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Jason Koon: ‘Pagherei 130.000 $ per avere lo stack di Ivey’

Quanti soldi vale uno stack come quello con cui Phil Ivey aveva cominciato il day 3 del Main Event WSOP come chipleader? Jason Koon ha provato a dargli un prezzo, basandosi sulla chip EV.

“Generalmente non do mai molto peso al chipcount giornaliero in un torneo lungo come questo – ha premesso lo statunitense ai microfoni di bluff.com –  è possibile ritrovarsi al comando un giorno ed essere eliminati quello seguente, ed inoltre c’è il rischio di creare delle aspettative che possono finire infrante, non ne vedo il motivo”.

Detto questo, Koon è stato al gioco, visto che un Phil Ivey carico di fiches inevitabilmente fa immaginare scenari che in molti vorrebbero vedere realizzati: “Uno stack come quello penso valga certamente più di 130.000 dollari. E’ ovvio che in mano ad Ivey quelle fiches valgano anche di più, probabilmente attorno ai 150.000 dollari, mentre nel caso in cui sia un giocatore discreto a poter vantare quello stack, penso varrebbe attorno ai 120.000 dollari”.

Jason Koon per quest’anno ha dovuto passare la mano

Per questo, se fosse nelle condizioni di poter fare un’offerta per poter comprare quello stack Jason Koon offrirebbe fra i 120.000 ed i 130.000 dollari, un’opzione che probabilmente vorrebbe poter considerare, visto che dopo l’ennesima giornata di alti e bassi è stato eliminato nel corso del day 3.

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Phil Ivey è ancora dentro, con 552.500 fiches quando siamo ormai prossimi alla bolla, ma chi ha fatto ancora meglio è Dan Smith, che voleva scommettere sul successo di Ivey ed invece adesso si ritrova nella posizione di dover pensare seriamente a se stesso: “kingdan” ha infatti chiuso la giornata con ben 817.000 fiches, non lontano dalla top ten, e così per lui è già tempo di sognare.

Se raggiungo il tavolo finale – ha dichiarato – prendo quindici miei amici e li porto alle Hawaii!“. Smith insomma non sembra seguire il consiglio di Jason Koon, circa un basso profilo visto che ancora ci sono in sala oltre settecento giocatori, e vedremo se questo spavaldo ottimismo riuscirà a premiarlo oppure no. In fondo, uno come lui alle Hawaii può andarci in ogni caso…

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