Mai così tante scommesse sono state registrate durante un Mondiale di calcio sia per il suo format allargato sia per la partecipazione massiccia del mercato americano. In questo mare di denaro, non è facile orientarsi ma non proprio tutti i flussi raccolti dai bookmakers sono apparsi ordinari.
Eppure la Integrity Task Force della FIFA - in tandem con FBI e Interpol - ha comunicato che nel Mondiale a 48 squadre — centoquattro partite, un mese e mezzo di pallone da Vancouver a Città del Messico — non è stata rilevata alcuna attività sospetta, nessun indizio di partite manipolate. Zero. Pulito come una camicia stirata.
Il Consiglio d'Europa però non è sulla stessa linea e ha pubblicato un bilancio non proprio roseo, un'analisi approfondita del suo nucleo di esperti, denominato "Gruppo di Copenaghen". E il quadro è leggermente diverso, analizzando il movimento dei capitali investiti nelle scommesse sulle partite dei Mondiali.
15 partite dei Mondiali finite in un monitoraggio rinforzato
Sono numeri ufficiali, non chiacchiere da bar. Il Gruppo di Copenaghen — rete internazionale delle piattaforme antimanipolazione, nata sotto la Convenzione di Macolin, ha monitorato tutte e 104 le partite e in particolare i flussi scommessi sulle principali piattaforme di betting .
Quindici match sono finiti sotto sorveglianza rinforzata (per sette è scattato l'allarme giallo), soprattutto nell'ultima giornata dei gironi, che è da sempre il momento in cui il calcio diventa aritmetica e l'aritmetica diventa tentazione.
Come detto, sono stati emessi sette avvisi gialli. E dodici altri episodi controversi sono stati analizzati alla luce dei rischi per l'integrità.
Sette. Contro zero. Chi ha ragione? La FIFA o il Consiglio d'Europa? C'è da tenere presente che per la prima volta i predicition market sono stati protagonisti, quindi chi monitora ha avuto a disposizione molti più dati. Però questi dati vanno saputi leggere bene perché i prediction sono piattaforme di scambio scommesse degli utenti e non sono bookmakers. Quindi bisogna interpretare bene i flussi.
Facciamo attenzione perché gli exchange nelle scommesse sono sempre serviti ai bookmaker anche a scaricare il rischio, quindi a fare di fatto scommesse - all'apparenza - assurde.
Non si tratta di partite truccate ma meritevoli di indagini
Un avviso giallo non è una partita truccata. Non è un'accusa, non è un rinvio a giudizio, non è nemmeno un sospetto formalizzato. È un semaforo che si accende quando convergono più indicatori: movimenti anomali delle quote, segnalazioni da fonti aperte, rumors sui social, comportamenti strani sui mercati. Il livello di rischio, nel gergo tecnico, è "leggermente elevato". Leggermente. Il documento certifica che sette incontri hanno prodotto segnali insoliti abbastanza da meritare un approfondimento. Punto. Nessuno ha accusato nessun calciatore, nessun arbitro, nessuna federazione di alcunché.
Il rapporto integrale, peraltro, non è ancora stato pubblicato. Quel che sappiamo sui singoli episodi arriva da The Athletic, che cita fonti proprie. Non dal comunicato ufficiale, che le partite non le nomina affatto.
Teniamolo a mente mentre leggiamo il resto.
Le due partite della Spagna
Tra i casi riportati, due riguardano la Spagna. Sì, proprio i campioni del Mondo. Il primo è lo 0-0 col Capo Verde nel girone. Sulla piattaforma Polymarket sarebbero transitati circa 4,8 milioni di dollari puntati sul fatto che la Roja non vincesse. È finita 0-0.
Il secondo è il 4-0 all'Arabia Saudita, e in particolare un on-field review durato oltre tre minuti prima dell'annullamento di un gol di Ferran Torres. Tre minuti e mezzo davanti al monitor. Chiunque abbia visto una partita in vita sua sa che tre minuti e mezzo al VAR sono un'eternità geologica. Momento in cui si sono raccolti volumi anomali.
Nel calderone c'è anche il rosso a Themba Zwane, Sudafrica, all'84° della gara d'esordio col Messico.
Il caso Balogun
Ma il pezzo forte è un altro, ed è tecnicamente affascinante. Folarin Balogun (nella foto in copertina) viene espulso contro la Bosnia negli ottavi. Squalifica automatica, salta il Belgio, fine della storia.
Lo stesso giorno, il 2 luglio, su Polymarket compare un mercato che chiede agli utenti: Balogun giocherà contro il Belgio? Domanda che, in quel momento, ha una risposta ovvia. No.
Il 5 luglio il Comitato Disciplinare FIFA revoca la sanzione — dopo un caso mediatico gigantesco, con tanto di telefonata del Presidente degli Stati Uniti resa pubblica da Infantino. Balogun gioca.
Il rapporto rileva che per gli altri quattordici espulsi del torneo non era stato aperto nessun mercato analogo. Nessuno di loro, del resto, si è visto revocare la squalifica.
Il Gruppo di Copenaghen ha chiesto alla FIFA chiarimenti scritti. The Athletic riferisce di aver contattato FIFA e Polymarket senza ricevere risposta.
Chiedere chiarimenti non significa accusare. Significa chiedere chiarimenti però qualche sospetto di insider trading rimane.

"I piccoli bookmakers usano Polymarket per coprirsi"
Perché esiste anche quella, e i lettori seri se la meritano. Christian Kalb, che di questa materia si occupa da una vita, ha ricordato che un pattern anomalo non equivale a una combine. I bookmaker tradizionali usano sempre più spesso i prediction market per coprirsi, per scaricare rischio. Risultato: flussi che dall'esterno sembrano sospettissimi e che invece sono banale gestione del banco. Capita spesso.
In origine i book scaricavano su Betfair Exchange, ora lo fanno su Polymarket e Kalshi.
"Se sei un bookmaker tradizionale, ci saranno partite in cui tutti scommetteranno sulla squadra favorita. Quindi, forse, dal punto di vista di un bookmaker, ci sono troppe persone che scommettono su questo risultato. Se si tratta di una piccola azienda di scommesse, questo potrebbe rappresentare un rischio: in tal caso, potrebbero utilizzare un mercato di prediction come Polymarket per coprirsi da tale rischio"
Christian Kalb (advisor betting) a The Athletic
Quanto è stato scommesso in questi Mondiali?
Duecentoquaranta miliardi di dollari. Tanto stima il Gruppo di Copenaghen sia stato giocato sul Mondiale 2026. Il doppio del Qatar. Il doppio, in quattro anni. Il nuovo mercato legale statunitense e i prediction markets hanno fatto la differenza.
E per la prima volta nella storia di una competizione internazionale, il monitoraggio ha dovuto includere i mercati predittivi: Polymarket, Kalshi. Piattaforme dove si punta su qualunque cosa, spesso in modo anonimo, con strumenti di pagamento che tracciare è un mestiere per santi. Regole diverse da Paese a Paese, da Stato a Stato americano. Un far west normativo su cui si muove più denaro del PIL di parecchie nazioni europee.
Ecco il punto. Basta un ecosistema in cui un mercato può aprirsi su un evento apparentemente già deciso e nessuno possa dire con certezza chi l'ha aperto, perché, e con quali informazioni. Il pericolo dell'insider trading è dietro l'angolo.
Per fortuna esistono organi terzi per il monitoraggio
La FIFA dice: tutto pulito. Il Consiglio d'Europa dice: sette semafori gialli e dodici controversie da esaminare. Nessuno dei due sta mentendo, probabilmente. Stanno solo guardando la stessa strada con due paia di occhiali diversi — e uno dei due paia, quello di Macolin, è indipendente e pubblico, mentre l'altro è dell'organizzatore dell'evento.
Aspettiamo di leggere (quando sarà pubblicato) il rapporto completo, magari non ci sarà nulla. Speriamo. L'importante che vi sia più trasparenza possibile e, di questa FIFA, è facile non fidarsi. Meglio che le analisi siano fornite da organi terzi e indipendenti come il Gruppo di Copenaghen.