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Simone Ruggeri story (PokerMagia Spin): “quando vinsi €100.000 in 3 mesi su Gioco Digitale”

Continua la nostra esclusiva intervista con Simone Ruggeri, responsabile di Pokermagia Spin, che ci racconta la storia della sua lunga carriera.

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28/04/2017 14:03

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Simone Ruggeri ha sempre amato il low profile, per questo motivo, nonostante abbia una carriera vincente ultra decennale come player online (e top coach), non tutti conoscono la sua storia: è stato SuperNova Elite ed ha fatto parte del team pro di PokerStars, ma soprattutto è stato uno dei primi giocatori vincenti sulle piattaforme italiane e sul .com. Di cose da raccontare ne ha molte l‘ attuale responsabile di PokerMagia Spin, la scuola di coaching che prepara i grinder ad un approccio vincente con gli Spin and Go (Sit Lotteria).

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Leggi qui – Simone Ruggeri: “come arrivare al top in 6 mesi con Pokermagia, anche partendo da zero” 

Raccontiamo la sua storia fin dalle origini per poi analizzare i temi di più stretta attualità, in un lungo ed appassionante percorso pokeristico di ben 11 anni.

Come sei venuto a contatto con il mondo del poker?

Per caso nel 2005/2006. Giocavo a Magic, insieme a Mauro Stivoli, Andrea Dato, Dario Minieri e molti altri. Nell’ambiente si è iniziato a parlare del texas hold’em perché c’erano diversi giocatori americani di Magic che iniziavano a frequentare i tavoli da poker, uno dei più famosi era David Williams.

Ci puoi raccontare il tuo primo anno ai tavoli?

Ho iniziato a giocare ignorando tutti gli aspetti strategici. Per mesi ho perso, poi ho iniziato a leggere molto, in particolare “No Limit Hold ‘em: Theory and Practice” di David Sklansky. Da lì ho svoltato.

Cosa facevi in quel momento nella vita?

Devo dire che stavo ancora cercando la mia strada, forse, a distanza di 10 anni non l’ho ancora trovata (il tono si fa scherzoso, ndr), avevo mollato l’università, ero in una fase di transizione. Il poker è stato un po’ il mio mondo… mi ha permesso fino ad ora di portare il pane a casa.
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Ti saresti aspettato di arrivare fin qui? Quando hai iniziato a prendere consapevolezza delle tue skills?

Dal 2007 ho iniziato a prendere il poker più seriamente. Giocavo sit and go full ring su PokerStars.com. Se nel 2005-2006 ho vissuto molti alti e bassi, un anno dopo, ho capito che dovevo giocare a livelli nei quali avevo un vantaggio sugli avversari. Giocavo ai sit da $6,5 e $16.

A proposito di stili, nel 2008 giocavi in maniera totalmente differente rispetto a pochi mesi dopo…. E’ stato comunque l’anno della svolta nella tua carriera pokeristica?

Dopo un anno di sit and go, nel 2008 ho iniziato a provare a giocare cash game. Da pochi mesi era nato il nuovo vip system e c’era la possibilità di diventare Supernova Elite. Volevo provare a diventare un SNE giocando cash game.

A che livelli giocavi e qual era il tuo approccio ai tavoli?

NL 100 full ring. Giocavo malino, il mio era un gioco tight passive, a volte limpavo perché il vip system premiava un gioco passivo. In tutti i casi non giocavo bene, sia ben chiaro. Il mio obiettivo era andare even e accumulare punti.

Ma proprio in quella stagione, viene inaugurato il mercato italiano. Raccontaci la tua esperienza. Alla fine tu se sul com eri l’ultimo arrivato, sul .it avevi già qualche anno alle spalle.

Settembre 2008, aprono i tavoli di Gioco Digitale. Lo ricordo bene perché mio fratello (Marco, ndr) aveva da poco 18 anni. Giocavo con il nick “CL4ND35T1N0”. Ho iniziato con i sit and go da €100 per capire com’era il gioco e mi sono accorto che era molto facile. Sapevamo le regole in 3, 4 giocatori.

Primi mesi sono stati l’eldorado per te?

Ho vinto €100.000 nel primo trimestre. Non mi sembrava vero, all’epoca ero abituato a vincere molto meno sul .com, riuscivo a garantirmi la “paghetta” ma nulla di eccezionale. Sul .it è stata una svolta decisa.

Quindi su Gioco Digitale ti sei valorizzato al 100%, svoltando verso un approccio professionale?

Si, onestamente era molto facile vincere. Mi ha dato uno stimolo importante, ho capito che era arrivata l’occasione per provare a fare sul serio. Fino a quel momento mi ero accontentato di raggiungere un livello tecnico medio.

Da quel momento hai svoltato verso lo studio ed anche la teoria?

Si, studiavo molto il gioco. Aver vinto così tanto in poco tempo, mi ha dato la forza di applicarmi con più creatività, testare nuove strategie. Iniziare un trend nuovo che poteva condizionare molti giocatori. Ho cominciato a ragionare come fanno i top players, non cercavo più di copiare dai migliori ma erano gli altri che iniziavano a copiare da me.

Ti sei dedicato anche agli MTT. Ricordo una nottata passata in bianco a vedere Simone Ruggeri dominare il final table del Sunday Special, con un gioco aggressivo e al tempo stesso bilanciato. Era il 2010…

Eh si ne è passato di tempo. Quanti ricordi!

Eri già pro di PokerStars.it:  come sei riuscito ad entrare nel team?

In quel periodo, in realtà, stavo parlando con Sisal Poker. Dario Alioto stava costituendo un team di giocatori molto forti, i top che vincevano su Gioco Digitale. Avevo ricevuto un’offerta da loro, ma grazie ai contatti di Dario Minieri (che ringrazio ancora), ho avuto la possibilità di fare un colloquio con PokerStars. Al tempo i manager erano Bufalini e, per il marketing, Barbara Beltrami.

Alla fine hai firmato per loro.

In quel momento rappresentava un sogno per tutti quelli che giocavano a poker anche se Sisal aveva costituito un team molto forte. Ho iniziato con PS a metà del 2009, ottenendo risultati molto buoni. Per due anni, dovendo massare molto e raggiungere volumi importanti, sono stato costretto ad abbassare la qualità del mio gioco, pur di diventare SuperNova Elite.

Puoi ricordarci per curiosità il tuo nick storico, rimasto in naftalina su Stars?

Era <‘{{III}}><8. Quando sono stato sponsorizzato l’ho dovuto cambiare con il mio nome e cognome. Purtroppo non c’è stato verso di poterlo ripescare.

Che approccio avevi ai tavoli?

Nei sit and go giocavo già con range molto larghi, avevo una netta percentuale di primi posti a scapito di terzi. Già all’epoca la GTO mi interessava molto. Ero pronto per il salto nel cash game.

Parleremo di questi aspetti nella terza parte della nostra intervista.

Simone Ruggeri – seconda parte – continua

Leggi la prima parte dell’intervista a Simone Ruggeri!

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