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Peter Eastgate vende il suo braccialetto WSOP a 147.500$

Peter Eastgate con quello che ora non è più il suo braccialetto WSOPPeter Eastgate, nel giorno del ringraziamento, è riuscito a vendere il proprio braccialetto del Main Event WSOP 2008 su Ebay per la pazzesca cifra di 147.500 dollari: tanto è arrivato offrire poco più di un’ora fa un misterioso utente, iscrittosi al sito proprio per l’occasione.

L’obiettivo di riuscire a raccogliere fondi da destinare in beneficienza all’UNICEF appare pertanto pienamente riuscito: del resto, il successo che il poker Texas Hold’em ha raggiunto negli ultimi anni, l’importanza del cimelio e la risonanza mediatica che questo nobile gesto ha avuto non poteva che far immaginare un esito simile.

Eastgate non è il primo giocatore a vendere il proprio braccialetto WSOP su Ebay: prima di lui lo aveva già fatto T.J. Cloutier, e proprio mentre stiamo scrivendo scopriamo che Eskimo Clark ha fatto in queste ore lo stesso, col proprio braccialetto conquistato nel 1999 in un torneo di Razz. Ma questa è decisamente un’altra storia.

Il Main Event WSOP è infatti il torneo più importante al mondo, quello che tutti sognano di poter conquistarci: esserci riusciti ad una così giovane età e rinunciare al suo simbolo con uno scopo benefico non è certo cosa che avrebbeo fatto tutti, e di questo dobbiamo dare ampio merito al danese.

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Certo, c’è chi potrebbe obiettare che dopo aver vinto in carriera oltre dieci milioni di dollari molti sacrifici possano sembrare poca cosa, ma noi crediamo che non sia così, perché i simboli si possono forse comprare ma in ogni caso non hanno un prezzo.

Ed a maggior ragione è così non solo quando ciascun prezzo non sarebbe mai irrinunciabile per te, ma soprattutto nel momento in cui tutto questo viene fatto per beneficienza, per di più da parte di un personaggio che certamente non può essere mosso in questo dalla ricerca di visibilità, e che anzi ha sfruttato quella di cui gode per massimizzare il suo intento.

Per ragioni come queste, senza voler scivolare troppo nella retorica, siamo contenti di poter raccontare una storia come questa, perché crediamo che gesti di questa natura – di cui talvolta si può avere l’occasione anche nel quotidiano, in condizioni non altrettanto eclatanti ma non per questo meno importanti – portino a chi li compie almeno altrettanti benefici di chi ne riceva i frutti.