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Gianluca Marcucci ad ASSO: “vi racconto la mia iniziativa per alleggerire il carico negli ospedali e nelle RSA”

Tra le iniziative più apprezzate degli ultimi giorni in capo alla situazione di emergenza venutasi a creare a causa del coronavirus, è da mettere in evidenza quella di Gianluca Marcucci, il quale ha messo a disposizione due delle sue strutture alberghiere.

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16/03/2020 10:59

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Abbiamo raggiunto telefonicamente Gianluca Marcucci, imprenditore nel settore alberghiero, oltre che stimato scrittore e giornalista ( da leggere tutto d’un fiato il suo romanzo “La prigione dei ricordi” ), poker player e, tra le altre cose, ottimo cuoco!

Gianluca ha lanciato nei giorni scorsi una proposta che ha incontrato il favore di molte persone soprattutto perchè concreta, senza fronzoli, esattamente come concreto è l’uomo di cui parliamo oggi.

La struttura in questione è l’Antico Borgo La Muratella di Cologno al Serio passata di recente sotto l’ala della catena alberghiera BES. 

Assopoker ringrazia Gianluca, per questa intervista e per il gesto concreto.

L’intervista a Gianluca Marcucci

AP: In questi giorni cominciano a farsi sentire alcune proposte che arrivano dagli esponenti di punta del nostro movimento pokeristico del quale hai fatto parte per un buon periodo della tua vita. Come è nata l’idea di mettere a disposizione due delle tue strutture alberghiere per fare fronte all’emergenza coronavirus? 

GM: La mamma della mia compagna sta affrontando l’emergenza in prima linea. Nella terapia intensiva dell’ospedale di Bergamo. Quando mi sono reso conto dai suoi racconti che il sistema era allo stremo ho pensato di scrivere al quotidiano”bergamonews”. Ho fatto presente cosa poteva essere fatto. Alleggerire gli ospedali e le rsa. Dirottare i pazienti non infetti negli hotel. Concentrare le quarantene in altri hotel. Liberare posti letto e dedicare ospedali all’emergenza. Impedire la commistione tra malati ordinari e  persone infette.

La direttrice mi ha messo in contatto con i vertici della regione, che ringrazio, e della Protezione Civile. Ho partecipato a tavole rotonde e mi sono permesso di proporre i miei hotel oltre a qualche idea. Erano pronti all’apertura. Ristrutturati. E adatti a mio avviso all’emergenza. La Muratella di Bergamo è immerso in un parco di 15.000 mq e circondato da due ettari di terreno. 

In quale modo hai fatto scattare “l’iter” della tua proposta? Hai incontrato delle persone atte all’accoglimento della tua richiesta? Se sì, che tipo di risposte hai avuto? 

Tutti entusiasti. Al momento però non è ancora partito l’iter. Solo idee. Qualcuno dice servano dei bandi per l’assegnazione. Io mi rendo conto di tutto, ma bisogna agire.

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Si è parlato in questi giorni della costruzione di un mega ospedale nella zona di Milano Fiera. Pensi che possa funzionare, nonostante tutte le difficoltà legate al reperimento del materiale tecnico e prettamente sanitario, necessario per l’attuazione di tale progetto?

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L’ospedale di Milano Fiera è una bella iniziativa per salvaguardare la salute dei milanesi contagiati. Qui siamo a Bergamo e le chiese vengono utilizzate per custodire le persone decedute. Non tutti vogliono un funerale senza parenti. Serve in commissario generale. Servono deleghe. Trovo solo corti circuito logistici e responsabilità latenti. Non posso andare a prendere le persone. Credo che utilizzare le rsa come ospedali e spostare gli anziani, come proposto dal capo della protezione civile della lombardia durante l’incontro fosse un’ottima idea. 

Dal lato imprenditoriale immagino che, come tutti, tu abbia le tue difficoltà. Come si affronta un’emergenza totalmente nuova e piena di incognite come questa?

Grazie all’aiuto dei dipendenti, delle banche che hanno messo a disposizione un plafond aggiuntivo. Grazie ai fornitori che intervengono senza chiedere a o b. Grazie al fatto che ci eravamo gia passati durante l’emergenza tav a Claviere e durante il problema immigrati clandestini sempre a Claviere. Un ottimo imprenditore controlla il bankroll e le chips sul tavolo. Ma se qualcuno ha bisogno di aiuto manda il tavolo e la partita all’aria. E si dà da fare. Se dovevo vivere riflettendo senza agire, nascevo specchio. Ovvio che avremo problemi, ma siamo abituati a risolverli. Da vivi.

Avendo vissuto in diverse realtà come Roma, la Val di Susa, la Lombardia, tutte legate alla tua vita e al tuo lavoro, che differenze trovi, se ci sono, nella risposta a questa emergenza?

La solita. La mancanza di un uomo al comando. Un “Bortolaso” che abbia pieni poteri relativamente alla gestione dell’emergenza. Qualcosa che abbiamo sempre fatto con le emergenze terremoto. Ma che sembra difficile mettere in pratica con questa epidemia.

Come pensi che le tue strutture ricettive possano dare una mano? Collaboreresti in prima persona nel caso in cui ci fossero risposte positive alla tua proposta? 

Io già lo faccio. Sono a Mozzo e ospito senzatetto. Persone che non possono stare a casa per paura di essere pericolosi per i propri genitori. E i dipendenti di una catena di supermercati che hanno paura di contagiare i propri cari. Questo alla tv non lo hanno detto.

Tra le altre cose sei anche uno scrittore di libri e racconti che ha il suo importante seguito. Credi che i libri e la cultura in generale, possano dare una mano in periodi come questo? E in che modo?

Un consiglio. Rivedere i film di Bud Spencer. Perché è cosi che mi sento. “Chissà perché capitano tutte a me”, la scena in cui tutti, ma proprio tutti, buoni e cattivi. Si coalizzano per riprendere un ragazzino rapito dagli alieni.

Ecco. Sono cresciuto con quei film. C’è un virus sconosciuto. Ci sta entrando in casa. Uniamoci e facciamo in modo che si estingua con tutti i pregiudizi e le inutili polemiche di questi giorni. Sono romano. Sono italiano. E sono molto arrabbiato.

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