsi del telefonino. Su WhatsApp avvisa il fratello che si presenta alla stazione dei Carabinieri di Civitavecchia. Senza quella distrazione dei sequestratori, questa storia poteva finire in modo ancora più drammatico.

Scatta subito l’allarme, viene individuato grazie alle celle telefoniche il luogo dove è in corso il sequestro (Capo di Mare) e 5 volanti intervengono per liberare il 36enne che alla visione dei militari scoppia a piangere e vuota il sacco, racconta tutta la storia agli inquirenti.

I due uomini sono stati rinchiusi in carcere con l’accusa molto grave di sequestro di persona.

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