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WSOP 2026: Sammartino chiude 4°, vince Madsen. Tutte le mani-chiave.

Abbiamo sognato con lui, ancora una volta. Dario Sammartino si rende autore dell'ennesima cavalcata, la prima alle WSOP 2026, che si è conclusa infine con un quarto posto nell'Event #20, 1.500$ Dealers Choice. Il braccialetto è andato a Jeff Madsen, che ha innestato una marcia irresistibile per tutti, dal final table in poi, ed è stato proprio lui l'autore dell'eliminazione di Dario. Vediamo tutte le mani-chiave del final day.

WSOP 2026: il final day di Dario Sammartino nell'Event #20

Dario inizia la giornata con un redraw che lo mette al tavolo con il chipleader Wess due posizioni più a destra e Jeff Madsen due posizioni a sinistra.

L'azzurro parte forte con uno Scoop ai danni di Li, in una mano di Stud Hi/Lo nella quale chiude una scala al 6, che è anche buona come six-low.

Jeff vs Dario, iniziano le schermaglie

Poi è il suo turno di subire Scoop dallo short Jeff Madsen, con il quale si scontrerà più e più volte durante la giornata. Poco dopo è infatti Dario a "scoopare" Madsen, in una mano Stud Hi/Lo Regular, ovvero specialità nella quale i punti low si qualificano anche senza l'obbligo di carte dall'otto in giù. Dario chiude doppia coppia 10 e 2 e un low al 10.

Final table

Al primo break di giornata, Dario è quarto a 2,4 milioni dietro Wess, Mozdzen e Li. Nel frattempo, sale in cattedra Jeff Madsen con tutta la sua esperienza, elimina Dan Geyser in ottava piazza e dà il via al final table ufficioso, che parte così:

POSTOGIOCATORESTACKSTACK IN BIG BLINDSSTACK IN BIG BETS
1Dario Sammartino2,870,0005714
2Philip Wess3,720,0007418
3Kelvin Zhao1,490,000297
4Robert Klein900,000184
5Luteng Li3,280,0006516
6Jeff Madsen1,245,000246
7Clayton Mozden2,905,0005814

Dopo l'uscita di Robert Klein, Sammartino vive un momento interlocutorio che, nel momento dell'uscita di Kelvin Zhao, lo vede scivolare all'ultimo posto su cinque rimasti, anche se sempre a contatto.

Dario terzo con il Badacey, ma Madsen è inarrestabile

Dario risale con un paio di buone mani a Badacey e va in pausa cena in terza posizione a 2,5 milioni, dietro a Wess con 4,3 milioni e soprattutto a Madsen, che ha letteralmente cambiato marcia e guida a 6,1 milioni.

Dopo cena, Madsen continua a martellare, salendo a 9 e poi a 10 milioni, dopo l'eliminazione di Clayton Mozdzen in quinta piazza.

L'americano è lanciatissimo e accorcia ulteriormente Dario, in un colpo di Pot Limit Hold'em in cui costringe l'italiano un sofferto fold sul river j 2 2 9 k . Dario scende a 1,2 milioni.

Galeotto fu il Badeucey: Sammartino esce in quarta posizione

Si arriva così al colpo decisivo, che avviene a Badeucey. Sammartino apre da cutoff, chiamato da Wess sul bottone e da Madsen sul big blind. Al primo cambio, Dario ne prende tre come Madsen, mentre Wess ne cambia due. Dopo check dei tre giocatori coinvolti nella mano, si va al secondo giro di cambi, Madsen stavolta ne cambia una, mentre Wess e l'azzurro due.

C'è ancora check generale per dare vita al terzo draw, in cui Madsen e Sammartino ne cambiano una e Wess due. Madsen punta e Wess si distrae un attimo, buttando via le sue carte mentre il turno spetterebbe a Dario, che comunque decide di mettere le sue 10.000 fiches residue per andare allo showdown:

  • Dario Sammartino 10 7 6 5 3
  • Jeff Madsen 9 7 6 3 2

Dario non è decisamente fortunato nei cambi, perché trova solo un ten low e un 3-card Ten, mentre Madsen ottiene un badugi pieno al 9 ed elimina il nostro campione.

Dario Sammartino esce in quarta posizione, per un premio da 49.383$.

Cosa è il Badeucey e perché Dario Sammartino è uscito

Il Badeucey è un gioco split pot, ovvero in cui il piatto viene diviso a metà: una assegnata al punto migliore in Deuce to Seven Lowball, una al punto migliore a Badugi. Entrambi sono giochi con cambio carte, ma hanno una differenza sostanziale: il 2-7 Lowball è un gioco in cui il punto migliore è 7-5-4-3-2 senza distinzione di semi, mentre il Badugi prevede che la mano migliore sia 4-3-2-A di semi differenti. Poiché però l'asso è considerato carta alta nel 2-7, per il Badeucey il punto migliore a Badugi è 5-4-3-2 di semi differenti.

In questo caso, Dario Sammartino è uscito perché è riuscito a comporre una mano che valeva 10-high per il 2-7 (peggiore del 9-high di Madsen), mentre per il Badugi aveva solo tre carte valide, ovvero 10, 5 e 3 , mentre il suo avversario aveva un Badugi completo a quattro carte.

Madsen si invola e vince il quinto braccialetto

Madsen si è invece definitivamente involato e, dopo l'uscita di Li per mano di Wess, arriva in heads up contro quest'ultimo per il braccialetto, contando su un consistente vantaggio di 12,8 milioni a 3,6 milioni.

Il gap si allarga e il torneo vede la sua conclusione in una mano di Pot Limit Double Draw High. Si tratta di un gioco Pot Limit in cui i giocatori partono con 5 carte e hanno due cambi a disposizione, per centrare il miglior punto alto possibile.

Wess rilancia di piatto a 600.000, rimanendo con 250.000 dietro e Madsen gliele fa mettere tutte rilanciando a sua volta.

Si va allo showdown e Madsen mostra q q cambiandone tre, mentre Wess ha j 8 6 2 e ne cambia una.

Madsen migliora il suo punto con una terza Q, ma è un vantaggio pleonastico, nel momento in cui il suo avversario non trova la sua carta a cuori e il torneo finisce qui.

Jeff Madsen vince il suo quinto braccialetto in carriera, 11 anni dopo l'ultimo che era arrivato in un torneo PLO Hi/Lo. Questo il payout di un final table nel quale Dario Sammartino ha fatto quello che ha potuto, ma i verdetti delle carte sono inappellabili.

POSIZIONE FINALEGIOCATORENAZIONEPREMIO
1Jeff MadsenUnited States$161.057
2Philip WessUnited States$107.341
3Luteng LiCanada$72.042
4Dario SammartinoItaly$49.383
5Clayton MozdzenCanada$34.588
6Kelvin ZhaoUnited States$24.766
Jeff Madsen (Regina Cortina & PokerNews)

Altri tornei WSOP 2026: al Monster altri tre italiani qualificati, Quintavalle e Benso ok nel Big O

Chiudiamo con altri due eventi in cui ci sono stati italiani in evidenza. Partiamo dal Day 1C del 1.500$ Monster Stack, flight che da solo ha accolto 2.896 paganti, qualificando 1.002 elementi per il relativo day 2. Tre i nostri che hanno superato il taglio, tra i quali inseriamo - come sempre - anche lo svizzero Roby Begni, storicamente considerato uno di noi:

POSIZIONEGIOCATORESTACK
594Luca Benedetti108.500
620Roberto Begni102.000
864Raffaele Sorrentino55.500

C'era poi anche l'Event #22 che ha preso il via la notte scorsa. Si tratta di un Big O, ovvero Omaha a cinque carte, Pot Limit e Hi/Lo, con buy-in da 1.500 dollari. 995 i paganti, per un interessante prizepool da oltre 1,3 milioni di dollari distribuito su 150 posizioni ITM. Già scoppiata la bolla e in 133 si sono qualificati al day 2. Tra questi, due gli italiani con ambizioni da braccialetto, Ferruccio Quintavalle e Sergio Benso:

POSIZIONEGIOCATORESTACK
45Ferruccio Quintavalle203.000
106Sergio Benso76.000

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Immagine di copertina: Dario Sammartino (Eloy Cabacas & PokerNews)

Giornalista - Poker e Sport Editor
Nato nel 1972 in Calabria, pratica diversi sport con alterne fortune, anche per via di un fisico non esattamente da Guardia Svizzera. Dai primi anni ’90 ad oggi, il suo percorso lavorativo e di vita non ha mai smesso di accompagnarsi alle varie passioni: dalla musica alle arti visive, alla tecnologia e alla scrittura. Prima DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, quindi giornalista. Nel 2006 scopre il Texas Hold’em che dal 2007 diventa il suo pane quotidiano, creando la prima redazione online interamente dedicata al poker, in Italia. Anche lo sport non ha mai smesso di essere parte della sua vita, seppur non vissuto ma raccontato. Da anni scrive di calcio, basket e tennis, con particolare amore per quest’ultimo, ben prima che diventasse sport nazionale con la Sinner-mania e tutto ciò che ne consegue.