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Ogni Gus Rivelato – parte 1

Gus Hansen e’ senza ombra di dubbio un personaggio unico nello scenario pokeristico contemporaneo. Il suo stile apparentemente spregiudicato e iperaggressivo, accoppiato ai numerosi successi ottenuti in grossi eventi live hanno portato alla ribalta quello che oggi è sicuramente un front man del texas hold’em “moderno”.
L’uscita del suo primo libro “Ogni mano rivelata” era attesa da quel pubblico pokeristico curioso di scoprire i segreti del suo gioco, di quel gioco che gli ha fatto guadagnare l’appellativo di “the Madman”.

Prendiamo spunto quindi da questa curiosità per proporre un’analisi del “madman’s style”; l’intenzione non è quella di riscrivere l’opera dell’autore (peraltro chiara ed esaustiva), ma di partire da essa per compiere una descrizione organica e tecnica dello stile di Hansen attraverso alcune mani tratte dal libro. Non ci interessa quindi l’evoluzione del torneo oggetto dell’opera ed eviteremo perciò di commentare le mani decisive; ci disinteresseremo anche delle mani “discutibili” in cui il protagonista compie mosse sbagliate o comunque poco proficue, poiché non sono interessanti per il fine che vorremmo perseguire in questo articolo.

L’obiettivo quindi non è quello di criticare il “player” Gus Hansen, ma piuttosto quello di servirci di lui come traccia al fine di sviscerare i concetti sottostanti al suo stile, cercando di portarne alla luce gli aspetti positivi, negativi e particolari.

Abbiamo accennato all’inizio alle caratteristiche salienti dello stile di Hansen, definendolo “spregiudicato e iperaggressivo”. In realtà non ci sentiamo di sposare a pieno questa visione, vuoi perché, come risaputo, risulta riduttivo dare una definizione così brutale del gioco di un top player, vuoi perché la lettura della sua opera ha in parte smentito questa immagine. Non ci sono comunque dubbi che Gus possa essere collocato nella categoria “Loose Aggressive” e partiremo da qui per analizzare nel dettaglio che cosa significhi.

1)Giocare Loose: Hansen gioca complessivamente 329 mani su circa 850, ovvero il 39% del totale! Gran parte di queste appartengono ovviamente ad una fase del torneo in cui è d’obbligo abbassare i requisiti delle mani di partenza con cui entrare in gioco (tavoli six-handed o meno, Heads up); ma anche in fase full ring Gus dimostra un’attrazione quasi morbosa verso il gioco, che gli consente un numero di fold pre-flop mediamente molto basso. Lui vuole dominare il tavolo, guadagnare chips in ogni piatto possibile; e per fare questo ha bisogno di prendere parte al gioco ! La prima parte dell’analisi si intitolerà quindi “Giocare Loose” ed al suo interno vedremo che cosa significhi:

a) affrontare il gioco con mani marginali

aspetti positivi:
– chiudere mani mostruose (e poco leggibili) contro avversari prevedibili;

aspetti negativi:
– spendere chips per capire “come siamo messi”;
– pagare con la second best hand;
– pagare per dover foldare la mano peggiore;
– foldare la mano migliore;
– pagare per giocare per le implied odds;
– trovarsi nelle mani “trappola”.

b) giocare sempre con pot odds invitanti

aspetti positivi:
– rappresentare uno spauracchio per gli “stealer”;

aspetti negativi:
– giocare piatti raisati dal Big Blind senza aver preso il comando.

2) Giocare Aggressive: a Gus piace prendere il comando, non ci sono dubbi; il suo gioco tuttavia non è aggressivo in senso assoluto, visto che sono molti gli spot in cui coldcalla preflop o in cui floata sulle streets successive, ad esempio. E’ ormai noto che nel poker lo stile aggressivo sia più profittevole di quello passivo ed i motivi per cui sussiste questa differenza sono più o meno noti alla gran parte dei giocatori; ci soffermeremo quindi sull’analisi di alcuni aspetti particolari del gioco di Hansen legati al suo modo di essere aggressivo, come:

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– L’uso della donk bet per prendere il comando
– Fare value bet al river
– Giocare sulla debolezza dell’avversario
– Cercare di vincere subito piatti grossi
– Trasformare mani con show down value in bluff
– All-in come mossa per semplificare una decisione e per mettere pressione all’avversario.

Tutto questo, a partire dalla prossima puntata 😉

Stefano “Scienziato” Cordoni

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".