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Fabio Peluso: “Se un anno fa mi avessero detto del bracciale avrei risposto che stavano delirando!”

Questa settimana caffè obbligato con Fabio Peluso, il 29enne del Gargano che lunedì notte, a Rozvadov, ha portato al poker italiano il 17° braccialetto WSOP della storia.

Tutto in un anno e tre mesi

Ciao Fabio e complimenti. Ma davvero hai giocato il tuo primo torneo live un anno e tre mesi fa?

Confermo. Prima di quell’IPO San Marino non avevo mai giocato un torneo dal vivo.

Se prima dell’IPO ti avessero detto che neanche un anno e mezzo dopo avresti vinto il braccialetto WSOP come avresti reagito?

Avrei risposto che stavano delirando. Non puoi immaginare una cosa del genere, è completamente impronosticabile. Poi io personalmente penso torneo per torneo, affronto una cosa alla volta. All’epoca di certo non pensavo di andare a giocare le WSOP Europe, anche se pure l’anno scorso ero andato a Rozvadov.

Le coincidenze

Anche lì in the money al The Opener, se non ricordo male.

Sì, ho fatto una deeprun al torneo poi vinto quest’anno. Tra l’altro una coincidenza buffa, col compagno di trasferta abbiamo entrambi deep-runnato e poi siamo usciti in serie uno dopo l’altro. Quest’anno è successo qualcosa di simile…

Cioè?

Sono in trasferta con Simone Andrian. Siamo arrivati insieme al tavolo finale. Ora io vorrei sapere quante possibilità ci sono che due cristiani che condividono la stanza arrivino entrambi a un tavolo finale in mezzo a più di duemila persone (il The Opener WSOPE ha contato 1.399 entries e 1.055 re-entries, ndr).

Effettivamente è una coincidenza notevole. Il torneo come è andato?

Con Simone siamo arrivati a Rozvadov venerdì, ma il day1b è andato male, sono arrivato al day 2 dal day 1C. Nella seconda giornata ho avuto la fortuna di incappare in tavoli facili e sono andato deep con mani pulite e tranquille. Da 30 left in poi è iniziata la fase più bella…

Cosa è successo?

Abbiamo iniziato a vedere facce di regular.

Il late stage

Tra quelle facce chi ti impensieriva?

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A dirla tutta mi avrebbe fatto piacere arrivare al testa a testa con Simone perché sarebbe stata una cosa storica, visto che è il regular con cui mi confronto più spesso. D’altro canto se avevo qualcuno da temere era proprio lui. Mi avrebbe fatto piacere trovarlo all’heads-up ma di sicuro avrei dovuto temere per il bracciale.

C’è stato un momento in cui hai pensato che la vittoria fosse a portata?

Beh di sicuro la mano in cui ho scoppiato gli assi di Gennaro Proscia con AK mi ha messo la strada in discesa. Credo che una mano del genere non la vincerò nei prossimi diecimila tornei. Mi è spiaciuto per Gennaro ma la mano è un cooler imparabile. Se avessi perso quel colpo sarei rimasto comunque in vita con 16bb, ma con uno stack di 70bb sono cambiate tutte le dinamiche. Da cinque left in poi ho fatto il classico gioco da chipleader mettendo massima pressione agli avversari visto che gli scalini erano comunque importanti.

Hai festeggiato o hai intenzione di festeggiare il bracciale?

Di sicuro! Per il momento non ho potuto far altro che andare a cena con Simone, visto che tra gli altri tanti erano già schierati al Mini Main Event WSOPE e tanti devono ancora arrivare. Sicuramente ci sarà l’occasione per festeggiare al meglio prossimamente.

Sognando il bis a Vegas

Prossime tappe live?

Giocherò tutte le WSOPE, poi andrò al MasterClassic ad Amsterdam. La capitale olandese lascia sempre bei ricordi, quest’anno al WPT ho fatto due tavoli finali su due tornei giocati. A dicembre invece sarò a Praga per l’EPT.

Ora che hai il braccialetto WSOPE al polso come vedi le World Series di Las Vegas?

Come si dice, l’appetito vien mangiando. Con Simone abbiamo deciso che Las Vegas è uno degli obiettivi dell’anno prossimo. Sarebbe fantastico. In questi giorni ho avvertito tanto entusiasmo per il bracciale.

Il tifo azzurro è arrivato fino a Rozvadov?

Decisamente! Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi giorni, ho ricevuto davvero una miriade di messaggi…. Poi la mia famiglia, che mi appoggia sempre in tutto quello che faccio, e Simone che mi ha accompagnato e mi sta a sentire quando gli racconto i miei spot. Infine anche Alessandro ‘Deneb93’ Pichierri, siamo tre amici stretti e ora abbiamo tutti e tre il braccialetto!

Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
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