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Chris Moorman: “I tornei high roller? Li lascio agli altri”

[imagebanner gruppo=gazzabet] Malgrado abbia un grande successo nei tornei online, ed anche dal vivo abbia piazzato più di una zampata, Chris Moorman fa parte di quella scuola di pensiero fra i torneisti che non nasconde il fascino dei tornei live, ma più spesso che no ne rimane alla larga.

Non c’è nulla che possa eguagliare la sensazione di andare deep in un torneo dal vivo – ha ammesso a pokerplayer.co.uk – arrivi al day 5 e non riesci a dormire, tutti i tuoi amici sono lì, alla fine diventa quasi un’assuefazione, specie se riesci ad avere successo”. E tuttavia, grindare tornei live non è esattamente in cima alla lista delle sue priorità. Anzi.

“Anche in un side event piuttosto importante, servono due giorni per finire in the money, e se finisci trentesimo è deprimente, perché non hai poi troppe opportunità di arrivare fino in fondo nel poker dal vivo. Recentemente sono arrivato 38esimo all’EPT di Londra, c’era un side event da 2.000 sterline ma non l’ho giocato. A che serve, lo vedo come uno spendere due o tre giorni per andare deep e poi non vincere”.

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Ed anche per quanto riguarda i tornei High Roller e Super High Roller – che pure hanno molto successo fra i professionisti maggiormente affermati – il britannico mostra di avere una posizione ben precisa, e piuttosto contraria a quella che è l’opinione dominante fra i suoi pari, se così possiamo chiamarli: “Mi sembra che la gente non faccia altro che passarsi i soldi fra sé, alla fine diventa solo un modo per finire in televisione – spiega – tuttavia, sarebbe interessante vedere Dan Colman continuare a vincere e prendersi tutti i soldi dei tedeschi”.

Infine, ammette che proprio osservando “mrGR33N13” giocare in heads-up in televisione abbia avuto occasione di studiarlo per migliorare il proprio gioco: per sua stessa ammissione i torneisti generalmente non sono dei maestri nel testa a testa, e così prendere lezione dal migliore non può che essere un’occasione.

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