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Sebastiano Bagatin: “dai circoli di poker agli Spin €50. L’avversario più temibile lo si trova sempre allo specchio”

Il grinder di Pokermagia racconta la sua lunga esperienza nel poker con l'ultima tappa negli Spin and Go: "non credevo ci fosse una componente così rilevante di abilità".

Scritto da
16/02/2018 17:03

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Sebastiano Bagatin è uno dei grinder di PokerMagia Spin e in questo mese è riuscito a fare level up ai giochi €50. Ha sempre frequentato il mondo del poker live nei circoli ma ha deciso di dare una svolta alla sua vita (“con orari più umani”) pochi mesi fa ed ha iniziato a grindare gli Spin and Go online con il supporto ed i coach della scuola.

“Ho scoperto – racconta Pokerdirutti il suo nickname – il poker nel lontano 2005: erano i tempi dei tornei in mansarda, con gli amici di sempre. Quello che è nato come passatempo è diventata una passione che mi ha permesso di lavorare in un circolo prima come dealer e poi come floorman. Online ho iniziato circa 3-4 anni dopo, ma son sempre stato un giocatore occasionale, prima del progetto Pokermagia”.

Come ti sei avvicinato agli Spin e a Pokermagia? 

Sono entrato nel progetto Spin di PM in un periodo in cui ero stufo di fare orari assurdi (nei circoli appunto) e cercavo qualcosa che migliorasse la mia qualità di vita. Conoscevo questa variante, ma ignoravo che le componenti di abilità fossero così rilevanti, con strutture hyper turbo. Allo stesso tempo l’immediatezza e la breve durata, fan si che siano alla portata di tutti, per questo ci sono ancora molti occasionali anche ai livelli medi.

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Pensi che i players italiani, proprio a questi livelli, siano pronti alla sfida internazionale con francesi, portoghesi e spagnoli?

Sinceramente non saprei definire il livello dei players stranieri. Il poker online in italia ha vissuto sicuramente momenti migliori e credo che storicamente come popolo siamo abituati a dare il meglio nelle difficoltà, per cui la liquidità condivisa sarebbe un bel banco di prova. All’estero per quel che so ci sminuiscono, potrebbe essere un’arma a nostro vantaggio.

Hai fatto level up e stai giocando a livelli importanti: ti senti di dare dei consigli a chi sta grindando ai microlimiti?

Avere il poker come passione è un ottimo punto di partenza, aiuterà a superare i momenti difficili, quando le cose non vanno bene. Se hai passione, troverai sempre nuovi stimoli per rimetterti in gioco. In generale è giusto non abbattersi se i risultati non arrivano. Nei primi mesi per me è stato molto difficile accontentarmi di poche centinaia di euro nonostante le ore spese e l’impegno profuso. Per fortuna, sono testardo…

Ai tavoli qual è stata l’esperienza che più ti ha fatto crescere o che reputi più importante e il consiglio più prezioso che ti senti di dare?

Non c’è un episodio in particolare che ricordo in questi mesi di grinding, per cui posso dire che la costanza nell’applicarmi al gioco e allo studio, siano i fattori che han fatto sì che mi hanno consentito di arrivare a giocare i 50€, un sogno solo 4-5 mesi fa. Un consiglio? Rispetto per tutti, paura di nessuno..

L’avversario più temibile lo si trova sempre allo specchio, battere i propri limiti è sempre più difficile che battere un avversario al tavolo.

Ti ispiri a qualche player in particolare?

Ne dico due: il primo, Daniel Negreanu per la dedizione al gioco, l’innovazione che ha portato, l’irriverenza che non scade mai nell’offesa e per il fatto che riesce a conciliare un gioco tanto materiale con l’aspetto spirituale. E poi Stu Ungar, forse il più talentuoso pokerista della storia di questo gioco.

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