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PokerStars EPT Londra: final table con Peter Eastgate

Irene Baroni, seconda classificata al Ladies Event dell'EPTA caccia del sospirato tavolo finale. Erano in 24 ieri, all’Hilton Metropole di Londra, a darsi appuntamento per il day 4 della terza tappa EPT di questa stagione. Nessun Italiano in gioco, come ben sapete, anche se proprio ieri è arrivata la bella notizia di una nostra connazionale, Irene Baroni, fidanzata del pro Alessio Isaia, terminata seconda nell’ EPT Ladies Event.

Complimenti Irene! Sono notizie che tirano su il morale al movimento italiano, da qualche tempo poco fortunato in questo circuito.

 

Azzurri a parte, i temi di interesse non mancavano di certo, a guardare i nomi dei partecipanti rimasti al Main Event. A partire da Peter Eastgate, il danese campione in carica WSOP, risvegliatosi proprio in prossimità di quel novembre che tanto bene gli portò un anno addietro. Con lui, ancora dentro proprio uno dei candidati alla sua successione, il november nine Kevin Schaffel, corto ma fiducioso. E poi Annette Obrestad e quella sorta di “sindrome da final table” che pare attanagliarla da qualche tempo. Il day 4 era poi impreziosito dalla presenza di rounders esperti e titolati come Marty Smith e Ivo Donev, oltre che dalla freschezza di validi giovani come Spindler e Rajkumar.

Dopo l’uscita dello short Byers, la prima vittima VIP del day 4 era proprio Schaffel. Rimasto corto, sbatte con i suoi 22 contro i 77 di Cullen, che così lo elimina. Adesso per Kevin si tratterà solo di prepararsi mentalmente all’appuntamento più importante della sua vita, il final table del Main Event WSOP, dove parte con il secondo stack dietro al chipleader Moon. Rispetto a ieri, decisamente un’altra musica…

La prossima vittima illustre è la Obrestad. Annette, dopo aver fatto doubleuppare Eastgate (AT vs JJ del danese) rimane corta, ed è Ivo Donev il suo killer: AQ per Ivo, KQ per Annette che termina la sua corsa in 17° posizione. Una vera disgrazia, per lei…

Annette Obrestad, ancora un final table mancato per lei

L’inglese Berry, chipleader di inizio giornata, cade fragorosamente in uno scontro con Gustavson, che fa call al suo reraise allin dominando JJ vs 33. Monster pot per lui che diventa strachipleader, mentre Berry si accomoda mestamente a ritirare le £19.000 di premio per la sua 15° piazza. Sicuramente si era creato ben altre aspettative, per il suo EPT di casa…

Ivo Donev deve lasciare in 14° posizione, dopo uno scontro in cui è dominato da Gudvansen, e così ci si avvia alla pausa cena. Al ritorno, dopo la fulminea uscita di Selinek, il torneo perde un altro potenziale grande protagonista: Benjamin Spindler. Il giovane tedesco, terzo allo scorso PCA vinto da Poorya Nazari, trova un ostacolo insormontabile in quello che si ama definire “il più classico dei coinflip”: AK vs QQ. In questo caso è lui a detenere la Kournikova, e Marty Smith con la coppia di donne. Una Q sul flop ribadisce ciò che era già nell’aria e per Benny ci sono 28.000 pounds.

Peter Eastgate mentre attende le sorti di una manoIntanto Peter Eastgate intraprende un viaggio “all’inferno e ritorno“, perchè nello scontro preflop contro Cullen, entrambi hanno un A ma quello di Eastgate è accompagnato da un J, mentre quello del rivale da un 10. Proprio un 10 sul turn rovescia gli equilibri della mano, e sembra condannare il campione danese all’eliminazione. Ma gli dèi del poker si impegnano, e regalano un J al river che fa sopravvivere Eastgate!

Così, in un gioco reso più teso dai tavoli short handed (i due tavoli rimasti contavano rispettivamente 6 e 5 players, ndr), si assiste all’uscita di Reinkemeier, che perde il coinflip contro Rajkumar ed esce 11°, e poi del nordirlandese Marty Smith che, appena arrivato al tv table, non ha neanche il tempo di prenderci gusto che trova l’eliminazione. A4 per lui, 77 per il membro del PokerStars Team Pro Asia Raymond Wu che lo elimina proprio ad un passo dal final table. Per Smith una consolazione da 38.000£.

Si rimane in 9 per il final table “ufficioso” perchè, come è noto, i tavoli finali dell’EPT sono da 8 players. Rimane da scovare l’intruso, e i players si studiano per lunghi tratti di gioco molto chiuso, in attesa di piazzare la zampata che può valere il colpo della vita.

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Ci vuole un “cooler” per smuovere le acque, ovvero uno di quei colpi scritti in cui comunque vada le chips finiranno sempre tutte nel mezzo. Tutto accade quando Rajkumar ha in mano a k , ma ha la sventura di trovare Eastgate con a a .

Ecco il board seguente all’ovvia battaglia di raise e reraise finiti in allin preflop: 4 3 4 7 9 e Vivek rimane lo short del tavolo.

Vivek Rajkumar al momento dell'uscita in nona posizione

La sua sorte si dimostra poi segnata quando, dopo aver splittato un pot con Bennani, si ritrova a provare il raddoppio con KJ quando Cullen è lì ad attenderlo per il call con AQ. Un A sul flop 5 A 10 chiude virtualmente i discorsi, anche se si apre uno spiraglio di scala ad incastro per lo statunitense di origini indiane. Nulla però si materializza e Rajkumar è i 9° classificato per 38.000£.

Lo statunitense Aaron Gustavson, netto chipleader del tavolo finaleEcco il chipcount del tavolo finale:

Aaron Gustavson, Usa 7.140.000
Peter Eastgate, Dan 3.535.000
Martin Gudvangen, Nor, 3.510.000
Nikolai Senninger, Ger, 2.175.000
Dominic Cullen, Eng, 2.105.000
Raimond Wu, Twa, 1.535.000
Rui Milhomens, Por, 1.100.000
Karim Bennani, Fra 845.000

Segui con noi il tavolo finale dell’EPT Londra, sul nostro Blog Live sponsored by PokerSnai. Troverai news, foto e video a cura di gux1979, ilpizzopazzo e Tury!

 

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".