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“Voglio diventare Supernova Elite giocando solo Spin&Go”

[imagebanner gruppo=pokerstars] Ogni anno tutti i giocatori di poker si prefissano obiettivi più o meno ambiziosi, e certo di questi tempi diventare Supernova Elite è uno fra i più comuni, tra i professionisti: in questo senso Adam “xblackdahlila” Pantocsik non fa eccezione, anche se sono pochi quelli che come lui cercheranno di tagliare questo traguardo giocando solamente Spin&Go.

L’ungherese nella sua carriera si è sempre concentrato sui sit&go, cominciando sette anni fa con quelli fullring, e poi cominciando a giocare gli heads-up hyperturbo una volta “sopravvissuto” al Black Friday, che fu un duro colpo anche per lui ma se non altro gli offrì il pretesto per dedicarsi a qualcosa di nuovo: “Giusto lo scorso anno sono riuscito ad entrare nel cartello di quelli da 60 dollari – ha raccontato ad husng.com – ma adesso mi sto dedicando agli Spin&Go, che nonostante la varianza pazzesca mi piacciono molto, mi sento come se dovessi imparare a giocare heads-up di nuovo“.

Da alcune settimane su PokerStars.com sono infatti stati introdotti quelli da 60 dollari di buy-in, al momento i maggiori, anche se nei forum di poker già si specula sui possibili incrementi futuri, magari con l’introduzione di quelli da 100 dollari. In ogni caso è proprio a questo livello che puntano i regular migliori, anche perché malgrado siano i più “costosi” i giocatori occasionali che li frequentano non mancano di certo.

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“E’ difficile predire cosa succederà nel 2o16 – sottolinea alludendo ai preannunciati cambiamenti nel VIP System di PokerStars – per questo ho cominciato a studiare anche come diventare un imprenditore online, che sarebbe uno dei miei obiettivi per il futuro. Mi consentirebbe di continuare a girare il mondo così come ho fatto grazie al poker, uno stile di vita a cui non vorrei dover rinunciare”.

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Tuttavia, queste parole non devono far pensare che un giocatore come “xblackdahlia” prenda poco sul serio la sua attività di grinder, anzi: “Uno dei miei punti di forza penso sia proprio l’etica del lavoro – sottolinea – gioco sei giorni la settimana per quattro o cinque ore, non di rado anche durante le festività. Purtroppo non ho la stessa determinazione quando si tratta di studiare lontano dai tavoli, e penso che questo mi abbia frenato un po’”.

Tuttavia, giocando a poker da così tanto tempo sa bene quanto sia importante fare tutto con i giusti ritmi, per evitare inevitabilmente di bruciarsi: “E’ indispensabile concedersi delle pause nell’arco della giornata, parlo di cose da fare completamente lontano dal computer, che si tratti di pranzare con un amico, andare in palestra o suonare la chitarra – rimarca – grazie al poker ho potuto vivere le esperienze più incredibili, dallo scalare un vulcano a Bali a venire attaccato dalle scimmie mentre ero in visita ad un monastero buddhista in Thailandia”. Già, perché in fondo quelle non si trovano soltanto online, se si cerca abbastanza…

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