Tra i giocatori più iconici della storia del poker moderno, quelli che hanno fatto divertire di più tifosi, giocatori e addetti ai lavori, c'è sicuramente Tom Dwan, campione dal bluff facile che ha attirato simpatie e antipatie a targhe alterne, facendo parlare di sè in più di un'occasione, soprattutto quando c'è stato da mettere tutto il coraggio del mondo sopra il tavolo verde ed eseguire dei bluff tra i più incredibili, alcuni dei quali immortalati dagli streaming di turno.
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Il "Q & A" del peccato
La specialità preferita da "Durrrr" è quasi sempre stata il cash game, ma i tornei non sono mai stati un'uscita secondaria per il nativo di Edison, New Jersey, che nei giorni scorsi è tornato a far parlare di sé, proprio per una di quelle mani così particolari che lo hanno reso celebre.
Il tutto è venuto a galla, ma sarebbe meglio scrivere "riemerso", in una puntata del canale Youtube Run It Once, durante un Q & A tradizionale sul poker.
Il Question and Answer di quella puntata ha messo in evidenza ciò che successe durante uno dei bluff più famosi di Dwan.
High Stakes Poker
Parliamo in primis di un colpo in cui Dwan è seduto ai tavoli di High Stakes Poker, contro il campione del mondo delle World Series Of Poker Peter Eastgate e il Poker Hall Of Famer Barry Greenstein.
Il colpo comincia con l'esperto Barry aprire una coppia di assi, a a a $2.500, trovando il call degli altri due protagonisti che proseguiranno il colpo fino alla sua chiusura, oltre che di tutto il tavolo, per un piatto che già sale di intensità, prima che sul flop scendano 10 2 2 .
A Greenstein sembra un buon flop da c-bettare a $10.000, puntata sulla quale Dwan prende l'iniziativa con il suo q 10, rilanciando a $37.300 e trovando il call di Eastgate con il suo trips di 2, 4 2 e dello stesso original raiser. Tutti a nanna gli altri.
Greenstein rallenta, Durrrr incassa
Al turn compare un 7 che fa propendere Greenstein ad un'azione meno aggressiva, visto che adesso l'inerzia della mano è passata a "Durrrr", il quale, dopo il check di "Ace On The River", spara la seconda a $104.200 su un pot da $133.500.
E' una puntata che, agli occhi dei suoi due avversari, appare convincente, tanto che sia Eastgate che Greenstein foldano le loro mani migliori.
La fantastica lettura di Dwan
Nel momento in cui Dwan portava verso di sé le chips, un altro commensale del tavolo, l'intramontabile Eli Elezra, forniva la sua lettura in relazione a quanto accaduto e dichiarava che, a suo parere, Greenstein avesse foldato la mano migliore, ma Dwan lo corresse e, con molta lucidità, disse che Eastgate aveva una mano superiore a quella di Greenstein nel momento in cui i due decisero di fodare.
Il ragionamento al Q & A
"Non ero certo in quel momento che Eastgate avesse la mano migliore", ha dichiarato Dwan. "Ma aveva senso che avesse un due."
Dwan ha spiegato che credesse che Greenstein potesse andare in continuation bet molte volte su quel flop a prescindere dal suo punto in mano, il che ha portato lui stesso a fare quella che ha definito apertamente come una "giocata davvero strana."
"probabilmente è terribile, vedendo adesso i punti degli altri" ha proseguito Dwan. "È terribile se chiedi il parere ad un solver, ne sono sicuro. Anche se non l'ho mai fatto."
Quando Eastgate ha chiamato il suo raise al flop, Dwan ha pensato che la mano fosse finita finché Greenstein decise di vedere il turn.
"In quel momento ho pensato: i miei soldi sono finiti. Sono pronto a lasciare il casinò," disse. "Poi chiama anche Greenstein, e io penso, non ha senso. Quando Eastgate chiama, quasi sicuramente ha un due. Io penso, a questo potrei avere una chance. Penso che sia un vantaggio bluffare al turn."
Dwan ha ammesso di non essere sicuro che l'azione fosse tecnicamente corretta, anche con letture perfette.
Il fattore history
"Eastgate era veramente bravo," ha detto Dwan. "Avevamo giocato molte partite 25$/50$ online. Anche se la posta in gioco [su HSP] era molto alta per lui."
E quello era un periodo in cui Dwan vinceva i massimi contro Eastgate, e questo contasse più di ogni board e di ogni punto di quella sessione live.
"Probabilmente avevo fatto tipo 10bb/100 contro di lui nell'ultimo mese. È stata una delle migliori performance che abbia mai avuto contro chiunque altro," ha detto.
"In quel momento pensai che potesse avere la forza di mollare il colpo ed è esattamente quello che è successo".
Chi è "Ace on the River"
Barry Greenstein è uno di quei pro “vecchia scuola” che hanno lasciato il segno non solo per i risultati ma per l’immagine: tre braccialetti alle World Series of Poker (2004 nel No-Limit Deuce-to-Seven Lowball, 2005 nel $1.500 Pot-Limit Omaha, 2008 nel $1.500 Razz) e due titoli nel World Poker Tour, con una reputazione da giocatore solido e poco “show-off”.
Ha spiegato bene per iscritto il suo approccio al poker in Ace on the River, un libro a metà tra esperienza personale e strategia, spesso citato quando si parla di mindset e gestione delle sessioni.


