Un'inchiesta nata su forum TwoPlusTwo ha costretto la poker room asiatica QQPK (non raggiugibile dall'Italia) a bannare 893 account e ad ammettere un giro di collusion. Ma secondo le ricostruzioni di un cacciatore di bot (Vojtech Cervinka) della Repubblica Ceca, i profili sospetti sono più di 11.000.
L'inchiesta partita dal forum TwoPlusTwo
Non è stata una commissione di gioco a scoprirlo, né il reparto sicurezza della piattaforma. A sollevare il caso sono stati i giocatori stessi, armati di fogli di calcolo e milioni di mani giocate analizzate. Al centro della storia c'è QQPK, una poker room quasi sconosciuta in Europa ma molto presente nel circuito online e live asiatico, come sponsor principale di alcuni dei brand più famosi da quelle parti.
In meno di due settimane la sala ha bannato 893 account, confiscato le loro vincite e messo sul piatto un fondo di risarcimento da 300.000 dollari. Una reazione rapida, che però non ha chiuso la questione.
La room ha inoltre riconosciuto l’esistenza di un gruppo organizzato che condivideva informazioni sulle carte coperte.
L'indagine dei giocatori: 2.587 account sospetti
Il caso diventa pubblico il 9 ottobre 2026, quando l’utente "QQPK_enjoyer" presenta sul forum Two Plus Two un’indagine condotta insieme ad altri collaboratori. Il materiale era già stato segnalato alla sala nei giorni precedenti.
Il campione comprende circa circa 26 milioni di mani-giocate, raccolte in 27.936 tornei multitavolo disputati tra il 2 luglio e il 2 ottobre.
Gli "investigatori" segnalano 2.587 account con comportamenti compatibili con il gioco automatizzato: profili statistici molto simili, controrilanci di dimensioni ricorrenti e un uso sistematico del limp seguito dalla 3-bet.
Poi c’è il dato che accende il confronto. Su 193.757 all-in analizzati, il gruppo sospetto avrebbe ottenuto circa 138.705 big blind più del valore atteso in base all’equity, con uno scarto calcolato dagli autori in 14,6 deviazioni standard.
Un risultato estremamente anomalo secondo quel modello. Non costituisce, da solo, la prova che qualcuno conoscesse le carte avversarie o che il sistema di distribuzione fosse manipolato. Gli stessi autori precisano di non avere dimostrato un coinvolgimento dell’operatore né individuato con certezza il meccanismo all’origine dei risultati.

La risposta di QQPK: dai primi ban ai rimborsi
Il 13 ottobre QQPK annuncia la chiusura permanente di 724 account per gioco automatizzato non autorizzato. Il 15 ottobre il totale sale a 893.
Secondo la ricostruzione della sala, 567 provengono dall’elenco iniziale degli investigatori e altri 326 sono stati individuati attraverso i controlli interni. I restanti 2.020 account della prima segnalazione rimangono sotto osservazione e ulteriori verifiche.
Spunta la collusion
QQPK descrive un gruppo organizzato che utilizzava più account agli stessi tavoli e si scambiava in tempo reale informazioni sulle carte coperte. Un vantaggio illecito che può influenzare le decisioni, anche attraverso la conoscenza dei blocker: le carte già in mano ai complici e quindi indisponibili per gli altri giocatori o per il board.
La sala attribuisce i risultati anomali alla collusione e a problemi di duplicazione nei dati esterni. La metodologia e il peso di questi fattori restano oggetto di discussione.
L’operatore dichiara inoltre di non aver trovato evidenze di manipolazione del generatore di numeri casuali, accessi non autorizzati ai dati del server o strumenti per vedere le carte coperte degli avversari. Sono le conclusioni della sua indagine interna, da distinguere da una validazione indipendente.
Come funziona il risarcimento da 300.000 dollari
Come funziona il risarcimento da $300.000
Il fondo annunciato da QQPK comprende 64.627 dollari confiscati agli account bannati e altri 235.373 dollari messi a disposizione dalla società.
Per i giocatori idonei, la sala ha indicato il 20 ottobre come data di accredito automatico sul conto di gioco, senza necessità di presentare domanda e con possibilità di prelevare le somme.
Le condizioni, però, restringono la platea. Il piano richiede contemporaneamente la partecipazione a un torneo multitavolo negli ultimi tre mesi, la presenza di almeno due account sanzionati allo stesso tavolo nella medesima mano e una perdita netta complessiva nei tornei interessati.
Sono esclusi gli account sospesi o disattivati.
È uno dei punti più contestati. Anche chi ha incontrato un solo account irregolare può aver subito un danno; allo stesso modo, un giocatore vincente potrebbe aver guadagnato meno di quanto avrebbe ottenuto in una competizione regolare.
Il cacciatore di bot e gli oltre 11.000 nick sospetti
A mettere in discussione le dimensioni del fenomeno è Vojtech Cervinka, giocatore e analista ceco conosciuto online come MTT Database Review.
La sua ricerca prende in esame circa 24 milioni di mani-giocatore, ricavate da 3,78 milioni di storici di mano. Secondo la sua classificazione, circa 17,5 milioni di quelle osservazioni sarebbero riconducibili a presunti bot: oltre il 70% del campione analizzato.
Quella percentuale riguarda il suo database e non può essere automaticamente estesa all’intero traffico della piattaforma.
Cervinka ha pubblicato un elenco di 11.469 nickname sospetti, selezionati soprattutto attraverso comportamenti strategici insolitamente uniformi. L’elenco contiene però nomi di gioco, non necessariamente altrettanti account distinti: eventuali cambi di nickname possono incidere sul conteggio.
Anche le somiglianze tra i nomi vanno trattate con cautela. L’analista le presenta come un elemento accessorio; il criterio principale della selezione resta il modo di giocare.
Il divario rispetto agli 893 ban rimane comunque rilevante.
Bot e collusion e osservazioni sul client
Gioco automatizzato e collusione descrivono due violazioni differenti. Un bot utilizza un software per prendere decisioni; un gruppo collusivo condivide informazioni o coordina le azioni per ottenere un vantaggio sugli avversari.
Le due condotte possono anche sovrapporsi. Una rete di account automatizzati può scambiarsi informazioni sulle carte, mentre giocatori umani possono colludere senza utilizzare bot.
Per questo motivo il riconoscimento della poker room della collusione non risolve la questione sulla presenza di bot. Servono verifiche capaci di chiarire entrambe le componenti e il loro impatto sui tornei. Un punto ancora oscuro.
Nel dibattito sono emerse anche osservazioni tecniche sul client: l’invio del mazzo cifrato prima della distribuzione e altri dettagli.
QQPK ha risposto pubblicamente. Per la sala, il mazzo cifrato serve a consentire controlli successivi sulla corrispondenza delle carte distribuite.
Rimane la richiesta di verifiche indipendenti sulla sicurezza del client e sulle spiegazioni fornite ufficiali della room.
Le domande ancora aperte
Gli account bannati e il fondo di rimborso rappresentano provvedimenti concreti. Restano però da chiarire l’effettiva estensione del gioco automatizzato attraverso migliaia di bot, la corrispondenza tra gli elenchi esterni e i controlli interni e la capacità del piano di compensazione di coprire tutti i danni.
QQPK ha anche annunciato un programma Integrity Bounty per valorizzare le segnalazioni dei ricercatori esterni. L’iniziativa avrà peso se porterà a controlli verificabili e a risposte sulle posizioni ancora contestate.
Il punto di partenza resta il lavoro della community: sono stati i giocatori a raccogliere i dati e a rendere pubblico il caso. Per ricostruire la fiducia, ora, occorrono risultati controllabili anche da chi siede dall’altra parte del tavolo.
L'importanza di giocare nelle poker room legali italiane
Per i giocatori italiani è vietato l'accesso alla poker room asiatica QQPK. I players residenti in Italia possono accedere alle poker rooms legali riconosciute dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). I siti .com non autorizzati sono oscurati dalla stessa ADM. I giocatori che aggirano tali blocchi e maturano vincite su questi siti illegali hanno l'obbligo di dichiarare tali somme incassate (al lordo delle perdite per la legge italiana) all'Agenzia delle Entrate.