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Addio a Thor Hansen, il “Godfather” del poker norvegese: la sua storia e la sua lunga battaglia

Dalle scommesse sui cavalli in Norvegia al poker alla fine degli anni '60. La storia di Thor Hansen, primo europeo a confrontarsi a Las Vegas. La sua umanità e gentilezza al tavolo hanno lasciato il segno nella memoria di molti pro americani.

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06/12/2018 10:42

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Ci ha lasciati mercoledì scorso il leggendario Thor Hansen, il miglior ambasciatore che il poker norvegese potesse mai avere. E’ morto all’età di 71 anni dopo una lunga battaglia per la sopravvivenza, durata ben 6 anni, nei quali non ha mai smesso di giocare.

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Il mitico Thor Hansen (photo courtesy of Pokernews)

I poker pro americani lo ricordano da sempre per la sua umanità e signorilità sia al tavolo che fuori. Mai una parola fuori posto, mai un equivoco, la sua correttezza è sempre stata esemplare, in un mondo non semplice come quello di Las Vegas. E proprio la città delle luci potrebbe illuminare ancora di più il suo percorso con la sua nomina postuma (a nostro avviso doverosa) nella Poker Hall of Fame.

Era un campione nelle varianti del poker americano e, grazie alla sua enorme esperienza ai tavoli, poteva competere con i players statunitensi in casa loro e sul loro terreno di caccia preferito.

La malattia e la forza di combatterla

Nel 2012 la notizia drammatica: gli era stato diagnosticato un cancro terminale, i medici avevano previsto al massimo 3 mesi di vita ed invece Thor, con tutta la forza che gli poteva dare il suo nome (nella mitologia nordica era il più forte di tutti gli dei), è riuscito a sopravvivere fino a pochi giorni fa, dopo 3 anni e mezzo di chemioterapia.

Nonostante questa lotta con la malattia, Hansen non ha mai rinunciato alla passione della sua vita: il poker.

Fino ad un mese fa se l’è goduta sotto il sole della Florida, giocando il WPT Seminole Rock N Roll Poker Open di Hollywood.

Il padrino del poker norvegese non era stimato solo tra i players scandinavi ma anche negli States.

Thor Hansen: la sua storia

Nato nel 1947 a Oslo, iniziò come giocatore di biliardo e scommettitore di cavalli da giovane. A fine degli anni ’60 ha scoperto il poker: giocava con il fratello nell’ ippodromo locale.

“Con il poker è stato un incontro naturale, è venuto da me. Non ho mai pensato a quello che sarei potuto diventare”. Ed in poco tempo Thor volò negli States per scambiare chips allo stesso tavolo di Las Vegas con leggende del calibro di Doyle Brunson, Chip Reese e Stu Ungar.

I braccialetti vinti

E’ stato uno dei primi giocatori europei a frequentare le poker rooms del Nevada e nel 1998 vinse il suo primo braccialetto delle World Series of Poker (WSOP), aggiudicandosi il $7.000 Seven Card Stud per $ 158.000.

Ha portato a casa il suo secondo braccialetto quattro anni dopo, vincendo $ 62.000 nel Deuce NL Seven Draw Lowball.

Forse il suo risultato più importante è però una “mancata” vittoria, quando arrivò runner-up, alle spalle di Freddy Deeb, nel torneo dei tornei, il $50.000 HORSE World Championship Players.

In totale, ha vinto nei tornei live circa 3 milioni di dollari nel corso della sua carriera, al terzo posto nella lista dei vincitori di tutti i tempi del poker norvegese.

Il ricordo dei suoi colleghi

Molti i pro che l’hanno voluto ricordare. Sorel Mizzi lo ha definito “una persona spensierata e gentile”.

Phil Helmuth ha twittato che il poker ha perso “una grande persona e un grande giocatore”.

Elogio importante anche da parte di Mike Sexton: Thor Hansen è stato uno dei giocatori di poker più rispettati e amati della storia. Il suo comportamento al tavolo è stato impeccabile – non ha mai rimproverato i dealer, non ha mai criticato gli altri giocatori, e non si è mai lamentato per le bad beat. Tutti ♥ ️ lo hanno amato. E’ stato il primo vincitore del braccialetto WSOP dalla Norvegia”.

Robert Mizrachi: “Rip Thor Hansen, era uno degli uomini che preferivo nel poker, sempre sorridente e sempre gentile con tutti”.

Bello il messaggio di Barny Boatman: “era una persona rara, Thor Hansen, un tesoro internazionale. Lasciamo che i suoi familiari e amici sappiano quanto sentiamo tutti la perdita di questo adorabile uomo”.

Riconoscimento doveroso per la Poker Hall of Fame

A questo punto la speranza, per tutto quello che ha fatto per la promozione di questo skill game , è che diventi un membro postumo della Poker Hall of Fame.

Hansen è stato nominato diverse volte per la PHF, la sua ultima candidatura risale nel 2017. Tuttavia, Dave “Devilfish” Ulliott è stato nominato dopo la sua morte nella mitica Hall, l’anno scorso, e Hansen potrebbe essere un serio candidato per il 2019. La sua nomina sembra doverosa.

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