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Gli americani giocano ancora a poker online, su Bovada

Se pensate che negli Stati Uniti si possa giocare a poker online soltanto in Nevada, Delaware e New Jersey vi sbagliate. In effetti, più di una poker room è disponibile sul mercato, e quella più gettonata è senza dubbio Bovada.

COME NASCE BOVADA – Si tratta di fatto di una skin, accessibile soltanto ai giocatori statunitensi, che condivide il traffico con Bodog, realtà invece accessibile a livello internazionale. Bodog è nata nel 1994 nel mondo del gaming, con il quartier generale basato ad Antigua, che ha cominciato ad operare nel mondo del poker solo nel 2004, senza mai fare il botto.

Nel corso degli anni i guai con la giustizia statunitense non sono mancati, e così alla fine del 2011 ecco l’idea: ottenere una licenza in Canada, più precisamente in Quebec, e trasferire forzosamente tutti i giocatori statunitensi sulla nuova piattaforma, controllata proprio come Bodog dal Morris Mohawk Gaming Group. Inutile dire che quei server, in Canada, non ci sono finiti per caso.

La licenza per operare è stata infatti rilasciata dalla Kahnawake Gaming Commission, che regola le concessioni di gioco nel territorio dei Mohawk, gli indiani del Nord America che vivono proprio nel Kahnawake, un’area di circa venti miglia quadrate non distante da Montreal. Siccome quel territorio è sempre stato di sovranità dei Mohawk, sono liberi di concedere concessioni sia terrestri che online. Era proprio grazie ad una loro concessione che operava in passato Ultimate Bet.

PAROLA D’ORDINE: SALVAGUARDARE – Ma cosa offre Bovada, e perché gli statunitensi sembrano generalmente preferirla ad altre opzioni? Anzitutto per il traffico, ottenuto grazie ad un’offerta che spazia tra le diverse varianti di poker e che propone tavoli di cash game online fino al NL2000: il picco giornaliero dei giocatori attivi ai tavoli supera i 3.000. Per avere un termine di paragone, stando ai numeri riportati da PokerScout.com siamo ai livelli di Winamax.

La piattaforma offre tavoli anonimi sia per quanto riguarda i tornei che il cash game, rendendo di fatto inutili tutti i software di tracking. Abbracciando la stessa filosofia non esistono waiting list, così come i tavoli completati vengono resi invisibili nella lobby. Coerentemente, il multitabling è possibile ma non in modo massiccio, visto che al massimo è possibile aprire 4 tavoli contemporaneamente.

Non esiste la rakeback né un VIP System, anche se è disponibile un bonus sul primo deposito. Di fatto, molti dei professionisti statunitensi che – spinti da ragioni personali o di altra natura – hanno deciso di rimanere negli USA anziché emigrare si danno spesso e volentieri appuntamento qui. Già, ma per quanto riguarda i cash out? Questo è un punto su cui molti giocatori hanno dei comprensibili timori, ma leggendo le testimonianze di chi ha già prelevato con regolarità non sembrano emergere problemi particolari.

Pare infatti che uno dei metodi preferiti dai player sia l’assegno, che impiega circa una settimana per arrivare al proprio domicilio tramite corriere: i costi, per un cash out al mese, sono a carico della piattaforma stessa. L’aspetto curioso è che spesso arrivano da Singapore, mentre altri sono emessi da una banca canadese. In entrambi i casi, pare che la maggior parte delle volte i giocatori non abbiano grossi problemi ad incassarli.

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Dal NL5 al NL25 è perfino presente una versione di “fast poker”, e Bovada pare essere la sola piattaforma (tra coloro che offrono ancora gioco agli statunitensi) a garantire questa opzione.

Negli ultimi anni pare che il traffico sia aumentato, sia per quanto riguarda il cash game che i tornei, probabilmente favorito anche dal fatto che il “passaparola” tra i giocatori – circa un traffico decente e tempi di attesa per il cash out umani – abbia convinto molti diffidenti della prima ora a non aspettare oltre, visto anche che la legalizzazione a livello federale del poker online negli USA appare tutto tranne che dietro l’angolo.

Più di qualcuno è stato anche convinto da fattori logistici, visto che nonostante la diffusione dei casinò che possa vantare gli Stati Uniti per molti si tratta comunque di guidare qualche ora per poterli raggiungere, ed in diversi finiscono col concludere che non ne valga la pena.

Naturalmente al di là dell’oceano ancora maledicono il Black Friday, guardando certamente con invidia a chi possa invece contare su un’offerta migliore: nonostante questo, in qualche modo i grinder a stelle e strisce paiono essere riusciti ad arrangiarsi comunque.

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