Gioco legale e responsabile

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Scontro diplomatico Cina-Filippine sul gioco illegale a Pechino, troppi operatori senza permesso. E adesso?

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29/08/2019 15:00

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I turbolenti rapporti che in queste ultime settimane stanno mettendo a dura prova la diplomazia cinese e lo staff del presidente Trump per via dei dazi dognali, non sono gli unici grattacapi che molestano i sogni dei politici di Pechino. Adesso c’è anche il gioco. Ed è scontro Cina-Filippine

Dopo la regolamentazione delle leggi in materia di gioco d’azzardo che avevano messo un accento piuttosto protezionista verso gli operatori che agiscono nel territorio cinese, è venuta fuori in questi ultimi mesi la grana di tutti quei paesi che geograficamente non sono lontani dalla Cina. 

Tra essi il caso più spinoso di tutti lo sta mettendo sul tavolo una nazione come le Filippine, situata nel confine tra il mare cinese meridionale e lo stesso Mare delle Filippine, non lontanissimo dalle coste cinesi. 

La dichiarazione di guerra fatta ai giochi illegali, anche e soprattutto fuori dai confini nazionali, sembrerebbe ormai una delle priorità di Pechino. 

Nei giorni scorsi è stata mandata una sorta di invito ufficiale da parte del paese asiatico nei confronti delle Filippine, affinchè possa concretizzarsi presto un incontro tre due delegazioni che comincino ad avviare un dialogo costruttivo. 

Il motivo del contendere è che Manila non riesce più a controllare un numeroso nugolo di operatori del gioco che sta cercando di penetrare nel mercato cinese e Pechino sarebbe preoccupata per la poca chiarezza che il governo filippino dimostra di tenere verso la distinzione tra gioco legale e illegale. 

Scontro Cina-Filippine

Scontro Cina-Filippine

La presa di posizione di Pechino si è spinta oltre con una comunicazione dell’Ambasciata cinese a Manila, ripresa dal Financial Times, all’interno della quale si parla di vere e proprie proposte presentate a cittadini cinesi reclutati per andare a lavorare illegalmente nei casinò filippini, dove sarebbero sottopagati e assunti senza nemmeno i più elementari permessi di lavoro legali. 

Si attendono le risposte del governo di Manila, ma la sensazione è che questo tipo di braccio di ferro non sia di facile risoluzione.

Si parla ovviamente di riciclaggio di denaro sporco che avverrebbe anche online da parte di operatori filippini attratti dal mercato cinese e che interessa con ogni probabilità i signori del gioco di quelle zone. 

Vi terremo informati. 

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