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Michael Mizrachi in esclusiva per AP: “Gli high roller? Preferisco giocare dove c’è più value, cash e online”

Intervista a 360 gradi Michael Mizrachi, meglio conosciuto come The Grinder: da Filippo Candio al cash game, con alcune riflessioni sul NHLE.

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11/04/2018 16:03

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dal nostro inviato Stefano Atzei

Barcellona – Chissà, magari siamo davvero tutti parte di una grande simulazione, una delle tante possibili, ma girare per i tavoli del torneo da 1.100€ del PartyPoker Millions Grand Final di Barcellona e trovarsi di fronte Michael Mizrachi con un monster stack a dar spettacolo è qualcosa di simile a un’allucinazione.

Presentarvi “The Grinder” sarebbe superfluo. L’espressione e l’attitudine al tavolo sono le stesse di una decina d’anni fa, così come la sua esuberanza. La stessa che lo fa precipitare nel giro di qualche orbita, fino all’eliminazione a un sospiro dalla bolla.

Lo incrociamo a pochi passi dal bar, gomiti appoggiati al tavolino, tutto indaffarato a smanettare sull’I-phone: “Sono in tilt per l’eliminazione” scherza, ma non troppo, abbozzando un sorriso. Vederlo in azione qui in Europa è una rarità: “In realtà non gioco nemmeno più i tornei. Mi ha convinto un amico, voleva compagnia per giocare il festival e mi son detto: ma sì…”

Michael Mizrachi: “gli high roller? Preferisco giochi dove c’è edge”

Michael Mizrachi durante l’Open Event a Barcellona

Per giocare qualche High Roller magari?

Assolutamente no, quelli non fanno per me. A parte che gioco quasi esclusivamente cash-game, non vedo il senso nel rischiare cifre enormi per affrontare avversari su cui l’edge è minima. Io mi limito a fare quello che ogni professionista di buon senso dovrebbe mettere in atto: gioco dove c’è più value da prendere. Perché scontrarsi soltanto coi più forti, meglio quelli più scarsi no?

Dopo tanti anni di carriera, come vedi il mondo del poker attuale?

Il No Limit Hold’em gode di un’attenzione spropositata rispetto alle altre varianti. Son tutti pronti a dichiararsi i giocatori più forti al mondo, ma soltanto nel No Limit: se siete dei campioni perché non imparate anche gli altri giochi? Adoro il No Limit, sia chiaro, ma solo a certi livelli di pensiero, altrimenti…No, non mi dà più grandi stimoli.

Ti è mai passato per la testa di unirmi alla scena high roller?

In futuro può darsi, chi lo sa. In realtà non mi piacciono nemmeno, è un mondo che non mi attira particolarmente.
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Andrai alle WSOP?

Questo sarà probabilmente il primo anno in cui non le giocherò. Non scherzo, preferisco concentrarmi sul cash game e sull’online. Sto giocando tantissimo online e le cose vanno piuttosto bene. Al massimo giocherò il Main Event…

A proposito di Main, ricordi ancora quell’italiano che assieme a te, nel 2010, provava a vincere il braccialetto?

Filippo? Certo, era uno dei più fighi in giro! Come sta, che combina? Non l’ho più incontrato…

Su Twitter abbiamo visto che sei riuscito a foldare una scala reale…

Sì, la prima volta nella mia vita! Stavo giocando da mobile e mi trovavo nel mio garage quando la connessione è saltata e non riuscivo a fare azione…con una scala reale in mano! Tra l’altro ho perso anche il jackpot, nulla di che, saranno stati 600/700dollari, ma comunque…

Hai mai studiato GTO?

Mmmm, not really 😉 Il mio stile è molto diverso da quello della maggior parte delle persone. So quando prendermi un rischio e in che modo farlo, molto è istinto, capacità di lettura degli avversari, a volte so veramente cos’hanno in mano…

Intervista a cura di Stefano Atzei

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