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Rick Salomon, la vita spericolata dell’ex marito di Pamela Anderson: vince a Cannes partita high stakes milionaria, ma un emiro saudita non paga!

La storia e la vita di Rick Salomon: soldi, sesso e tanto poker, sempre vicino alle donne più belle e famose del pianeta. A Cannes però arriva una beffa high stakes, per colpa di un emiro saudita che non paga...

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03/12/2019 18:30

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Una vita al massimo, nel bene e nel male. L’esistenza di Rick Salomon è forse al limite, sia per le partite le partite private high stakes (con milioni in ballo da far venire i brividi), ma anche per la sua esperienza (fuori dal comune) lontano dal tavolo verde.

 

Rick Salomon con l’ex moglie Pamela Anderson: il divorzio gli è costato 1 milione di dollari

One night in Paris

Playboy tra i più invidiati, è stato il fidanzato di Paris Hilton, ma non solo. Con la nota ereditiera ha girato un sex tape (One night in Paris) che è rimasto nella mente di molti appassionati del genere (per usare un eufemismo). L’ha montato e distribuito per vendetta (e soldi, tanti soldi), una volta finito il loro rapporto.

Con quelle sequenze, Paris è diventata tra le star più popolari ed anche lui è uscito dall’anonimato.

 

I 4 matrimoni con 3 star di Hollywood

Si è sposato per due volte con un’icona degli anni ’90: la “bagnina” più famosa del pianeta, Pamela Anderson. Due matrimoni con la star di Hollywood molto travagliati. Il primo finito con un annullamento nel 2008 ed il secondo con il divorzio nel 2015 che ha costretto Rick a versare a Pamelona la bellezza di un milione di dollari.

Le altre sue due mogli sono state Elizabeth Daily (due anni) e Shannen Doherty (nome mesi scarsi).

Negli Stati Uniti è considerato un poker pro, ma l’origine delle sue ricchezze è avvolta nel mistero. C’è chi sostiene che abbia venduto un noto sito di gambling e chi invece che abbia fatto i soldi proprio in alcune partite private contro ricchi amatori. Nei tornei live ha incassato 9,9 milioni ma non si sa quanto abbia speso in buy-in (parecchio…).

 

Quando a Molly Bloom propose: “Vuoi….”

Ha partecipato ai giochi high stakes più ricchi (forse) della storia della California nel giro gestito da Molly Bloom, la nota host finita poi a processo a New York ed assolta.

Nel libro di Molly Bloom, Molly’s Game, viene descritto come un tipo “rozzo e sporco… da uomo delle taverne”.

La prima volta davanti a Molly, una volta entrato nella stanza di un noto hotel di lusso di Los Angeles, dove si stava giocando una partita con diversi attori di Hollywood molto famosi ed alcuni businessmen, una delle prime cose che è stato capace di chiedere all’avvenente host è stato: “Vuoi scopare?” (testuale nel libro). Molly ha risposto imbarazzata ma in modo educato: “No, grazie”. Lui ha tirato dritto ridendo: “dammi  $200.000” (inteso in chips).

Un personaggio con la faccia di bronzo ma dal portafoglio profondo. Si è sempre potuto permettere partite molto alte, insane. Al tavolo verde non è esempio da seguire Rick Salomon, rappresenta quel lato oscuro del mondo del poker che ha rovinato molta gente e fatto la fortuna di pochi. Ma si tratta di un fenomeno molto ristretto, è un  club esclusivo.

Nel 2014 ha vinto $2,8 milioni alle WSOP, nel Big One Drop, il torneo da $1 milioni di buy-in.

Quella partita da 48 ore a Cannes contro un principe saudita

Parliamo di lui oggi perché sono emersi fatti curiosi di fronte ad un giudice francese pochi giorni fa: nel 2014 ha dato vita a Cannes ad una partita di cash game high stakes nella quale il ricco emiro saudita Raad al-Khereiji ha perso $2,8 milioni.

L’action era durata 48 ore in una delle suite dell’hotel Tiara Miramar Beach.

Il tribunale francese ha stabilito che il principe dell’Arabia Saudita non è tenuto a pagare alcun debito di gioco.

 

Rick Salomon

Il debito di gioco come obbligazione naturale

Il debito derivante dal gioco d’azzardo, in molti paesi occidentali, compresa l’Italia, è considerato un’obbligazione naturale. Il debitore non è tenuto ad onorarla per legge, ma se lo fa in modo spontaneo, a quel punto non è tenuto alla ripetizione del debito (cioè non può chiedere l’annullamento del pagamento).

In questo caso Raad al-Khereiji non ha mai pagato.

In Francia la legge (del 1804) è differente rispetto all’Italia, le scommesse perse vanno onorate solo in alcune occasioni, quando sono legate a partite di tennis, armi ed altri eventi sportivi (che vedono coinvolti i due partecipanti). Ronald Sokol, l’avvocato di Salomon, ha provato a dimostrare che la partita di poker è stata una gara di resistenza fisica e psicologica: è durata ben 48 ore.

Per il giudice però non è stato sufficiente. E così Rick non avrà i suoi 2,8 milioni di dollari vinti al tavolo. Il principe glieli aveva promessi: davanti ad altri giocatori aveva detto che avrebbe fatto in modo di farglieli avere dalle mani di un avvocato di Los Angeles ma non ha mantenuto la promessa. “E’ stata una partita amichevole, non abbiamo parlato di denaro” ma i testimoni dicono il contrario.

Al tabloid inglese The Telegraph, l’avvocato di Khereiji, Paul-Albert Iweins ha affermato: ” Il mio cliente contesta totalmente l’esistenza di questo debito ed in ogni caso, anche se fosse, non puoi perseguire qualcuno in Francia per un debito di gioco, punto e basta”.

Il Tribunale ha respinto la richiesta che fosse il pro americano a pagare le spese legali anche per Khereiji. Ma gli avvocati di Rick sono disposti ad andare avanti “anche fino alla corte suprema francese perché la legge è vecchia e non c’è una reale giurisprudenza”.

 

Khereiji ha perso all’ Ivey Room $34 milioni

Sono pronti anche a tirare fuori la documentazione acquisita nei casinò di Las Vegas, documenti scottanti. Khereiji avrebbe speso nell’Ivey Room dell’Aria la bellezza di 34 milioni di dollari in soli 29 mesi. In questo caso, il tentativo da parte degli avvocati è di provare che il saudita sia un giocatore abituale.

Come sottolineiamo sempre: questo non è poker, questo non è divertimento. Non giocate mai sopra le vostre possibilità, usate la testa!

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