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Come giocare il Main Event

Per coloro che parteciperanno ad un Main Event sanno che lunghe ed estenuanti giornate di Poker sono all’orizzonte, pertanto arrivarci riposati è estremamente importante. A parte questo consiglio, ci sono svariati modi di affrontare le diverse fasi dell’evento che possono aiutarvi a sviluppare e mantenere uno stack che ti possa far star sereno.
Nelle prime fasi di un grande torneo, come può essere il Main Event delle WSOP, ci sono ampie possibilità che tu sia seduto con 9 giocatori a te completamente estranei.

Molti di loro non saranno nemmeno giocatori di grande livello. Inoltre, a questo punto del torneo, hai a disposizione molte chips rispetto al livello dei blinds. E’ questo il momento per cercare di costruire il tuo stack piano piano. Non hai bisogno di raddoppiare velocemente e sicuramente non devi rischiare troppe chips fino al momento in cui non sei assolutamente certo di sapere a che punto sei.

Questo non significa che devi giocare chiuso pre-flop. Quando giochi contro avversari deboli e hai molte chips, devi cercare di vedere quanti più flop possibili nel modo più economico. Puoi limpare, fare call o addirittura raise con un’ampia scelta di mani e da lì decidere come muoverti.

Il più delle volte non centrerai il flop, ma in queste mani in cui sarai costretto a foldare perlomeno non avrai perso molto. Quando invece riuscirai ad avere un buon punto, raccoglierai molte chips da giocatori che la maggior parte delle volte non sono in grado di prendere delle buone decisioni. Potrai così usare la tua abilità per bilanciare le tue vincite e le tue perdite e lentamente costruire il tuo stack.

Quando poi il torneo sarà nelle fasi avanzate molti giocatori saranno già stati eliminati, quelli che incontrerete successivamente è probabile che sappiano prendere ottime iniziative post flop. Alcuni potranno essere degli avversari eccellenti, anche PRO capaci di “leggere” molto bene. Vi ritroverete con molte chips ma con i blinds che sono diventati assai alti; uno stack medio può contenere 25 o 30 blinds.

Questo è anche il momento in cui dovrete essere più predisposti al gambling.

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Così dicendo non intendo dire che dovete rischiare tutto con un draw nella speranza di fare “scala o colore”. Ci sono alcune situazioni in cui sarete obbligati a mettere tutte le vostre chips nel piatto anche se non siete entusiasti della mano che avete. Ad esempio: nelle prime fasi del torneo non punterei mai il mio stack con una mano come Top Pair, top-kicker… semplicemente non sono abbastanza forti. Ma più avanti nel torneo potrei non avere altra scelta che puntare tutto con A K se centrassi il K al flop. Per me questo tipo di giocata è qualcosa che equivale al gambling.
Queste sono delle linee guida generali per giocare in grandi tornei. Vedere molti flop all’inizio e costruire così lo stack piano piano con il vantaggio delle nostre abilità post-flop. E più avanti è meglio essere un po’ più tight e cercare le opportunità che richiedono più il gambling.

Se parteciperete ad un Main Event, ricordatevi questi pensieri e… Good Luck.

Gus Hansen

L’articolo è stato tratto da FULL TILT

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