Vai al contenuto

John Juanda folda quads ma l’avversario era in bluff!

C’è chi crede che a poker mettere sotto il punto che dà il nome al gioco è una ipotesi che non debba neanche essere presa in considerazione.

La pensa invece diversamente John Juanda, che nella mano che andiamo a raccontare non si è fatto troppi problemi a mettere sotto il suo quads trovato al river: peccato per lui che l’avversario fosse in bluff

In 5 al flop

La mano è andata in scena 6 left all’evento Short Deck Ante Only delle Triton SHR Series Montenegro 2019. Su ante 25.000 bottone 50.000, Dvoress chiama 9 9 da utg con 8.9M di stack.

Chiamano anche Lebedev alla sua sinistra con 2.4M di stack e J K , Dan Jungleman Cates con J 10 (stack 695k), John Juanda da cutoff con 6 6 e 2.2M di stack, da bottone Yong Wai Kin checka Q 8 .

Flop A A 6 , Dvoress check, Lebedev check, Cates check, Juanda bet 75.000, Lebedev rilancia 225.000, call.

Turn A Lebedev check, Juanda bet 75.000 di nuovo, Lebedev chiama.

River 6 il pot è di 875.000 e Lebedev esce in bet 200.000, Juanda folda!

L’indonesiano troverà poi l’incredibile rimonta e vincerà il torneo in heads-up contro Daniel Dvoress per 601.358$ di prima moneta. Il russo Sergey Lebedev invece sarà il primo eliminato dopo Daniel Cates per un quinto posto da 159.258$.

Un livello di pensiero sbagliato?

Al river Juanda deve decidere se pagare 200.000 chips per un piatto che dopo il suo call ammonterebbe a 1.075.000. Per pot odds il punto di break-even del call è:

Scopri tutti i bonus di benvenuto

200/1.075=0,186=18,6%

Visto il fold il giocatore era sicuramente convinto di non essere buono un numero di volte sufficiente. In base a questa considerazione, però, ha di fatto escluso ogni bluff dal range dall’avversario russo.

Evidentemente agli occhi di Juanda Lebedev non poteva che avere un asso in mano. Sarebbe interessante capire quanto ha pesato il rase al flop del russo in questa considerazione.

Un confine sottile

La mano riconferma come nel poker il confine tra genialità e stupidità sia davvero sottile, a volte. Se Lebedev avesse effettivamente avuto in masso l’asso attribuitogli da Juanda, quest’ultimo probabilmente sarebbe passato da eroe.

Al contrario, il fatto di aver fatto volare nel mucchio il punto migliore del gioco quando l’avversario aveva bluff, ha attirato sul 53enne indonesiano una pioggia di critiche.

Ricordiamo però che Juanda ha intavolato questo fold in un torneo che ha poi vinto, a riprova che il poker è una guerra e non una battaglia.

Il video

Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
MIGLIORA IL TUO POKER CON I NOSTRI CONSIGLI