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Giuliano Bendinelli

Giuliano Bendinelli: “A Guerrero ho detto che sono troppo più forte di lui…”

Questa settimana, a un mese di distanza dalla incredibile vittoria al Main Event EPT Barcellona, abbiamo preso un caffè con il genovese Giuliano Bendinelli.

Ecco la trascrizione della nostra chiacchierata in libertà.

Per iniziare dimmi come sono andate le giornate a Ibiza che avevi promesso agli amici del tuo rail. Quanti eravate alla fine?

In villa eravamo sei amici poi c’erano altri che alloggiavano da un’altra parte ma siamo sempre stati insieme. La quattro giorni mi è costata tantissimo ma ci siamo divertiti parecchio, tra cene nei posti più fighi, privé nei dj set più importanti e villa pazzesca extra lusso.

A un mese di distanza cosa provi ripensando all’EPT?

Mi reputo fortunato. Se non giochi gli High Roller da 50k e 100k, i tornei dei sogni sono il Main Event WSOP e quello dell’EPT. Poi mi sento un miracolato ad aver vinto, ma soprattutto per aspetti che di solito non vengono tenuti in considerazione quando si parla di fortuna a un torneo di poker.

Giuliano Bendinelli
Giuliano Bendinelli festeggia il trionfo all’EPT (photo Pokernews)

Tipo quali?

Per esempio che i cooler contro sono arrivati contro giocatori scarsi che mi facevano capire che avevano meglio di me e mi hanno dato il la a herofoldare. Ho fatto tantissimi herofold quei giorni, molti erano giusti.

La fortuna sta anche nel non bustare (trovare l’eliminazione, ndr) quando perdi colpi brutti. Io ho avuto sempre la fortuna di coprire l’altro di poco. Al Main Barcellona mi sarà capitato almeno 3-4 volte.

Va beh dai, sei andato a vincere dopo essere rimasto con un buio…

Come le altre volte mi sono detto ‘back in business’. Se ci pensi sono risalito con due all-in. Quello con A3, in cui small blind e big blind in pratica hanno checkato preflop, e poi salito a 4bb con K8 vs AJ in cui ho trovato full. La formula dei tornei di poker fa sì che se raddoppi anche solo con 4-5-6bb, poi sei vivissimo. Certo, quando le metti tutte e giri le carte devi raddoppiare.

Un po’ sei stato pure aiutato dagli avversari, però.

So che quel raise-fold di Mokri sei left non è piaciuto a tanti, ma se ci pensi è stato un caso che avessi proprio l’unica parte di range crushata dalla sua mano (ndr, il norvegese ha raise foldato 13x con AT sul push 9x di Bendinelli che aveva KQs). Tra l’altro già con KQo, più che shovare, credo che avrei flattato. In realtà guardando meglio la sua giocata si riconferma che a volte a poker anche i geni fanno la figura degli stupidi. Il confine è sottile. Io non avrei preso la sua linea però il norvegese non è affatto uno stupido. Purtroppo per lui, dopo gli è andato tutto storto e quando succede lo puoi apparire.

Avevi detto che anche Kovalski aveva overfoldato contro di te…

Vero, quella sbavatura del brasiliano 5 left. Chiudendo l’action con il doppio del mio stack, avrebbe dovuto mettere con coppia di sei, ma comunque è close, 55 è già un clear fold (ndr, Giuliano aveva shovato 13x da utg/hj con A5s). Ma tu hai seguito?

Certo, sono stato incollato allo streaming come tantissimi altri.

E secondo te come ho giocato?

Il day 5 perfetto, neanche un errore, neanche una sbavatura. L’ho anche detto in redazione. Nel day 6 alcune mani hanno acceso la discussione, tipo quella con A-3 in cui hai foldato top pair.

Ho chiesto ad altri regular e foldano tutti. Non bisogna essere result oriented. Credo di aver giocato un gran bel torneo da un punto di vista tattico.

Tra gli avversari del tavolo finale chi ti impensieriva?

Al tavolo finale a nove sicuramente Scott “Aggro Santos” Margereson. Mi sentivo il secondo più forte dopo di lui. Nella mano che lo ha azzoppato però non mi è piaciuto per niente, credo abbia sentito la tensione del momento. Arrivato a quel punto, con 1.7 milioni di prima moneta, anche lui giocava per dare un boost importante al suo roll. Io ho il vantaggio che non penso ai soldi, a quanto il primo posto mi può spostare la vita, posso pensare solo a come giocare.

E arriviamo a quel ‘my family is very rich’.

Guerrero voleva avere più soldi ma le sue richieste erano lol. Gli ho anche detto ‘I’m too good at poker to give you my money’. Come player è così così, con la esperienza sopperisce a delle lacune tecniche abbastanza evidenti. In heads-up ha cambiato marcia e, a parte il bluff terribile con J4 completamente a caso, ha dato un po’ di aggressione anche grazie alle carte.

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Come persona come ti è sembrato?

So che stava antipatico a tutti anche perché era il mio antagonista e aveva dei modi che suscitavano più antipatia che simpatia. Ha un carattere particolare, a me piacciono le persone così, lo trovavo buffo nel senso buono del termine, una personalità un po’ a modo suo, aveva uscite a volte divertenti altre meno.

Da un punto di vista pokeristico penso di essere decisamente superiore a lui, poi nei testa a testa ho poca esperienza perché ne ho giocati pochi in vita mia. Heads-up mi reputo un giocatore normale, non certo un fenomeno.

E’ anche per questo che hai voluto fare il deal?

Che non sono uno specialista heads-up ha influito, e poi perché 700k, il gradino tra primo e secondo posto, sono sempre tanti a prescindere da quanti tu ne abbia. A quel punto a livello di stack ero in vantaggio 2 a 1 e avrei avuto un milione e mezzo garantito. Troppo vantaggioso visto che un heads-up può sempre girare.

Adesso qual è il tuo obiettivo?

Pokeristicamente parlando, di sicuro il braccialetto delle World Series Of Poker.

Quindi sarai a Rozvadov o credi che i bracciali WSOPE valgano un po’ meno di quelli di Las Vegas?

Forse una lieve differenza a livello di blasone c’è, però di fatto è considerato alla pari. Visto che il bankroll pokeristico è alle stelle posso giocare quello che voglio. Credo che a Rozvadov parteciperò anche ai tornei di PLO da 10k che fanno 30 iscritti per massimizzare le mie chance.

Dovesse arrivare il bracciale?

A quel punto potrei pensare di tirare in ballo lo strapotere economico per dare l’assalto alla Triple Crown live. Peccato che negli ultimi tempi di WPT in Europa non se ne giochino tanti.

Ultimissima domanda, a livello umano cosa ti ha lasciato l’EPT Barcellona?

Almeno due belle amicizie, una col ragazzo brasiliano che è uscito al terzo posto e poi con Pinto che è uscito settimo. Con il primo siamo stati insieme al day 2 e poi al day 4, anche lui era una promessa del calcio poi si è infortunato, abbiamo un background calcistico simile. Con l’olandese siamo rimasti in contatto e ci vedremo ad Amsterdam. Al tavolo ci siamo stati da subito simpatici, c’è la possibilità di diventare proprio amici.

COMPARAZIONE GIOCHI
Giornalista pubblicista dal 2005, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho fatto anche altro, tipo scrivere due libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.