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Mustapha “mustacchione” Kanit, il Partouche e la vita da pro

Mustapha 'mustacchione' Kanit all'IPT di VeneziaMustapha “mustacchione” Kanit, per chi non dovesse conoscerlo, è un ragazzo di 19 anni che difficilmente potrete vedere litigare con qualcuno: appare quindi particolarmente  ingiusto quello che gli è successo al Partouche Poker Tour, dove con una decisione inspiegabile gli è stato sottratto un piatto che aveva vinto, che di fatto gli è costato il torneo.

La vicenda, come ricorderete, ha visto coinvolti l’italiano ed un giocatore francese, che certo qualche motivo per avercela con Kanit lo nutriva: “Poco prima mi aveva fatto doubleuppare, quando con 10 10 era andato rotto su un board ace high, dove io avevo settato una coppia di quattro. Ero ampiamente sopra average, negli ultimi livelli di giornata con stack sulle 38.000 fiches e bui 300/600”.

La mano è nota: Kanit apre da HJ con A-7, il suo avversario flatta in posizione con A-10, flatta anche la c-bet dell’italiano su board 8-4-2, finché su un turn blank Kanit sceglie di check/raisare. Il suo avversario ci riflette contrariato e lo 3betta fino a 13.000: “Ci ho pensato un paio di minuti, finché non mi hanno chiamato il tempo. Nell’osservarlo mi ha dato alcuni segnali di debolezza, per cui ad un paio di secondi dallo scadere sono andato all-in e lui ha muckato la mano”.

Mustapha gli gira il bluff, al che il francese riprende le proprie carte e chiede l’intervento del floorman. Spalleggiato da connazionali al tavolo, sostiene che “mustacchione” sia andato all-in oltre il tempo massimo: “Credo che ci sia stato un misto fra incompetenza e malafede – mi spiega Kanit – perché i floorman hanno preso decisioni diverse. Dapprima hanno scelto di girare il river come se lui avesse chiamato, poi volevano far terminare l’azione sulla 3bet avversaria come se avessi muckato, infine sono tornati ancora sui loro passi. Non accettavano spiegazioni in inglese, e quando ho provato a parlare francese mi correggevano perfino gli articoli…”.

La carta attorno a cui ruotava il mazzo di KanitTuttavia, con “mustacchione” parliamo anche di molto altro. Dagli esordi con “Magic: The Gathering” fino alla scoperta del poker e alla scelta di farne la propria professione, quando non aveva che 18 anni: “Magic è un gioco che banalmente ti insegna a contare le odds, e soprattutto ad avere a che fare con un ambiente competitivo. Agli esordi ho depositato 100 € su PokerStars.it, prima avevo già maturato dell’esperienza su poker room internazionali.
Quando ho iniziato a vincere regolarmente ho capito che era quello che volevo fare. Per i primi mesi l’ho nascosto a mia madre, ma poi quando guadagnavo a fine mese più di lei non ho più avuto ragioni per non dirglielo, è stata contenta di vedere che ero riuscito in tutto questo da solo”.

Gioca sia tornei che sit&go heads-up, ed in entrambi i casi i risultati sono più che buoni: “Negli HU da 100€ ho un ROI del 3%, sono battibili, mentre nei tornei su circa 3.000 partite ho un ROI del 67%: gli MTT sono la specialità più profittevole, hanno solo il difetto di richiedere molto tempo”.

A differenza di altri giocatori vincenti, Kanit mi confida di non stabilire dei traguardi da raggiungere, ad esempio su base mensile: “Può essere un metodo giusto, ma c’è anche l’altra faccia della medaglia, ovvero la varianza. Se cadi in bad run per raggiungere certi obiettivi corri il rischio di forzare, o di giocare quando non hai stimoli. Quando mi capita di solito stacco per alcuni giorni, ma sono periodi rari perché mi piace davvero molto quello che faccio, e non ho ancora raggiunto la fase in cui giochi solo perché puoi guadagnare molto denaro”.

Per lui che vive a Ravenna, l’aiuto iniziale è venuto da giocatori come Luca Franchi o Matteo “Rooney” Taddia, ed anche adesso la compagnia non gli manca: “In questo ambiente è facile legare con le persone, almeno per me. Ho avuto la fortuna di potermi sempre confrontare con gente preparata, ed è essenziale. In Italia non sono poi in molti, i giocatori che potrebbero portarti ad un livello superiore: è forse una delle ragioni per cui all’estero vi sono players più forti”.

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A differenza di altri pro, “mustacchione” per un lungo periodo ha frequentato poco i forum di poker, ma molto il circuito live, dove ad oggi ha vinto oltre 130.000 $: “Recentemente ho cominciato a leggere i forum con più regolarità, prima anche se ero iscritto li frequentavo di rado. Penso siano in qualche modo controproducenti per i professionisti, perché comunque a lungo andare alzano il livello medio in misura importante.
Per quanto riguarda il poker live, mi piace e nonostante la varianza penso possa essere profittevole. Certo, le spese sono davvero molte, devi prenderla più come una vacanza che altro, visto anche che ti toglie molto tempo per giocare online. Tuttavia in tornei come l’IPT c’è molta dead money, e sono riuscito a qualificarmi online otto o nove volte: penso che parteciperò a tutta la stagione”.

E sul rapporto fra talento e studio nel poker, “mustacchione” non ha dubbi su cosa sia preponderante, per poter essere dei vincenti: “La dedizione conta più del talento, che da solo non è sufficiente per avere risultati continui. Un giocatore che voglia invece imparare, studiare e mettersi in discussione con costanza porta sempre la pagnotta a casa”.

Infine, gli chiedo “provocatoriamente” se per caso non sia uno dei fortunati a poter vantare delle quote di Filippo Candio per il Main Event WSOP: “Non mi ha proposto di vendermele, è un peccato perché altrimenti gliele avrei prese, è un giocatore che stimo. In compenso, avevo il 10% di Sergio Castelluccio quando ha vinto l’IPT di Sanremo: è un giocatore preparato, con cui scambio spesso delle quote e sono contento che abbia vinto”.

Nell’attesa, naturalmente, che Mustapha “mustacchione” Kanit possa fare altrettanto, magari già al prossimo IPT di Nova Gorica, dove non mancherà di presentarsi puntualmente al via…

Piero “Pierelfo” Pelosi

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