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Winfred Yu: il ‘Dio’ degli High Stakes di Macao

E’ nato ad Hong Kong ma è cresciuto in Canada giocando insieme ad un certo Daniel Negreanu. Con Evelyn NG grindava in società ma nel suo destino c’era una sola città: Macao. Di chi stiamo parlando? Di Winfred Yu.

Lui ha il potere di vita o di morte sui gamblers asiatici ma anche sui top players che ambiscono ad entrare nella stanza con maggiore “value” sul globo.  Chi vuole sedersi nelle partite più ricche, deve prima telefonare a lui.

Gestisce il Big Game di Macao per contro del casinò StarWorld ed è proprio lui che decide chi far entrare in azione e chi invece troverà la porta sbarrata (Antonius e Seidel ne sanno qualcosa) nelle segrete stanze del Poker King Club. Conosce gusti e tendenze dei suoi gamblers e fa tutto per accontentarli.

Ha assistito al bluff milionario perso da Tom Dwan, quando ha trovato un regular locale poco disposto a foldare i suoi due assoni: “ha mostrato – racconta Yu – il suo classico sorriso storto. Lui non si arrabbia mai. E’ un ragazzo super. I miei clienti vip gli concedono di giocare sempre le partite più importanti”.

Winfred-YuWinfred Yu ha la fortuna di gestire giocatori high roller di baccarat che amano anche sedersi ai tavoli da poker. Proprio per questo motivo c’è una bella coda fuori dal suo ufficio: i professionisti bussano alla sua porta per entrare.

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Il pro asiatico è una delle persone più ricercate nel mondo del poker high stakes. Non a caso il ragazzo può permettersi anche di possedere quote di Phil Ivey e Jonnhy Chan quando entrano in azione nel suo casinò. Un favore doveroso per quello che viene definito il “Dio” del Big Game di Macao.

Alle sue partite, i businessman asiatici (in genere si tratta di agenti-bookmakers come Paul Phua, ora finito nei guai negli States) si presentano con buy-in pesanti da 6 milioni di HK$ (circa 774.000 dollari americani!), ma c’è poco da meravigliarsi: questa è Macao, dove i casinò incassano 7 volte più che a Las Vegas.

Per i top players le strade da quelle parti sono lastricate d’oro.  Il giornalista inglese Dave Woods (autore di un reportage interessante sull’ex colonia portoghese) ha sintetizzato: “il problema per i professionisti occidentali non è guadagnare, ma come gestire gli spostamenti di denaro dalla capitale del gioco asiatica agli Stati Uniti o dall’Europa”.

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.