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Fullhouse batte colore? Non nello Short Deck… e Tom Dwan perde un altro monster pot

Una delle innovazioni più grandi dello Short Deck Poker, la variante a 36 carte del No-Limit Hold’em (non sono presenti le carte da 2 a 5 compreso), è il differente ranking dei punti. In questo nuovo gioco, infatti, il colore batte il fullhouse come avviene nella storica versione del poker all’italiana. Questo perché con un mazzo a 36 carte ci sono più possibilità di chiudere un fullhouse rispetto alle possibilità di chiudere un colore.

Una circostanza che sicuramente confonderà molti giocatori che sono cresciuti a pane e No-Limit Hold’em e che forse ha mandato in confusione anche l’esperto Tom Dwan. Nella solita partita televisiva di Jeju di cui vi stiamo parlando ultimamente, infatti, “durrrr” ha deciso di giocarsi tutto con un semplice tris su un board con tre carte a fiori. Si era dimenticato che si giocava a Short Deck (dove il colore è battuto solo da poker e scala colore) oppure ha preso un’altra decisione discutibile dopo l’assurdo call con A-Q contro Paul Phua nel pot più grande mai registrato da una telecamera? Difficile dirlo, ma quello che possiamo fare è rivedere tutta l’action di questa nuova assurda e ricchissima mano del Big Game asiatico.

Il pot da $877.000 tra Andrew Robl e Tom Dwan

La mano inizia con il limp di Andrew Robl con 9 8 . Tom Dwan è alla sua sinistra e spilla k j , mano con cui si limita a over-limpare. Lo stesso fanno Elton Tsang con a 7 e Jason Koon con a 10, ma Mikitafish2013Badziakouski decide di alzare la posta a $32.000 dal cutoff con a 8 .

Robl, Dwan e Tsang chiamano, generando quindi un pitto di $140.000. Il flop è k 10 *fk*. Robl ha un progetto di colore, Dwan ha un tris, Tsang e Mikita non hanno niente. Fanno tutti check e il turn è una carta che sconvolge gli equilibri: un q . Ora Robl ha il colore e fa check. Dwan decide di uscire in puntata per $79.000 e dopo il fold di Tsang, “Fish2013” decide di chiamare con il suo a che in caso di quarta carta a fiori diventerebbe il nuts.

Forse proprio perché immagina che un Asso di fiori sia nel range degli avversari, Robl opta per un rilancio all-in: mette in mezzo $350.000. Dwan va in the tank, come già successo molte volte in questa sessione sudcoreana. Alla fine, a sorpresa, decide di fare call con il suo semplice tris, nonostante il pericolo di un colore che lo renderebbe sostanzialmente drawing dead. Badziakouski folda e si va allo showdown.

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Al 20% nel No-Limit Hold’em tradizionale, al 4% nello Short Deck

Nel No-Limit Hold’em tradizionale, Tom Dwan avrebbe circa il 20% di possibilità di vittoria centrando un Jack, un Re, una Donna o un 10 al river. Nello Short Deck Poker, invece, è al 4%: può vincere solo centrando il poker di Re. Una chiamata che sembra veramente assurda…

Su uno dei due board compare un 10 che consegna il fullhouse a “durrrr” ma in questo gioco il fullhouse non batte colore… così Andrew Robl vince un monster pot di $877.000 prima di alzarsi dal tavolo e andarsene. Tom Dwan, invece, fa rebuy per un altro milione di dollari...

Il video della mano: