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Barry Greenstein:’I tornei di poker sono come il dessert’

Barry Greenstein, nonostante nella sua lunga carriera possa vantare vincite con i tornei di poker pari a quasi otto milioni di dollari, nel suo ultimo blog propone un parallelo interessante, paragonandoli a un dessert.

Quello che lo statunitense sottolinea, e che certo ben conosce in prima persona, è che giocare tornei dal vivo è certamente emozionante, ed ogni tanto può portare enormi soddisfazioni, ma per chi fa del poker una professione devono essere considerati al pari di uno sfizio, un piacevole, possibile extra.

“In qualche modo, i tornei sono come il dessert, mentre il cash game è il pasto vero e proprio. Non è possibile vivere mangiando solo dessert, e se anche lo fosse certo non sarebbe salutare”.

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Così, nonostante ammetta di pianificare i propri spostamenti sulla base del calendario dei tornei, Greenstein sottolinea che in realtà i suoi occhi puntano sempre ai migliori tavoli di cash game, perché sa che è da quelli che verranno i suoi profitti: “Probabilmente, sarebbe perfino più salutare considerare i tornei come una spesa sempre negativa, che poi ogni tanto può portare a qualcosa di buono”.

Così, l’ultimo dessert toccato a Barry è stato il secondo posto alle WSOP dello scorso maggio, quando ha dovuto cedere il passo ad Andy Bloch nel Seven Card Stud, e chissà quanto tempo dovrà passare prima che possa toccargli il prossimo.