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Phil Hellmuth e l’importanza del money management: “Avevo un patrimonio a 6 zeri ma mi feci stakare”

Vi abbiamo già raccontato degli esordi di Phil Hellmuth nel poker e di come furono molto più complicati di quanto si potrebbe immaginare. Oggi ci concentriamo su un altro aspetto emerso dal bellissimo Podcast registrato insieme a Dan “Jungleman” Cates: il money management. Phil racconta del periodo in cui decise di farsi stakare da qualcun altro

Phil Hellmuth e l’importanza di mettere da parte l’orgoglio

“Vogliamo parlare di orgoglio e dell’importanza di saperlo mettere da parte?” Chiede a un certo punto Phil a Jungleman, il quale ovviamente lo lascia proseguire. “Ti dicevo del fatto che avevo promesso a me stesso che non mi sarei mai più trovato nella situazione di rimanere al verde. Bene, quando inizi a prendere l’abitudine di vincere cambi anche prospettiva nel vedere le cose. Chi mai avrebbe detto che, poco dopo avere raggiunto un patrimonio da un milione di dollari, decisi di farmi stakare?

Molti aspettando di andare rotti per farlo, oppure di prendere prestiti. Io invece mi ero messo due paletti:

  • non chiedere soldi in prestito ai giocatori di poker
  • non dare soldi in prestito ai giocatori di poker

Uno strano brindisi

“Ricordo quel giorno, eravamo con mia moglie al Four Seasons di San Francisco e le dissi “Tesoro, brindiamo perché ho deciso di farmi stakare.” Lei lì per lì non la prese bene “Ma a che diavolo brindiamo? E perché mai dovresti farti stakare?” E io le risposi “Amore, stiamo brindando alla forza del mio money management”.

Il mio patrimonio era fluttuante, da un massimo di 1,4 milioni ero sceso a 1 milione. Parlo di patrimonio che includeva la mia casa e tutti i miei asset, compresi i soldi della mia pensione integrativa che versavo costantemente. Bene, non credo che nella storia ci sia qualche altro giocatore che scende a un milione di dollari e decide di farsi stakare. Perciò misi in chiaro con mia moglie che stavo brindando al fatto che non saremmo mai andati rotti in vita nostra.”

Phil Hellmuth, lo staking con Ted Forrest e quel borsone pieno…

“Ted mi stakò per circa 3 anni, e non fu sempre semplice. All’inizio vinsi 150mila e quindi 75mila a testa, ma poi arrivò il momento in cui andai sotto di 50mila. Perché sai come funzionano i tornei, non puoi vincere sempre. Così giocavo anche cash game, e quando hai 150mila e giochi la 200/400 ma devi anche pensare a mantenere la famiglia e tutto quanto, è difficile avere il giusto focus. Ted allora decise di pagarmi tutte le spese, le bollette eccetera. Questa cosa mi aiutò molto perché potevo giocare con zero pressioni, oltre a passare molto tempo a casa con la famiglia”.

Il risultato di quello staking, durato circa 4 anni (dal 1997 al 2001), fu eccellente, con due braccialetti vinti ma soprattutto un ottimo profit per entrambe le parti. “Ricordo quando avvicinai Ted e gli passai 500mila dollari che avevo vinto in totale. Al tempo giocavo circa al 70%, lui tenne la sua parte. Anzi, mi hai fatto ricordare un altro aneddoto pazzesco di quel periodo”.

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Hellmuth inizia un altro racconto. “Ero con Ted che portava con sé questo borsone a tracolla, con 500mila dollari dentro. Eravamo all’Horseshoe, nel più buio e losco di tutti i parcheggi. Così gli dissi “Amico, non ho voglia di morire per causa tua. Fai qualcosa, prenditi una cazzo di guardia privata. Lui niente, va avanti con quel suo fare goffo, saliamo in macchina e portiamo tutti quei soldi al Mirage.”

Ted Forrest, il momento difficile di un grande campione

Scopriamo dunque che Ted Forrest è stata una figura fondamentale nel percorso che ha portato Phil Hellmuth a diventare il giocatore più vincente nella storia delle World Series Of Poker. Ma nel frattempo che fine ha fatto il buon Ted? Sappiamo che nel 2016 venne arrestato e che in generale i suoi ultimi anni sono stati molto difficili.

Parliamo di uno dei più forti giocatori della storia, che in vita sua ha giocato partite altissime e che faceva parte della famosa “The Corporation” che sfidò il miliardario Andy Beal. Forrest è stato spesso indicato da molti colleghi come il più forte giocatore in assoluto negli Stud Games, tipologie di giochi che gli hanno portato 4 dei 6 braccialetti WSOP vinti in carriera (2 in Stud Hi, 2 in Razz). Tra l’altro, per una strana ironia della sorte l’ultimo suo braccialetto, vinto nel 2014 in un evento Razz, fu proprio ai danni di Phil Hellmuth.

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".