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Giuseppe Ruocco: “Win the Button? Struttura top e un format che favorisce i player aggressivi”

Nemmeno il tempo di familiarizzare con i tornei Win the Button, una delle novità di PokerStars.it, che Giuseppe ‘peppruocc’ Ruocco ha subito trionfato. Giovedì, il player campano si è intascato i €1.645 destinati al vincitore di questo torneo da €50 di buy-in in cui chi vince la mano diventa il bottone in quella successiva.

Sempre disponibile, ‘peppruocc’ ha accettato di fare quattro chiacchiere con noi per parlare non solo del Win the Button, ma anche di Beat the Clock e dei nuovi PokerStars Championship e Festival.

Pronti-via e hai subito battezzato il Win the Button. Impressioni a caldo su questo nuovo format?

Devo premettere che sono sempre aperto alle novità, perché creano un po’ di movimento, di frizzantezza. Quando esce un format nuovo, c’è il piacere di provarlo. Anche se non mi piacciono molto i tornei con 3.000 chip di partenza, come appunto il Win the Button, devo dire che questo ha una struttura veramente pazzesca, che non collassa mai.

Mi è piaciuto molto proprio per questo aspetto, perché si riesce a giocare a poker tecnicamente fino alla fine. Tolti il Night on Stars e il The Bigger, non c’erano altri tornei settimanali con queste belle strutture.

Secondo te, è un format che favorisce i reg o è adatto anche ai giocatori amatoriali?

Il Win the Button è andato a sostituire il Big 50, che già era un torneo che giocavano tutti i regular. La formula mi affascinava perché avevo intuito che potesse rappresentare una buona commistione tra full ring e 6-max (che ritengo il mio Main Game).

Dico così perché vincendo il bottone si giocano più mani in generale e soprattutto più mani in posizione. Questo avvantaggia sicuramente chi gioca bene post-flop, chi sa aggredire sia pre che post. Normale dunque che sia un torneo che avvantaggia i regular.

Magari cambiandogli l’orario si potrebbe favorire una maggiore presenza di giocatori amatoriali; non è da tutti mettersi a giocare un MTT dopo le 23…

Ovviamente l’orario di partenza è un po’ scomodo, ma non credo che incida molto sul giocatore amatoriale, perché i tornei da 50 euro e con re-entry, come il Win the Button, sono un po’ fuori dal loro range.

Il giocatore amatoriale, orario a parte, non è particolarmente attratto dal buy-in e dal re-entry, che è un’arma a doppio taglio: da un lato favorisce il reg che non si fa problemi a rientrare, dall’altro frena l’amatoriale che magari non ha €100 da giocarsi.

Spero comunque che il Win the Button riesca ad attecchire: secondo me è stato scelto un buon garantito (€5.000, ndr) e mi auguro che manterrà questi numeri, sui 200-220 iscritti.

Quali adattamenti strategici sono necessari per affrontare un torneo Win the Button?

Come ho già accennato poco fa, è superfluo dire che conviene sempre aggredire per avere il bottone e la miglior posizione, che sono le cose fondamentali nel poker. Poi posso dirti che essendo così giocabile come struttura, bisogna cercare di arrivare in late game perché lì si può davvero giocare a poker in maniera tecnica.

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Questo aspetto non è così scontato come può sembrare: questa struttura ti permette tranquillamente di preservare il tuo stack quando serve, o di aggredire in base all’avversario.

Un’altra novità di PS sono i tornei Beat The Clock. Ti piacciono? Credi che possano essere battibili nel long term?

Ultimamente ho avuto degli impegni extra poker e in tutta sincerità, così come giovedì è stata la prima volta che ho provato il Win the Button, non ho mai provato i Beat the Clock. Naturalmente conosco la formula e l’ho anche un po’ studiata a livello teorico, come faccio sempre.

Di primo acchito non mi fa impazzire: magari la proverò e troverò dei lati positivi, ma secondo me questa modalità distorce troppo il gioco e diventa più un azzardo simile agli Spin & Go. Però bisogna dire che tanti professionisti hanno dimostrato che anche negli Spin si può fare profit a lungo termine, quindi non escludo che questo non possa capitare anche nei Beat the Clock.

In ogni caso, queste nuove formule sono necessarie per ridare verve al mercato del .it. In questi mesi devo dire che qualcosa si è mosso: ci sono delle novità che hanno attecchito bene e altre meno, ma credo che la direzione sia quella giusta.

Per concludere, che ne pensi della decisione di Stars di mandare in soffitta l’EPT e i vari circuiti nazionali a favore di PokerStars Championship e PokerStars Festival?

A livello oggettivo, sebbene io non abbia ancora gli strumenti necessari per valutare, presumo sia un cambiamento che attiene maggiormente a ragioni di marketing che altro. Però non avendo mai frequentato il circuito EPT, non posso conoscere le differenze tecniche e organizzative.

Soggettivamente, mi dispiace che IPT ed EPT siano finiti in cascina: da un punto di vista ‘romantico’ mi mancheranno. Soprattutto l’EPT, che considero l’elite mondiale del poker anche più delle WSOP.

Sono sicuro però che basterà qualche esperienza positiva nei Festival e nei Championship per farmi dimenticare presto delle vecchie formule!