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Le Mani del Top

Le Mani del Top #2: Asso-Kappa suited da BB contro Maniac

Le Mani del Top #2. La seconda puntata della rubrica che chi vi scrive cura personalmente, fa capo oggi ad una mano da me giocata qualche settimana fa in una trasferta per seguire un evento maggiore.

In quella occasione giocai un side event da €300 di Buy In, con una struttura piuttosto interessante, che lasciava una gran quantità di manovra per tutta la sua durata.

Le Mani del Top: Oppo Maniac OOP

Prima di cominciare, vorrei però ricordare alcune regole di questa rubrica, che per me sono basilari.

La rubrica “La Mani del Top”, non è un modo di imporre il mio pensiero, tutt’altro. Le mani sono state giocate in contesti dove NON si giocano premi di notevole rilevanza e non ci sono livelli di pensiero che ci devono portare a scontrarci verbalmente.

È un modo per crescere insieme e, se volete, dare qualche parere in merito, senza doverci scannare su chi è il più bravo o il più scarso. Anzi, ve lo dico subito, così tagliamo la testa al toro: il più scarso sono io e voglio continuare a imparare.

Middle Stage AKs da Big Blind

È appena finita quella parte di torneo che noi giocatori e osservatori, chiamiamo “early stage”. È sempre difficile capire quale sia la parte iniziale del torneo, soprattutto per il fatto che ogni struttura dà origine a compartimenti stagni differenti per ogni eventi.

Per convenzione e comodità, facciamo terminare la early stage nel momento in cui entrano gli “ante”, quella tassa ulteriore che viene richiesta oltre allo Small e al Big Blind. Solitamente essa fa capolino con lo start del quinto/sesto livello.

L’entrata degli “Ante” coincide con il primo scossone del torneo. Rubare i bui diventa gioco forza più appetitoso, così come i bui e i bottoni ( se trattasi di BB Ante o Button Ante) saranno più propensi a difendere le loro posizioni.

La mia mano comincia al sesto livello, un 300/600 Big Blind Ante 600 e io proprio da BB giocherò questo colpo.

Il tutto inizia con un giocatore che tutti noi definiremmo, con un eufemismo, “occasionale”. Il tipo ha dimostrato in più di una occasione di non amare troppo lo studio della disciplina. Non azzecca una size manco se gliela spiegano, non esistono range di apertura, se trova al flop qualsiasi cosa che assomigli alle carte che ha in mano, non mollerà il colpo.

Occasionale all’attacco

Questo distinto signore che passa da una richiesta al cameriere ad un’altra, decide di aprire a 2.000 da Under The Gun e gioca a inizio mano con circa 43 BB, 26.000. Da bottone è seduta una timida ragazza che ha giocato due volte mostrando tre volte nuts (è una battuta, non è un errore). La ragazza decide di chiamare in posizione, pari stack all’original raiser. Lo small blind folda.

A me viene servito da Grande Buio uno splendido AKs a fiori, a k e, visto che mi frulla l’idea di provare a combinarla all’original raiser pensando di poter far foldare la ragazza in un delle street successive, opto per un timido call.

Ora, è inevitabile che parecchi di voi arriccino il naso rispetto a questa scelta. Il mio cruccio è tenere tutto il range di bluff ( chiamiamolo bluff, ma in realtà mi riferisco a tutto il trash con cui gioca UTG), dentro il colpo, con l’idea di giveuppare  immediatamente in caso board totalmente missato.

Va da sé che il mio pensiero è di trovare l’occasione giusta per portarle via tutte al nostro avversario, pensando di avere edge su di lui. A proposito, giochiamo con 65x.

Il flop ci è amico: k 6 7 .

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CBet non quotata

Il nostro check è atto, almeno nella nostra testa, a portare via il massimo di chips a OR, visto che non è quotata la sua continuation bet. Essa arriva puntualmente per una size pari a 6.500, che corrisponde più o meno a una Pot Size Bet. La ragazza folda da Bottone.

Io aspetto ancora una strada e mi limito a chiamare.

Al turn casca una carta che non dispiace, un 2 che mi apre un draw puro a fiori con una carta scendere.

Oppo si committa col piatto, perché ne mette 9.000, una size che in questo caso è inferiore al piatto che stiamo giocando. Penso che non sia più il tempo di aspettare e lo costringo nella mia testa a metterle tutte.

Arriva il call e non sono molte felice di vedere gli assi.

Il river non mi aiuta e rimango con qualche Big Blind, spedito con disonore qualche mano dopo non mi ricordo nemmeno più con cosa.

Credo che non ci si possa salvare in nessun caso.

I punti focali de “Le Mani del Top #2”

Ma ecco i punti critici dove si può cambiare qualcosa:

  • PreFlop vi è la possibilità di 3bettare, ma non sono disposto ad abbandonare una mano di valore contro oppo maniac
  • Qualsiasi mossa io possa fare nelle strade successive, non penso possa essere indirizzata in maniera diversa dalla smania di fargliele mettere tutte.
  • La sua size al turn, in virtù di un’azione che non accenna a scemare, potrebbe farmi pensare di essere sotto. Ma il Modus Operandi di questo signore fino a quel momento, non può palesarmi niente di chiaro. Assi o aria, ai miei occhi, per me pari sono.

Ma se la pensate diversamente, vi prego, ditemelo!

Qui trovate la prima puntata della mia rubrica

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".
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