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Dan Sepiol e uno spot cruciale al final table WPT: ICM o braccio?

Durante il recente tavolo finale del WPT World Championship giocato al Wynn di Las Vegas, c’è stato uno spot che ha spostato gli equilibri, ponendo le basi per la futura vittoria di Dan Sepiol. La mano è avvenuta con ancora 6 giocatori al tavolo, e andiamo a raccontarvela insieme al contesto che ha contribuito a crearne le condizioni.

Dan Sepiol, il campione WPT che stava per mollare il poker

Prima di addentrarci nello spot, è il caso di provare a capire meglio la persona che sta dietro al giocatore. 29enne originario dell’Indiana, Dan Sepiol circa 5-6 anni fa era intenzionato a mollare il poker, scoraggiato dagli alti e bassi che sono tipici del giochino, in particolare live dove la cosiddetta varianza si scontra con un volume di gioco per forza di cose ridottissimo. Sepiol dunque voleva mollare e trovarsi un lavoro “normale”, ma qui intervennero alcuni colleghi, membri di un team di coaching e staking, che avevano intravisto in lui qualità importanti e il coraggio necessario per prendere decisioni importanti sotto pressione. Così i fratelli Jeremy e Justin Brown insieme a Taylor Black, vincitore due anni fa del WPT Five Diamonds Poker Classic dove Gianluca Speranza chiuse terzo, lo presero sotto la loro ala convincendolo a continuare.

Sfogliando il profilo Hendon Mob di Sepiol, si può notare che il suo buy-in medio prima di questo torneo era sicuramente molto più basso. Fino al novembre scorso, la maggior parte dei suoi piazzamenti andava da tornei da 4-500 dollari fino a circa 2000. Gli unici piazzamenti in tornei da 10.000$ erano un 52° posto al WPT World Championship del 2022 e un 57° al Wynn Millions della scorsa primavera. In estate, però, era arrivata la vittoria da 200mila dollari a un evento da 2.700$ del Seminole Hard Rock Poker Open, in Florida. Quel risultato ha probabilmente dato il “boost” di fiducia necessario ad affrontare il WPT World Championship.

Il “cenerentolo” del final table

Questa sorta di excursus sui trascorsi di Dan Sepiol, pur manchevole di dettagli per forza di cose, ci è comunque utile per definire il suo profilo di giocatore, e comprendere con quale atteggiamento si possa essere affacciato al final table più importante della sua vita.

Artur Martirosian era candidato alla triple crown, avendo già vinto 2 braccialetti WSOP e un Main Event EPT (a Sochi 2021), con un monte vincite lordo di oltre 12 milioni. Peraltro, il russo è solito frequentare buy-in anche molto più impegnativi di 10.000$, così come Andrew Lichtenberger. “Luckychewy” arrivava al final table con un monte vincite di oltre 17 milioni di dollari e piazzamenti in tornei anche da 300.000$ di buy-in. Ben Heath, pure se volto meno riconoscibile di altri, era ben noto agli appassionati di tornei high roller, di cui è da anni abituale frequentatore con un monte vincite lordo da quasi 20 milioni, sempre prima del final table di cui si sta parlando. E che dire di Chris Moorman? Seppure live abbia ottenuto meno risultati rispetto all’online, si tratta pur sempre di un autentico mostro del giochino.
Il più “umano” tra gli avversari del tavolo finale era Georgios Sotiropoulos, anche se il greco è da una decina d’anni apprezzato regular a cui sicuramente non mancano “attributi” per giocarsi una chance del genere. Ad ogni modo, Sotiropoulos arrivava all’appuntamento con un monte vincite lordo da quasi 4 milioni, di molto superiore ai 1,3 milioni di dollari lordi vinti da Sepiol fino a quel momento.

Lo spot precedente contro Lichtenberger

Va ricordato anche che Dan Sepiol aveva quasi raddoppiato lo stack di inizio final table e lo aveva fatto quasi senza showdown, in larga parte per un piatto vinto contro Lichtenberger in cui aveva già dimostrato tempismo e coraggio.
Sepiol aveva 3-bettato in posizione k 10 sull’apertura di Lichtenberger con a 10, bettando flop e turn e shovando river su 4 3 3 9 3 . Luckychewy ha foldato senza pensarci poi così tanto.

Il colpo vinto da Sepiol in precedenza contro Lichtenberger (che folderà)

L’aggressività mostrata qui è una fotografia abbastanza fedele di quanto dichiarato dallo stesso giocatore prima del final table, quando interrogato sulla strategia che avrebbe tenuto: “La mia intenzione è di giocare il mio poker, prendermi i miei spot, essere aggressivo quando credo sia il momento giusto e che reggano i colpi quando devono farlo.”

WPT World Championship: quando l’ICM lascia spazio al braccio

Ed eccoci allo spot centrale di questo articolo, giunto alla mano numero 52 del tavolo finale (il colpo vinto contro Lichtenberger era stato alla mano numero 11).

Dopo fold generale, su blinds 800.000/1.600.000 bb ante 1.600.000 Sepiol, con uno stack di 61 milioni, apre a 5 milioni da small blind con 7 7 . Sul big blind siede Artur Martirosian, che gioca per quasi 45 milioni e in quel momento è lo short stack del torneo, seppure di pochissimo dietro a Ben Heath e pur sempre con quasi 28 big blinds davanti. Il russo decide di shovare i suoi 5 5 e Sepiol chiede un conteggio per riflettere sul call. Non si tratta comunque di una riflessione lunghissima, poiché arriva il call e il board k q 8 2 a gli dà ragione, eliminando Martirosian e garantendosi un “quasi” double up, che lo porta a 105,6 milioni, molto vicino al chipleader Lichtenberger.

Dan Sepiol e l’importanza della percezione di sé al tavolo

Volutamente non mi addentro in calcoli ICM, perché sono convinto che spot come questo siano esemplificativi di come, in certi momenti, più che il saldo più o meno positivo di una mossa (o meglio, accanto a quella), contino la percezione di sé e la relativa propensione al rischio.

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Faccio quindi una cosa che in generale non si fa, ovvero provare a mettermi nella testa di Dan Sepiol, per capire le ragioni di questo call. Sono arrivato al final table più importante della mia vita, ben riposato dopo aver dormito tanto al contrario dei giorni precedenti, consapevole di avere curriculum nettamente inferiore rispetto a tutti e 5 gli avversari. Dunque, la strategia che cercherei è quella di evitare di farmi stritolare o infilarmi in situazioni in cui potrei venire “palleggiato” o comunque potrei mostrare debolezza. Quanto dichiarato da Sepiol è in sostanza sulla stessa lunghezza d’onda.

Qui Dan decide di aprire abbastanza lungo (3,5x) con coppia di 7, ricevendo lo shove di un giocatore sempre poco leggibile come Artur Martirosian. L’allin è da 44,6 milioni e, perdendolo, Dan rimarrebbe con circa 1,6 milioni, pari a 10bb. Al di là delle possibili disquisizioni sulla scelta iniziale (limp/call, limp/shove eccetera), l’aspetto centrale di questo spot è la necessità di Sepiol di mostrare forza, per evitare di farsi schiacciare dalla pressione e dalla preparazione tecnica dei suoi avversari.

Sono abbastanza convinto che lo stesso Dan Sepiol, se si fosse ritrovato nel medesimo spot in questo stesso torneo, ma con 5 avversari non di questo livello, o comunque altri cinque ritenuti più alla sua portata, avrebbe gestito diversamente il colpo.

Il concetto cruciale è sempre la percezione di sé in un determinato contesto. Se senti di poter vantare un edge sugli altri, allora la tua propensione a prenderti spot marginali si abbassa in proporzione. Viceversa, se sei consapevole di essere in un tavolo di gente più preparata di te, o comunque contro la quale dubiti di poterti prendere dei vantaggi, giocarsi i colpi non è mai sbagliato.

In fin dei conti, qui, Dan Sepiol aveva già raggiunto il più grosso risultato in carriera. Aveva anche una mano che gioca abbastanza bene contro il possibile range di Martirosian, se in esso inseriamo anche coppie inferiori e una buona porzione di combo che “flippano” con 77, e se escludiamo magari monster hand che forse il russo avrebbe scelto di gestire diversamente.

In generale, dunque, questo si può definire un call di “braccio”, di coraggio e in piena coerenza con la strategia decisa in precedenza.

Immagine di copertina: Dan Sepiol (courtesy World Poker Tour YouTube channel)

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".
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