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Ivan Gabrieli: “Il PartyPoker Millions? Struttura top, a Sanremo andate carichi: è il torneo giusto”

Dopo aver vissuto un 2016 straordinario sul dot com, Ivan Gabrieli ha iniziato il 2017 con diversi buoni risultati, tra cui la qualificazione alla fase finale del PartyPoker Millions. Per chi si fosse perso questo importante evento, si tratta di un torneo che prevede un buy-in di €660 per la Phase 1 e di €6.300 per il Day 1. Tutti coloro che superano il Day 2, indipendentemente dal buy-in che hanno pagato, ricevono subito 5.000 sterline e €750 di rimborso spese per volare a giocarsi l’ultima fase a Nottingham, dove il vincitore incasserò un premio di un milione di sterline.

Dopo la prima tappa di Saint Vincent, dal 6 al 15 aprile si giocherà la seconda e ultima tappa italiana a Sanremo (qua tutte le info).

Un evento rivoluzionario, che ha attirato tanti giocatori amatoriali e ovviamente anche tanti professionisti. Tra questi era presente proprio Ivan Gabrieli, che a Saint Vincent è riuscito a strappare il ticket per Nottingham chiudendo l’ultima giornata con il 10° stack su 16 left. Lo abbiamo contattato per sapere com’è andato finora il suo torneo, come reputa la struttura e quali sono le sue aspettative per la trasferta inglese.

Ivan "MrBluff234" Gabrieli
Ivan “MrBluff234” Gabrieli

Ciao Ivan, bentornato su Assopoker. Raccontaci com’è andato il tuo torneo a Saint Vincent e se sei soddisfatto della 10° posizione.

Sono relativamente soddisfatto. Il mio obiettivo minimo quando ho deciso di partecipare era di approdare alla fase finale, e l’ho raggiunto. Tuttavia ho avuto un ottimo stack e avrei potuto chiudere più in alto nel chipcount, ma una mano in particolare verso il finale mi ha azzoppato, perciò ripartirò a Nottingham con circa 15bb.

Sul finire dell’ultima giornata a Saint Vincent la bolla era di 6.700 euro. Ti è sembrata più intensa rispetto ad altri tornei? Come l’hai gestita e come credi che si siano comportati i tuoi avversari, specialmente gli amatori?

Indubbiamente è una bolla diversa rispetto ali altri tornei. Ad un EPT, per esempio, l’importo dei primi ITM è simile, magari leggermente superiore, ma in quel caso gli iscritti pagano €5.300 e solo una minima parte arriva dai satelliti. In questo torneo credo che solo 7-8 persone hanno pagato il buy in intero di €6.300, perciò era indubbiamente una bolla che i giocatori, a parte qualche player rumeno e un paio di italiani, sentivano particolarmente.

Io l’ho gestita tutto sommato bene, facendomi molto gli affari miei (ride, ndr) perché sono stato con meno di 20 big blind per la stragrande maggioranza del final day. Avrei voluto giocarla con un approccio totalmente diverso ma non avevo spazio di manovra.

Cosa ne pensi di questa particolare struttura con le varie fasi e buy-in? Pensi che sia un bel modo per riportare i giocatori amatoriali ai tavoli?

La struttura mi piace particolarmente: riscopre il principio per il quale mi ero innamorato della formula dell’Accumulator, ovvero dare la possibilità a molti amatori di concorrere a ricchi montepremi pagando una percentuale parecchio inferiore del buy-in. Dal punto di vista tecnico, mi piace molto il fatto che si inizi con 200bb e le ante, ma che dal livello successivo si passi subito a 100bb: in questo modo l’early stage è già molto più divertente, si viene stimolati a giocare, la gente inizia a uscire e si creano subito piatti importanti.

Il fatto invece dello step back dei bui dalla Phase 1 al Day 1 e dal Day 1 al Day 2 rende la struttura estremamente giocabile in una fase importantissima del torneo, rendendo quel momento una “piccola bolla” che i professionisti possono sfruttare a loro vantaggio. Al tempo stesso, però, gli amatori possono rallentare e accontentarsi di sopravvivere con la consapevolezza che avranno molti big blind in più il giorno successivo.

Ivan Gabrieli, qua dopo la vittoria di un side event EPT (courtesy Pokerstars/EPT)
Ivan Gabrieli, qua dopo la vittoria di un side event EPT (courtesy Pokerstars/EPT)

Cosa pensi invece della possibilità di entrare al Day 2 con buy-in di £5.300 e 200 big blind? La ritieni una mossa profittevole per un professionista?

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Sicuramente sì. Soprattutto in Italia, dove il field è particolarmente soft.

Che aspettative hai per la trasferta di Nottingham? Che field ti aspetti?

Ho dato un occhiata al numero e ai nomi dei qualificati e si evince subito che si ripartirà da parecchie centinaia di giocatori, con un field più tosto, perché i player qualificati nei casinò degli altri paesi sono mediamente più forti. Ci saranno anche alcuni reg davvero competitivi e non ci sarà lo step back dei blinds, perciò sarà tutto completamente diverso. Più impegnativo sicuramente. Ci saranno comunque molti amatori che ripartiranno con stack enormi e potranno fare la fortuna di alcuni pro.

La mia aspettativa è di arrivare là con la voglia di fare bene, con l’impegno che metterei in qualsiasi torneo importante, pur partendo con 15bb. Per me quello stack è anche abbastanza facile da gestire, devo solo sperare di avere la fortuna di double-uppare subito così da avere già dall’inizio margine di gioco. Ma se cosi non sarà, sarò disposto a combattere con quattro spicci (ride, ndr).

Sei uno dei torneisti italiani più vincenti in assoluto, che consigli ti senti di dare a un giocatore che si presenterà a Sanremo pagando il buy-in “ridotto” di €660?

Il consiglio che mi sento di dare è di presentarsi carichi e con la voglia di fare bene, di crederci. Tecnicamente credo che sarà un torneo facile grazie al field e alla struttura. Credo che quello che possa fare la differenza in questo particolare tipo di torneo sia la capacità di sfruttare bene situazioni particolari che si creano sul finale della Phase 1 e del Day 1. Comunque anche se non si riesce a giocare queste due giornate da dominatori, la struttura molto profonda del torneo permette di sopravvivere fino a imbustare, soprattutto nella Phase 1.

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