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Davide Cojaniz dopo la vittoria del Sunday High Roller:"Vi racconto chi è realmente propodave"

Dietro al nickname 'propodave', che questa settimana ha vinto il Sunday High Roller di  PokerStars Poker Sisal Poker e Snai Poker, c'è un giocatore che vanta lunghi trascorsi nel poker e che sente di appartenere più alla dimensione live del gioco.

Non a caso nel 2018 Davide Cojaniz è stato anche il Player of The Year alle ISOP. Ma come ha dimostrato anche questa domenica, il player friulano sa bene come lasciare il segno anche a poker online. Ecco la nostra chiacchierata a distanza con 'propodave'.

Chi è 'propodave'

Ciao Davide, per iniziare presentati ai nostri lettori!

Mi chiamo Davide, ho 37 anni e abito a Lignano Sabbiadoro in provincia di Udine, nel Friuli Venezia Giulia. Nella vita sono un dipendente pubblico e lavoro per il Comune in cui vivo. Gioco a poker dal lontano 2009, sia live che online, ma ho sempre prediletto il gioco dal vivo. Per dire, il mio primo account online a soldi veri l’avevo aperto su Full Tilt, che ricordi!

Ho iniziato a prendere questo gioco più seriamente dopo l’ottenimento della laurea in Giurisprudenza nel 2017. Prima era molto difficile conciliare le due cose. Ho sempre frequentato il Casinò Perla di Nova Gorica che dista 35 minuti di viaggio da dove vivevo prima e 50 minuti da dove vivo attualmente. Guarda caso, appena mi sono sistemato sia a livello lavorativo, sia affettivo, è arrivato il primo torneo live vinto, un braccialetto ISOP. Dopodiché mi sono dedicato a fondo al gioco, prevalentemente a quello dal vivo che resta il mio main game.

Oggi quanto giochi? Studi anche, magari con un coach?

Guarda, l’anno scorso sono diventato papà a luglio e quindi ho chiesto un part-time in Comune per dedicarmi alla sua crescita. Stando a casa ho potuto mantenere un certo volume di gioco. Sono stato uno studente autodidatta per diversi anni ma poi ho avuto vari coach. Subito dopo l'Università, la scuola di Andrea Iocco, poi un pacchetto di lezioni con Rino Fusco e, da ultimo, un altro pacchetto con Nicolò Serlenga. Poi sono arrivati i Solver, nel 2023 ne ho capito le potenzialità e mi son messo a studiare un sacco con questi nuovi strumenti. Oggi studio o da solo o con i miei due amici e “compagni di classe” Davide Marchioro e Manuel Ferrari. Con loro si è creata una sinergia incredibile e ci sentiamo praticamente tutto il giorno, tutti i giorni, per condividere spot, idee e pareri migliorandoci l’un l’altro. Infine, da poco sono seguito anche da uno psicologo e mental coach, Nicola Valentini.

Ho sempre un fantastiliardo di dubbi, sto analizzando il torneo già dal giorno dopo

Davide Cojaniz

Il racconto del torneo

Veniamo al Sunday High Roller vinto: al tavolo finale conoscevi qualche avversario? Ti sei 'adjustato' strategicamente o tatticamente?

Al tavolo finale avevo flag sui principali reg presenti. Non avevo note particolari ma un discreto storico di mani sì. All'inizio ho giocato abbastanza standard anche perché avevo poco spazio di manovra, sia per la situazione degli stack, sia per le carte. Inoltre, al tavolo c’erano parecchi occasionali, tra cui un bel “missile” (un giocatore in stato di eccitazione che spara volentieri le chips al centro del tavolo, ndr). Poi sono arrivate una eliminazione dietro l’altra fino a quando ci siamo trovati a 3 left io, l’occasionale aggressivo e 'VvsMolly'.

Ho cercato di pazientare e di utilizzare l’aggressione degli avversari come un judoka, fino a quando l’occasionale si è consegnato in due spot dove, come pronosticato, ha fatto tutto lui e io ho dovuto pigiare solo 4 volte il tasto “call”. In heads-up partivo in vantaggio ma non è stato un duello per nulla facile, perché il mio avversario, cui porgo i miei più sinceri complimenti per il secondo posto, era molto preparato, con un gioco brillante ed aggressivo. Ma non mi sono fatto intimorire e con concentrazione, abilità e una buona dose di fortuna son riuscito a spuntarla.

Ricordi le mani più grandi del final table? C'è stata qualche mano che hai giocato che ti ha lasciato qualche dubbio? C'è stato un momento in cui hai pensato che la vittoria era già tua?

Le mani più interessanti del tavolo finale sono state quelle giocate contro l’occasionale aggressivo e un paio di mani dell’heads-up che ho giocato in bluff e sono andate bene, oltre alla mano finale. Per quanto riguarda i dubbi quelli ne ho un fantastiliardo e sto rivedendo e analizzando il torneo già dal giorno seguente la vittoria. Diciamo che quando vinco un torneo perlomeno son sereno e il dubbio non mi corrode come avviene in altre situazioni ben più frequenti. Anche per questo mi son fatto seguire dal mental coach, perché okay, l’aspetto tecnico del gioco è importante, ma anche quello psicofisico è fondamentale. Infatti, pratico anche tanto sport e la meditazione mindfulness.

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Davide Cojaniz a un torneo live

Live vs online

Ho visto che non è affatto il tuo shot più grande online, ma questo è il primo Sunday High Roller che metti in bacheca vero? Dopo l'ultimo showdown hai esultato? Hai altri domenicali in bacheca? Che differenza c'è tra vincere il Sunday High Roller e l'evento SCOOP che hai vinto a marzo?

L’Heads-Up è stata la parte più difficile per i motivi che già ti dicevo ma anche la parte più gratificante. Perché fare primo è bello ma farlo contro un reg preparato lo è ancora di più. Questo sì, è il mio primo Sunday High Roller vinto. Il mio shot online più grande è stato un evento SCOOP mistery bounty per circa 12k l’anno scorso. In entrambe le occasioni ho esultato! Bisogna saper gioire delle cose belle. Ricordarsi da dove veniamo e tutte le difficoltà affrontate lungo il percorso. Infatti, per alcune vittorie, anche live, mi sono a volte sorpreso di non provare la gioia che ci si potrebbe aspettare in situazioni simili. Penso che questo sia dovuto al fatto che a un certo punto ci si possa abituare al fatto che sia la normalità ottenere dei risultati costanti e quindi da qui anche la necessità di trovare stimoli maggiori per il futuro.

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Si può dire che il live sia la tua dimensione di gioco preferita? Quali sono le maggiori differenze che riscontri tra live e online? Cosa ti piace più del live e cosa dell'online, e invece cosa ti piace di meno e del live e dell'online?

Esattamente, il live è la mia dimensione. Il Casinò Perla è la mia seconda casa. Da qualche anno però giro anche altri casinò europei, come il King’s Resort di Rozvadov o i due casinò a Bratislava o, ancora, Campione da quando ha riaperto. Di differenze tra i due mondi ce ne sono parecchie. Quelle che mi vengono subito in mente riguardano i field, molto più soft nel circuito low buy-in live. Ma anche le skills necessarie per affrontare l’uno o l’altro gioco. Non tutti i giocatori sanno adattarsi ai due mondi, cambiare l’atteggiamento o adottare dei piccoli ma necessari accorgimenti a seconda della situazione.

Del live mi piace percepire le sensazioni reali, vere del gioco. Guardare le persone in faccia, toccare le carte, le fiches. Mi piace avere una mia immagine al tavolo ben precisa che nel tempo mi sono costruito, fermo e impassibile qualsiasi cosa accada. Mi piace la dimensione più lenta del gioco, concentrarmi su aspetti che nell’online non sarebbe possibile fare o nemmeno tanto necessari. D’altro canto, del gioco virtuale mi piace il lato pratico, veloce. Mi piace il fatto di non avere i costi della trasferta e che prima, durante e dopo il gioco sono più libero. Posso aprire più tornei e attutire molto più velocemente la varianza.

Del live non mi piace il fatto di dovermi separare dalla mia famiglia e l’enorme stanchezza che si rischia di accomulare in trasferte lunghe. Dell’online non mi piacciono certi fenomeni di collusion e multiaccounting che in alcuni casi si verificano.

Progetti e ringraziamenti

Questa vittoria cambierà qualcosa delle tue abitudini pokeristiche, magari soprattutto online, e caso mai cosa?

Questa vittoria non cambia le mie abitudini, anche se rinnova ancora una volta la fiducia in me stesso e nel lavoro che sto portando avanti con passione, sacrificio e dedizione. Oggi giocherò live al perla il Day1 del Remida organizzato da Eurorounders, un divertente torneo giocato a squadre. Da inizio ottobre riprenderò con le trasferte live e giocherò il 5M gtd Rozvadov, il Sunday Million ibrido a Campione e il Tana delle Tigri a Nova a fine mese. Sto programmando il resto dell’anno ma ancora non ho ben deciso.

Per il futuro ambisco a migliorarmi sempre di più e a riuscire a giocare con costanza il circuito EPT e i più grandi tornei europei. Poi chi lo sa, magari un giorno giocherò anche le WSOP a Las Vegas. A oggi viste le tasse che eventualmente dovrei pagare non mi sembra così profittevole.

Siamo ai saluti, se hai ringraziamenti e/o dediche è questo il momento!

Saluto voi, tutti i vostri affezionati lettori, mio figlio Leonardo e la mia compagna Francesca. Saluto anche la mia famiglia, i miei amici storici Thomas, Menny, Sic. Gli amici pokeristi Stefano, Manzo e Dade e il Team IOM di Roncade (LSD)! Tutti gli altri amici che mi hanno accompagnato lungo questo percorso e quelli che mi sostengono anche sui social incitandomi e fornendomi la carica quando convidido con loro le mie avventure. Infine, saluto anche tutti gli avversari live e online. Auguro a tutti di ottenere tante gioie sia ai tavoli che nella vita in generale!