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MTT: un fold che non piace a NeverScaredB

Nessun giocatore di poker ha sempre ragione, nemmeno Ben “NeverScaredB” Wilinofsky: nonostante ciò, commentando questa mano il canadese è convinto che chi l’abbia giocata avrebbe decisamente potuto fare di meglio.

Stiamo giocando un torneo re-buy da 50 dollari nel week-end, dal field piuttosto ristretto: al tavolo ci sono sette giocatori ed i bui sono a quota 600/1.200. 

Un giocatore in middle position, che su 900 mani sta giocando 16/11 con un fold alle 3-bet del 75%, apre a 2.400 con uno stack di circa 75.000 fiches, e noi che lo copriamo di poco 3-bettiamo a 7.000 dal grande buio con a k , venendo chiamati.

Il flop è 6 9 10, e così decidiamo di c-bettare a 7.200 su un piatto di 15.400, ma il nostro avversario chiama. Il turn è il a , ed hero decide di limitarsi a check/callare la puntata del giocatore in middle position, pari a metà piatto. Una volta al river, cade il k , noi checkiamo ancora una volta e villain va all-in per 44.500 fiches su un piatto da 60.000. Hero decide così di foldare, ma per Wilinofsky è uno sbaglio, e non il solo.

Il primo Ben lo riscontra già al turn: “Al tuo posto avrei puntato – spiega – perché il tuo avversario ha molte mani nel suo range che possono ancora contare fra i sette ed i dieci out per migliorare”. L’obiettivo è quindi duplice: estrarre valore, ma anche proteggere la propria mano non regalando equity a quella avversaria.

Al river infine secondo “NeverScaredB” al posto di hero non si può mai foldare. E’ vero che il nostro avversario sembra piuttosto chiuso, ma a suo avviso nel suo range ci sono comunque tutta una serie di bluff, e non solo: “Anche ammesso che punti sempre con QJ al turn – premette, dandolo evidentemente come tutt’altro che scontato – la nostra mano è al top del nostro range, su un board dove dovrebbe chiamare al flop con un gran numero di mani. Su quel river dovrebbe biuffare spesso, con tutta la parte del suo range che non può battere un asso”.

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La nostra mano, anche contro un range piuttosto “pessimistico” composto da AT/66/99/TT/87/QJ/KJ, ha un’equity di poco superiore al 32%, e considerando che il nostro avversario va all-in per meno di una pot sized bet questo fa sì che a detta di Wilinofsky il call non solo sia la scelta migliore, ma di fatto anche la “sola” possibile.

 

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