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Un solo giorno non teme il super lavoro. Gli altri ti porteranno lontano dal traguardo

Secondo appuntamento con i consigli principali per rimanere sulla cresta dell’onda per più tempo di quanto un giocatore di poker mediamente forte può dimostrare di saper fare. Oggi parliamo del pericolo del super lavoro. 

Fatto apposta per la maratona. 

Una delle caratteristiche più belle e affascinanti del poker, è quella che la passione, il piacere e l’interesse per la disciplina ti possono portare a non allontanarti dal tavolo verde per tutta la vita. 

È una sorta di eterna maratona disseminata lungo la tua vita che, affrontata nel giusto modo, ti porterà a raggiungere il traguardo che ti sei prefisso a lungo termine. 

C’è un piccolo particolare da seguire durante il tuo percorso: correre con successo una maratona, non significa che, finita una, ne devi cominciare subito un’altra. Il super lavoro è il modo più semplice per non arrivare in fondo. 

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Il nostro nemico principale: il super lavoro

Questo non significa che ci si debba dimenticare di lavorare sodo, significa che è necessario farlo in modo intelligente. 

Nel precedente articolo abbiamo parlato dell’esempio delle 10.000 ore, ma vi sarà capitato di incontrare persone che stanno ancora imparando il proprio lavoro ben oltre tale traguardo, altre ancora che sanno manovrare il mestiere egregiamente dopo un numero di ore sensibilmente minore. 

Pensate a un atleta che costruisce il suo corpo in palestra e cerca di renderlo il più possibile armonioso. Alcuni pensano solo ad alcune parti del proprio corpo, magari concentrandosi soprattutto sugli aspetti che regalano maggiori soddisfazioni come ad esempio i bicipiti, o i deltoidi, o i quadricipiti, ma il risultato finale sarà ridicolo. 

Per un giocatore di poker è lo stesso identico discorso: a molti players piace porre la propria attenzione sulla musica più “orecchiabile, lasciando in disparte ciò che invece servirebbe davvero loro per migliorare in tutte le loro caratteristiche che li renderebbero dei giocatori di poker completi.

Forse perché “scomode”, “difficoltose”. Forse perché noiose. O semplicemente perché sono dei giocatori pigri. I migliori approfittano di questo vantaggio, ottimizzando il tempo delle proprie sessioni e superando il resto dei maratoneti che si beano a parlare con la signorina che porge loro il Gatorade.

Per questo motivo, non sono importanti le ore che impieghi, è importante ciò che impieghi in quelle ore. 

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Mai strafare

Avete mai visto un impiegato di ufficio che lavora 12 ore al giorno? Immaginate la sua spina dorsale dopo 15 anni di quella tortura. Immaginate la sua schiena e, ancora, immaginate che uno come lui non ha avuto scelta. 

Un giocatore di poker professionista, sotto questo aspetto, è fortunato. Ha la possibilità di bilanciare le cose, ha possibilità di scelta. 

Calmati, bilancia le tue sessioni, interrompile con una certa frequenza: se sei un giocatore di cash game e sfrutta le pause se sei un torneista, scegliendo degli orari calibrati senza dover giocare infinite ore ogni giorno.

C’è un giorno in cuoi puoi chiedere di più ai tuoi sforzi e quel giorno è la domenica. Se ogni giornata diventa una sessione MTT domenicale, alla lunga, la pagheremo cara. 

Idea tratta da PokerNews e Alex Fitzgerald

Pics Courtesy: redduckpost.com

 

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".