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Maria Ho contro gli atteggiamenti che allontanano i giocatori ricreativi

Maria Ho Courtesy Pokernews
Maria Ho Courtesy Pokernews

I pensieri di Maria Ho

Durante la carriera professionistica di ogni giocatore che si rispetti, il percorso che si affronta nel corso degli anni, è spesso costellato da tappe che ne caratterizzano il passaggio tra un livello e un altro.

Se il fine è quello di guadagnare dei soldi e vivere di poker, soprattutto all’inizio delle proprie carriere, quando si cresce professionalmente e magari si è messo qualche gruzzolo importante da parte, gli scenari cambiano e con essi cambia anche lo scopo per il quale si gioca.

Questo accade soprattutto nei casi in cui le vite non sono esclusivamente assorbite dal poker, ma viene lasciato spazio a tutta una serie di interessi altri, che riempiono gli spazi vuoti e che, gioco forza, si creano nei momenti in cui non si è seduti al tavolo da gioco.

Maria Ho e i nuovi obettivi

Una di queste giocatrici è senza dubbio Maria Ho, che si è messa in testa la bellissima idea di non pensare solo ed esclusivamente al proprio tornaconto personale come faceva a inizio carriera, ma il focus della sua vita professionale si è spostato verso un fine decisamente più nobile e profondo.

La bella giocatrice statunitense di origini asiatiche, ne ha parlato con Sarah Herring in un recente episodio del Podcast  di Pokernews.

All’inizio della mia carriera, i miei obiettivi nel poker avevano a che fare con un traguardo finanziario o, nell’immediato, la vittoria di un certo torneo o alla partecipazione ad una kermesse. Penso che ora, negli ultimi due anni, il mio focus si sia spostato verso il punto in cui sono meno interessata a misurare il mio successo in base a quei parametri”, ha detto in nella conversazione con Sarah Herring.

Penso che il modo in cui voglio davvero misurare il mio successo nel poker sia chiedere a me stessa cosa sto facendo regolarmente per la comunità per rafforzarci e renderci più accettati nel mainstream“.

La professionista taiwanese ha guadagnato più di $ 4.000.000 nella sua carriera da torneista, quindi aggiungere riconoscimenti economici alla sua eredità, non è così importante come avrebbe potuto essere una volta. Una vita di esperienza nel gioco ha spostato le sue priorità nella creazione di un ambiente più sostenibile per tutti i giocatori.

Un’altra delle cose che mi vengono chieste con più frequenza è come sarebbe possibile portare più donne nelle partite di poker”

Un problema di tutti

“Ovviamente, queste cose sono sempre in prima linea nella mia mente perché sfortunatamente in tutti i miei anni di militanza nel poker non ho visto un cambiamento così drastico nel numero di donne che gareggiano in questi campi. Penso che sia un problema a cui tutti noi dovremmo pensare e chiederci come possiamo essere parte della soluzione”.

Se avete dimestichezza con l’inglese, date un’occhiata all’intervista del Podcast di PokerNews con Maria Ho:

 

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Ci sono molti comportamenti intimidatori e capisco che psicologicamente possa fare parte del gioco e sicuramente potrebbe essere ‘più EV’ a breve termine, ma penso anche che essi potrebbero creare un ambiente dove i giocatori occasionali non vogliono necessariamente a tornare.

L’esperienza e l’aspetto sociale del poker sono ancora la cosa più intrigante del gioco e il motivo per cui la gente lo ama così tanto, e per questo voglio proteggerlo a tutti i costi.

Ho sentito le argomentazioni dei giocatori secondo cui non è il loro lavoro intrattenere le persone al tavolo da poker. Non è il loro lavoro essere sociali. Ma penso che la linfa vitale di questo gioco, siano al 100% i giocatori ricreativi”.

Maria Ho e Sarah Herring hanno riflettuto sulle loro esperienze nel settore, con quest’ultima che ha sottolineato che si considera una giocatrice alle prime armi che pensa al poker come intrattenimento. La Ho è stata protettiva nei confronti di quell’idea durante tutta la conversazione, concentrando i suoi obiettivi sul lavoro verso risultati che rendessero il poker un hobby attraente per tutti.

Rendere il poker più inclusivo

Dare ai nuovi giocatori una grande esperienza è essenziale per un’industria del poker sana, dice Ho, che pensa che il comportamento nei confronti dei nuovi arrivati stia inibendo la crescita del gioco anche con le donne che normalmente sarebbero desiderose di giocare a poker.

Come donna in generale non lo percepisco ai livelli più alti del gioco, ma in questi eventi più grandi c’è ancora un po’ di misoginia al tavolo da poker. È un peccato, ma ti senti come un pesce fuor d’acqua quando una donna si siede al tavolo“.

Ammette che la sua prospettiva potrebbe essere diversa da famosa professionista, ma vede comunque le altre giocatrici che si sentono sgradite.

Penso che siano cose che fanno in modo che le persone non vogliano tornare“, ha continuato. “Vorrei rendere la nostra comunità un luogo positivo e voglio che le persone vedano il nostro mondo come qualcosa che può essere rispettato. E voglio continuare a essere una di quelle persone molto accoglienti nei confronti dei giocatori ricreativi“.

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".