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Catania

Sbatti il Mostro (il poker) in prima pagina: a Catania denunce per gioco d'azzardo in un circolo, presenti anche 5 minorenni

Sta facendo il giro della Sicilia una notizia su un circolo culturale e sportivo di Biancavilla in provincia di Catania, con il mostro (il poker) sbattuto in prima pagina. Ma il poker c'entra - in realtà - in questa storia?

Doveva essere un'associazione sportiva e culturale ma durante un controllo i Carabinieri e i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno trovato, in una saletta riservata, un tavolo ovale, fiches, mazzi di carte da poker e soprattutto un foglio sul quale sarebbe stata annotata la corrispondenza tra il valore delle fiches e il denaro.

La denuncia nel circolo culturale e sportivo

È quanto accaduto a Biancavilla, in provincia di Catania, dove il titolare dell'associazione è stato denunciato per esercizio di giochi d'azzardo e per violazione della tabella dei giochi proibiti previsti dalla Prefettura locale.

Ma durante l'ispezione è emerso un altro particolare: all'interno del locale erano presenti dieci persone, cinque delle quali minorenni. E' bene precisare che i minori non sono stati sorpresi a giocare a poker, ma uno di loro aveva con sé un coltello irregolare e non denunciato.

Il controllo dei Carabinieri e di ADM

A raccontare l'operazione è La Sicilia. Il controllo è stato condotto dai Carabinieri di Biancavilla insieme ai funzionari della Sezione Operativa dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Catania.

In una fase iniziale l'attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata sulla parte dell'associazione accessibile al pubblico e ai soci.

Sarebbero stati individuati sette apparecchi elettromeccanici non riconosciuti da ADM e non collegati alla rete SOGEI del Ministero delle Finanze, per i quali, secondo la ricostruzione pubblicata dal quotidiano siciliano, non venivano corrisposte le quietanze previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Gli investigatori avrebbero inoltre accertato la mancata esposizione della prevista tabella dei giochi proibiti. L'ispezione poi ha rivelato anche un tavolo da poker in una sala riservata. Tutto lascia presupporre a un tavolo di cash game.

Ma facciamo attenzione perché, secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, la numero15869/2025, non è sufficiente rinvenire un tavolo da poker in un circolo. Ne parleremo a breve.

Il precedente recente in Sicilia a Bagheria

Il 28 giugno 2026 Guardia di Finanza e funzionari ADM hanno interrotto un torneo di Texas Hold’em organizzato dall’ASD Pkp Room a Bagheria, nel Palermitano. Al momento del controllo il torneo era arrivato al penultimo livello.

Sono state identificate 43 persone: 38 giocatori, quattro dealer e l’organizzatore. Le autorità hanno sequestrato 14 tavoli da poker, un computer con i dati del torneo, un POS e alcuni appunti relativi ai pagamenti.

Al centro degli accertamenti c’era la mancanza delle autorizzazioni ritenute necessarie per l’organizzazione dell’evento. La difesa del circolo ha sostenuto che non fossero previste vincite in denaro: il premio sarebbe stato un ticket per partecipare a un successivo torneo a Malta.

La documentazione è stata quindi trasmessa alla Procura di Termini Imerese per le successive valutazioni sulla posizione dell’organizzatore.

La saletta riservata con tavolo, fiches, carte da poker e un foglietto...

All'interno di una saletta riservata sarebbe stato allestito un tavolo ovale da gioco. Sul tavolo gli investigatori hanno trovato scatole contenenti fiches e mazzi di carte da poker. C'era però un altro elemento particolarmente significativo: nella stanza sarebbe stato trovato anche un foglio sul quale era annotata la corrispondenza tra il valore delle fiches e il denaro.

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Un particolare rilevante per gli accertamenti, perché il semplice possesso di un tavolo da poker, carte e fiches non dimostra naturalmente l'esistenza di gioco d'azzardo con denaro reale. La documentazione rinvenuta dagli investigatori è invece uno degli elementi che ha portato alle contestazioni nei confronti del titolare.

Al termine del controllo, l'uomo è stato denunciato per “esercizio di giochi d'azzardo” e per l'inosservanza e omessa esposizione della tabella dei giochi proibiti.

Facciamo però attenzione alla Giurisprudenza della Cassazione

Attenzione però: la giurisprudenza più recente richiede un accertamento probatorio più concreto. Non basta semplicemente trovare strumenti astrattamente utilizzabili per giocare e dedurne automaticamente l'esistenza del reato. La sentenza della Cassazione n. 25032/2016, per esempio, richiede la prova dell'effettivo svolgimento del gioco e, nel caso degli apparecchi, dell'utilizzo a fini di lucro.

Questa impostazione è rafforzata dalla citata sentenza della Cassazione numero 15869/2025.

I 5 minorenni

Durante l'operazione condotta dai Carabinieri e dagli agenti ADM c'erano anche dieci avventori, la metà erano minorenni.

Anche in questo caso è necessaria una precisazione: dalle informazioni rese pubbliche non risulta che i cinque ragazzi stessero partecipando alla presunta attività di gioco d'azzardo o alla partita di poker. La fonte riferisce esclusivamente che erano presenti all'interno dell'associazione al momento del controllo.

Tutte le dieci persone sono state sottoposte a perquisizione dai Carabinieri ed è proprio durante queste verifiche che è emerso un ulteriore episodio: un sedicenne aveva un coltello a serramanico non denunciato.

Il giovane è stato quindi denunciato per possesso di arma atta ad offendere. Ma questo episodio non ha nulla a che vedere con il gioco d'azzardo.

Per il momento il dato di cronaca è quello emerso dal controllo: un'associazione sportiva e culturale, una stanza riservata con un tavolo da gioco, fiches e carte da poker, dieci persone presenti — cinque delle quali minorenni — e una denuncia per il titolare.

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo