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Coaching · News

Stefano Terziani (Pokermagia): “vi racconto la mia storia, dalla Bocconi agli high roller. C’è ancora edge sul com”

Intervista esclusiva da Malta con Stefano Terziani che ci racconta la sua storia: da manager per General Electric fino all'approdo a Londra per sfidare i più forti al mondo negli high roller. Il progetto di coaching con Pokermagia insieme ad Alessio Di Cesare.

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15/04/2017 15:13

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Stefano Terziani, meglio conosciuto online con il nick Easylimp, non ha bisogno di presentazioni. Il coach di Pokermagia, responsabile con Alessio Di Cesare, dell’ambizioso progetto sul .com/eu (puoi leggere qui nel dettaglio), si è trasferito dall’Inghilterra a Malta, dove vive con la fidanzata Sabina Hiatullah, nota player italo-tedesca vincitrice dell’ultima edizione della Casa degli Assi.

Come detto, per Stefano ogni parola è superflua, per lui parlano i numeri. Solo su PokerStars.com sfiora i 2 milioni di vincite lorde, più di €500.000, easylimp li ha vinti su PokerStars.it (l’ultimo torneo è il NOS la scorsa settimana) e più di mezzo milione sulle altre rooms. La sua ascesa nel mondo del poker è stata veloce e strepitosa e l’ha portato a giocare in poco tempo i tornei più costosi con i regular più temibili sul globo.

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Stefano Terziani e la fidanzata Sabina Hiatullah vivono a Malta

Ma anche come coach non scherza, come ha raccontato il suo amico Alessio Di Cesare, conosciuto nei giorni della sua esperienza in Inghilterra.

Avviso però ai naviganti: quando si parla della sua storia da giocatore, tutto sembra estremamente facile. All’’apparenza sembra un uomo con la strada spianata, in realtà dietro a questi risultati ci sono sacrifici importanti e scelte di vita difficili. Terziani ha una storia alle spalle tutta da raccontare. Nella vita è stato di fronte ad un bivio decisivo ed alla fine ha deciso di assecondare il suo talento e la sua passione per il poker.

“Ho iniziato a giocare – racconta il coach di Pokermagia – sul .it molto tardi, verso il 2010, lavoravo già e non avevo molto tempo”.

Ti sei laureato alla Bocconi ed il tuo lavoro richiedeva responsabilità di un certo tipo.

Si, ho fatto la triennale e poi la specialistica. Nel 2010 lavoravo per General Electric. Giocavo a poker a livello amatoriale sul .it, poi ho scalato i vari livelli ed in pochi mesi giocavo high stakes e i risultati, per fortuna, sono arrivati subito. Più volte ho vinto i major di Gioco Digitale e PokerStars.

E’ difficile riuscire però riuscire a conciliare due attività così impegnative?

Lavoravo di giorno, di notte grindavo. Sono andato avanti così per due anni. Nel 2013 ho preso una decisione molto importante: sul .it a mio avviso c’era poca liquidità, non avevo più stimoli e non avevo più voglia di lavorare in General Electric.

 

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Quindi hai deciso di sfidare il .com?

Si, mi sono trasferito a Londra ed ho promesso a me stesso che se le cose non fossero andate bene, avrei fatto un Master in Business Economic.

Ed i primi mesi sul com come sono andati?

Devo essere onesto: benissimo fin da subito, sono partito con Abi (Average Buy-in) medio-basso e sono arrivato agli high stakes, vincendo molti tornei giornalieri.

Hai ottenuto risultati straordinari fin da subito…

Ho fatto molto bene nel TCOOP, ho vinto il Super Tuesday (è uno degli high roller settimanali più importanti, ndr) con molti iscritti. Sono riuscito a shippare il Sunday 500, un evento WCOOP ed in un altro sono arrivato secondo. Ho vinto molto e sono anche cresciuto tanto.

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Eravamo 4 amici al bar…. Stefano nel periodo londinese, in compagnia di Walter Treccarichi, Raffaele Sorrentino e Mustapha Kanit

Sfidare il field internazionale è un’altra storia, raccontaci le tue sensazioni.

E’ tutto molto diverso, un gioco differente rispetto al .it. Io mi sono adattato bene perché avevo stimoli molto forti.

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Raccontata  da te la storia della tua vita, sembra tutto facile. Sono i paradossi di Stefano Terziani: rende facili le cose difficili… ma sappiamo che non è così. Vero?

Tutto è impegnativo sul .com, nulla è scontato. Ho fatto sacrifici pazzeschi, sposando anche una scelta di vita molto rischiosa.

In pochi forse avrebbero avuto il coraggio di percorrere quella strada piena di incognite…

Non volevo fare più quella vita. Certo, lasciare il .it e uno stipendio buono per l’incerto è stato molto duro e difficile. Ma avevo bisogno di nuovi stimoli. Io e Alessio siamo stati i primi a sfidare il .com.

Ora giochi per i massimi contro i più forti del mondo. Puoi dirci la tua evoluzione come average buy-in?

Fino al 2013 giocavo medium stack con roi positivo.

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Poi è iniziata la scalata agli high rollers?

Si, ora gioco con Abi €180-€190 nella media tra i vari siti. Dipende anche molto dallo schedule e dall’offerta delle rooms. Su PartyPoker e 888Poker ad esempio gioco ad Abi €250, su Stars €150.

Quale può essere la chiave per un player per realizzarsi sul .com?

E’ un gioco più complesso, i field sono più numerosi però con tanta passione, sono convinto che un player ce la può fare.

Secondo te ci sono ancora margini?

Direi buoni margini, ma dipende tutto da noi. Dipende dall’impegno. C’è più varianza, quindi è necessario fare tanta massa, grindare di più. Ci vuole spirito di sacrificio.

Dicevi che i margini sono buoni nonostante vi siano tantissimi iscritti ad ogni torno. La qualità dei field?

Ai livelli mid-high, c’è edge: ci sono più occasionali e ci sono anche i reg. Ma ci sono anche regular non così preparati e si può fare un discreto Roi.

Negli high rollers la musica cambia?

Naturalmente qui i margini sono più bassi. Ad Abi 180-200, diventa tutto più complicato, se non hai determinate skills sei destinato ad andare broke. I soldi li devi fare contro altri top players.

Di fatto quindi devi fare un lavoro diverso, con studio profondo sugli avversari.

Si, è fondamentale studiare molto, fare tanto lavoro di review.

Che messaggio ti senti di dare ai giocatori italiani che stanno pensando a nuove sfide?

Voglio dare un consiglio a chi ha voglia di imparare e crescere ad un certo livello: sul .it i margini di guadagno hanno un tetto, per alzare il livello dovete uscire dai confini nazionali.

Ti sentiamo molto sicuro di quello che dici: sei convinto di riuscire a far crescere nuovi giocatori vincenti anche sul .com?

Si con due coach come me e Alessio (abbiamo entrambi ottenuto risultati importanti), i nostri coachati avranno una vita più facile perché io ed Ale potremmo condividere l’esperienza maturata in anni di lavoro e grinding con loro, in modo da facilitargli ed accelerare il loro apprendimento. Si possono levare delle belle soddisfazioni. Certo, dipende da loro e dalla determinazione che investiranno nel progetto. Andare a vivere all’estero non è semplice ma può essere molto stimolante. Io e Alessio ci siamo fatti da soli, con le nostre forze. I nostri coachati invece avranno un doppio sostegno con tanta esperienza. Ringrazio Pokermagia per la stima e la fiducia ci siamo trovati fin da subito molto bene in con il progetto.

Per contatto diretto e info su questa iniziativa scrivi a: dicesareterziani@pokermagia.com

 

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