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Poker amarcord: quando Rummenigge aveva capito er gioco

Disclaimer: questo articolo è ad altissimo coefficiente di nostalgia e contiene elementi di discriminazione territoriale, nel senso che gli appassionati romani potranno comprendere molto meglio di altri la reale portata del personaggio.

 

Non c’è storia senza storie, anche nel poker. La storia la scrivono i grandi campioni, quelli che vincono i soldi e i trofei, quelli che battono i record, quelli che la gente vuole imitare. Ma la storia è fatta anche di tante storie, di persone che hanno contribuito a rendere questo gioco così divertente e vario. Storie di battute, modi di dire, “cit.” leggendarie, tormentoni, aneddoti da spanciarsi dal ridere. Alla fine chi vince un braccialetto WSOP lascia un segno indelebile. Ma anche chi ha inventato la “tecnica del giacchetto”, ovvero quel gesto scaramantico di infilarsi la giacca prima dello showdown decisivo per la sopravvivenza nel torneo, è entrato nella storia del giochino, anche se magari nessuno conoscerà mai il suo nome.

Ecco, se consideriamo un certo tipo di aneddotica, c’è un personaggio che ha fatto epoca, sia per le citazioni divenute in qualche modo celebri che per essere una sorta di guru del trash talking alla romana maniera. Ecco, se giocate a Texas Hold’em da almeno 13-14 anni e siete pratici dell’ambiente del poker capitolino, NON potete non conoscere Rummenigge.

Rummenigge, ovvero la sublimazione del romano che gioca a poker

Il giocatore di poker romano è già una tipologia di player particolare. Trovarne uno che sta zitto al tavolo è facile come centrare un 12 al Totocalcio. C’è quello che giudica le mani giocate dagli altri condividendo i propri thinking process a voce alta, c’è quello che ti tempesta di racconti non richiesti su mani sfortunatissime, c’è quello che parla con la moglie al telefono e poi approfitta per raccontare un po’ di ca@#i propri al tavolo, c’è quello che prova il classico trash talking intimidatorio per carpire info. E poi c’è Rummenigge, che ha nobilitato questo genere di giocatore portandolo verso una dimensione nuova che potremmo definire coattistica, in un audace tentativo di neologismo tra “coatta” e “artistica”. Uno stile aggressivo ma insieme simpatico perché originale, che a qualcuno può risultare a volte pesante, ma è davvero impossibile che non ti riesca a strappare almeno un sorriso.

Fra tormentoni e video di culto

Rummenigge è proprio uno di quei giocatori che entrano nella storia del poker dalla porta di servizio. Rimarranno anonimi per la stragrande maggioranza delle persone, forse non vinceranno dei gran soldi, probabilmente il vostro profilo su Hendon Mob sarà anche più ricco, ma questi giocatori hanno una innata capacità di entrare nella memoria collettiva. Da “hai capito er gioco?” a “flop alto vinci tu, flop basso vinco io” a “olì olà nun potete circolà”, la letteratura dei tormentoni di Rummenigge è arrivata fino ai giorni nostri e ancora sopravvive, “tramandata” da chi ci ha giocato contro, chi ne ha solo sentito gli aneddoti o dallo stesso Francesco (questo il suo vero nome di battesimo), che ogni tanto si rivede ai tavoli.

Il suo grido di battaglia “Semo romani, allin de mani” venne immortalato durante un IPT Sanremo del 2010 dal nostro Tury, in un breve video divenuto rapidamente di culto.

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10, 100, 1000 Rummenigge

Non stiamo parlando di un santo, né di un gran giocatore, ma di un personaggio di quelli che al poker di oggi mancano tremendamente. E lo dico senza alcuna intenzione di sbracare in facile retorica, ma perché ci credo davvero tanto. Con i suoi eccessi e i suoi tormentoni, Rummenigge rappresenta un modo giocoso e genuino, di interpretare il poker. Che è in crisi da molti anni e ha bisogno di recuperare la sua dimensione sociale, ludica, scanzonata e financo caciarona, per sopravvivere.

Vuoi vedere che, alla fin fine, Rummenigge aveva davvero capito er gioco?

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".