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Tom Dwan: “Oggi è impossibile che nasca un nuovo Durrrr”

Tom Dwan riflette sugli inizi della propria carriera, ripercorrendo il periodo a cavallo tra l’ultimo anno del liceo e il primo anno di università. ‘Durrrr’ oggi è un professionista degli high stakes in Asia, ma ammette che la sua vita sarebbe stata molto diversa se avesse scoperto il poker solo oggi.

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18/11/2019 11:10

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Sotto un certo punto di vista, Tom Dwan sta al poker online come Chris Moneymaker al poker live. Non tanto per una questione di skill o di earnings lifetime, probabilmente neppure paragonabili, quanto per la loro capacità di rivoluzionare il settore. Come è esistito un poker live prima di Moneymaker e uno dopo di lui, così è esistito un poker online prima di ‘Durrrr’ e uno dopo di lui.

Il poker pro americano, che ormai frequenta Macao e le partite high stakes asiatiche più di qualsiasi altro luogo al mondo, è sempre una miniera di aneddoti quando viene intervistato. Anche stavolta, Tom Dwan ci ha regalato diverse perle.

 

Tom Dwan

Tom Dwan

 

La vita del pro player

Per molti giocatori, professionisti e non, uno degli aspetti più seducenti della vita del professional poker player è quello di poter organizzare il proprio lavoro senza rendere conto a nessuno. Essere padroni, capi di se stessi insomma.

“Ma quando ho iniziato a giocare, non è che pensassi che avere un capo sarebbe stata una cosa irragionevole o poco intelligente”, ha dichiarato Tom Dwan, parlando di quando ha cominciato a giocare a poker online.

“Più che altro, la mia tolleranza per quel genere di cose a volte è incredibilmente bassa – ha proseguito ‘Durrrr’ –  Anche se poi mi capita che un businessman mi chieda di giocare per 40 ore di fila e lo faccio volentieri”.

La nascita di ‘Durrrr’

Ma com’è iniziato il viaggio di Tom Dwan nel mondo del poker online? Insomma, come e quando è nato ‘Durrrr’?

Verso la fine del mio ultimo anno di liceo versai $50 e all’inizio dell’estate avevo qualcosa come $10.000-$15.000, ha svelato. “Ricordo che volevo prendermi una casa con gli amici per una o due settimane, in stile Jersey Shore. Mia mamma disse che avrei dovuto trovarmi un lavoro per pagarmi la vacanza, ma io avevo $15k sul mio conto di gioco online!”.

L’estate passa e per Tom Dwan si spalancano le porte dell’Università di Boston: “In quel momento ero arrivato a circa $30.000, ma per un ragazzo cresciuto nel New Jersey, arrivare a Boston e scoprire la sua cultura… il primo anno di università c’erano un sacco di cose che mi piacevano dal punto di vista dei rapporti sociali”.

E gli studi? “C’erano alcuni corsi che mi piacevano, ma altri che non mi piacevano e i miei voti erano pessimi. A volte non andavo alle lezioni e saltavo gli esami. A fine primo anno dovetti frequentare una scuola estiva per recuperare mi sembra in inglese”.

Il passaggio al professionismo full time

Al termine del primo anno di università, Tom Dwan si trova davanti al dilemma che tutti i giocatori diventati professionisti hanno dovuto affrontare: dedicarsi definitivamente e totalmente al poker, oppure continuare sul proprio percorso?

“Frequentavo la scuola estiva di cui sopra, avevo vinto una somma decente ma non tale da giustificare un cambio di vita radicale”, ricorda ‘Durrrr’. “A quei tempi giocavo principalmente al $2/$4, sedendomi al tavolo con $400. Ad un certo punto, in una sessione, vinsi qualcosa come 250/300 buy-in.

Pur non ricordando la cifra esatta, si tratta di “$100.000, $120.000. Guardai quel risultato in termini di buy-in, mi sembra usando Poker Tracker, e mi dissi ok, forse potrei davvero diventare un giocatore professionista. Fu in quel momento che feci level up”.

Può nascere un nuovo Tom Dwan?

Dwan decise dunque di interrompere la sua carriera universitaria per dedicarsi al poker online, diventando a tutti gli effetti uno dei giocatori che più hanno influito sull’intero settore. Questione di talento innato, di skill e duro lavoro, ma anche di… tempismo.

“All’epoca c’erano meno risorse, quindi dovevi capire da solo molte più cose”, ha dichiarato Tom. Da un certo punto di vista era più difficile, ma allo stesso tempo il livello della competizione era molto più basso.

Insomma, oggi difficilmente potrebbe nascere un nuovo ‘Durrrr’: “Non gioco online da tantissimo ormai, ma oggi per me sarebbe impossibile ripetere quel che feci allora”.

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