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Patrick Leonard

Patrick Leonard: lavorare sodo paga sempre, anche e soprattutto nel poker

Patrick Leonard
Patrick Leonard

Quando Patrick Leonard entra nel merito di argomenti che fanno capo al poker, è sicuro che l'interesse verso le sue parole aumenta a dismisura.

In questo pezzo, che il campione ha scritto per il blog di partypoker, ci parla dei suoi inizi e, soprattutto di come il lavoro duro non tradisce mai.

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Patrick Leonard: da dove arriva il mio successo

Molti mi chiedono da dove arriva il segreto del mio successo nel poker. In realtà sono solo un ragazzo semplice, ma molto testardo. 

Non sono nato genio, sono nato in una città popolata dalla classe operaia, precedentemente spogliata della speranza da un governo senza speranza, giunto dopo uno stesso governo senza speranza. 

Fin da quando sono nato, la mia vita era programmata per andare a scuola, ottenere un apprendistato e lavorare per qualcun altro prima e per me stesso poi, prima di andare in pensione, proprio come tutte le mie generazioni precedenti. 

Il modo in cui le generazioni lavorano effettivamente è che (in teoria) dovrebbero migliorare attraverso l'apprendimento da ogni genitore in virtù di insegnamenti positivi e negativi. 

Il lavoro duro

Dal primo giorno i miei mi hanno instillato la concezione di un duro lavoro, come unica chiave per arrivare. 

Quando altri bambini giocavano a calcio una volta alla settimana io giocavo 6 volte alla settimana. Altri ragazzi erano calciatori più alti, più forti, più naturali, ma attraverso il lavoro sono riuscito a scavalcarli.

Con il poker è stato molto simile.

All’inizio mi recavo agli home games, o se preferite alle partite casalinghe dei miei amici, ero di gran lunga il peggior giocatore, sia tecnicamente che per scelte fatte. 

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Ma andava bene così. Sono andato via, ho imparato il modo per riuscire a batterli, sono tornato dopo un lavoro duro e appassionato e ho imparato a batterli e a vincere. 

Il poker live e quello online

Sono andato nel mio Casinò locale e sono stato eliminato in 2 mani, mi hanno chiesto “se avessi voluto fare un rebuy" e ho detto assolutamente di no. 

Sono andato via, mi sono chiuso al computer e in biblioteca e ho imparato a vincere, sono tornato al Casinò e ho cominciato a fare bene. 

Frustrato dalla mancanza di mani che stavamo giocando e dal ritmo piuttosto lento del mio miglioramento sono andato a scoprire il mondo dell’online. 

Stessa storia, pensavo fosse fuori dalla mia portata e non è stato facile per me. Ho letto e poi scritto decine di migliaia di post sui forum di poker e alla fine sono tornato vincitore, in seguito sarei diventato il numero 1 al mondo.

Il lavoro è l'unico modo per arrivare senza scorciatoie.

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.