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Polymarket Lazio

Polymarket sponsorizza la Lazio per €22 milioni ma nasce un caso: è legale?

Polymarket, la nota piattaforma statunitense di prediction markets (scommesse predittive) ha annunciato un accordo con la Lazio per circa 22 milioni di euro a stagione per essere lo sponsor di maglia della compagine del Presidente e Senatore Claudio Lotito.

Polymarket: le caratteristiche del nuovo sponsor laziale

Polymakert è un sito internet exchange, sul quale gli scommettitori-trader si scambiano previsioni di ogni tipo: politiche, finanziarie, sportive, di costume. C’è chi punta e chi banca, la piattaforma trattiene una commissione sul gioco vincente. E’ di fatto un intermediario. Ma queste previsioni sono scommesse nella pratica (c'è chi punta e chi banca), non a caso molti stati sia in Europa che negli USA, contestano alla società dell'imprenditore newyorkese Shayne Coplan, di operare senza licenza.

Lo stesso si può dire in Italia: Polymarket opera senza una regolare concessione per il gioco online, rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Non a caso, in un recente passato, si sono riscontrati già dei problemi legali (che vi andremo a spiegare).

Le cinque peculiarità principali delle piattaforma sono:

  • opera in Europa con la stablecoin USD Coin (ma presto lancerà la sua moneta proprietaria Polymarket USD), non denaro reale ma questo può essere visto come un aggiramento della normativa sul gioco online in Italia;
  • i prezzi degli scambi sono espressi in probabilità percentuali (e non in quote decimali come nei betting exchange tradizionali) ma di fatto stiamo parlando della stessa identica cosa, le quote decimali non sono altro che la "traduzione" di probabilità percentuali;
  • varietà di mercati aperti, l'offerta ha sollevato anche problematiche di natura etica (si può scommettere sull’esito di una guerra e anche sulla vita del Papa per fare un esempio);
  • è un exchange, una piattaforma nella quale i trader-scommettitori si scambiano previsioni a determinati prezzi (probabilitò percentuale): c'è chi punta e c'è chi banca;
  • la sua natura è ibrida: vi sono elementi sia di gioco d'azzardo (scommesse), alla base ci sono transazioni in cripto e, al tempo stesso, si scambiano contratti id natura finanziaria. Sotto il profilo legale non è di semplice configurazione/definizione.

Cos'è una stablecoin?

Una stablecoin è una criptovaluta progettata per mantenere un valore stabile nel tempo, generalmente ancorato (in gergo “peg”) a un asset tradizionale come il dollaro USA o l’euro.

A differenza di criptovalute volatili come Bitcoin o Ethereum, le stablecoin nascono con un obiettivo preciso: ridurre le oscillazioni di prezzo e offrire uno strumento digitale più prevedibile.

Le stablecoin mantengono la stabilità attraverso diversi meccanismi: in genere sono supportate da riserve reali (es. dollari in banca o titoli di stato USA come ad esempio Tether e USD Coin). In genere il loro valore è 1:1 con il dollaro.

I dubbi: violazione del divieto di pubblicità e di gioco non autorizzato?

Riguardo questo accordo di sponsorizzazione sorgono dubbi sia sull’applicazione del Decreto Dignità (che vieta la pubblicità diretta e indiretta da parte dei brand di betting sia con licenza che senza) che sulla raccolta non autorizzata (potrebbe profilarsi il reato di gioco d’azzardo). Non è però facile capire se Polymarket, sotto il profilo formale, può essere ritenuta una piattaforma di gioco d'azzardo, di cripto valute e/o un sito dove vengono scambiati privatamente contratti finanziari (configurazione questa che è sposata a livello federale negli USA). La sua natura ibrida non rende semplice il suo inquadramento.

Già in passato diverse squadre di Serie A (compresa la Lazio) avevano sulle magliette sponsor di società di criptovalute. Quindi non è una novità assoluta. In questo caso, però essendo la natura ibrida della piattaforma, c'è anche un problema di autorizzazioni: Polymarket sta raccogliendo - di fatto - gioco in Italia? Presto ci arriviamo.

Insomma, questo accordo di sponsorship rischia di sollevare un vespaio visto che Polymarket era già stato bannato (e poi riammesso) dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dinanzi al TAR a seguito di un accordo privato tra i vertici della società e ADM, come spiegato in esclusiva da Assopoker.

L’annuncio ufficiale: un deal da €22 milioni

Il comunicato stampa dfissuo da parte della società sportiva Lazio in merito alla partnership con Polymarket:

«La S.S. Lazio è lieta di annunciare una nuova partnership pluriennale con Polymarket azienda statunitense, che diventa Main Sponsor del Club, nonché Official Fan Intelligence & Digital Insight Partner», si legge nel comunicato del club.
«L’accordo, di rilevanza internazionale, inserisce la S.S. Lazio all’interno di un selezionato gruppo di club europei scelti da Polymarket per sviluppare nuove forme di interazione tra sport, dati e tecnologia. In questo contesto, la Lazio sarà il primo club di Serie A a rappresentare il brand».


«La collaborazione nasce con l’obiettivo di esplorare modelli innovativi di coinvolgimento dei tifosi e di rafforzare il posizionamento globale del Club, attraverso iniziative capaci di integrare analisi, previsione e contenuti digitali avanzati».

Il Presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito, ha commentato: «Polymarket è un partner che interpreta il futuro, capace di leggere e analizzare i fenomeni con strumenti innovativi. Questo accordo rafforza il percorso di sviluppo internazionale della Lazio e conferma la volontà del Club di posizionarsi come una realtà sempre più moderna, aperta e competitiva nei nuovi scenari dello sport globale».

Matthew Modabber, CMO di Polymarket, ha dichiarato: «La Lazio rappresenta una realtà storica con una visione proiettata al futuro. Siamo orgogliosi di collaborare con un club che condivide il nostro approccio all’innovazione e alla valorizzazione dei dati, con l’obiettivo di costruire insieme nuove esperienze e nuovi modelli nel mondo dello sport».

«L’accordo avrà efficacia immediata e, oltre alla parte finale della stagione sportiva in corso, coprirà le stagioni 2026/2027 e 2027/2028, con opzione per la stagione 2028/2029. Il valore complessivo dell’intesa supera i 22 milioni di dollari, a cui si aggiungono bonus legati a performance e attivazioni».

«Si tratta di un ulteriore passo nel percorso di crescita internazionale della S.S. Lazio e nella costruzione di un modello sportivo sempre più orientato all’innovazione. Il logo Polymarket farà il proprio esordio sulle maglie della Prima Squadra in occasione della gara Napoli-Lazio in programma questa sera», conclude la Lazio.

«Polymarket è un partner che interpreta il futuro, capace di leggere e analizzare i fenomeni con strumenti innovativi. Questo accordo rafforza il percorso di sviluppo internazionale della Lazio e conferma la volontà del Club di posizionarsi come una realtà sempre più moderna, aperta e competitiva nei nuovi scenari dello sport globale».

Claudio Lotito, Presidente S.S. Lazio

“Polymarket è una società che opera nel mercato non regolamentato delle cripto”

Da fonti anonime esterne ma molto vicine alla Lazio apprendiamo che la società biancoceleste ritiene che l’accordo sia legittimo perché Polymarket “opera non in denaro reale ma attraverso una stablecoin, una criptovaluta”, quindi in una zona grigia, in un settore non ancora compiutamente regolamentato in Italia.

In realtà questo dettaglio può essere visto come un aggiramento della normativa sul gioco online e sul sistema concessorio e può essere visto come un precedente pericolosissimo che lascia sempre più campo aperto alle piattaforme di gioco d'azzardo cripto, senza alcuna tutela per i consumatori italiani. E può essere vista anche come una forma di concorrenza sleale da parte dei bookmakers e piattaforme di scommesse italiane che hanno versato al Governo 7 milioni di euro solo per la concessione per il gioco online e che pagano le tasse nel nostro paese.

In passato, la Lazio era stata sponsorizzata da un sito exchange di criptovalute molto noto: Binance.

Polymarket può operare legalmente in Italia?

Nel nostro speciale sui Prediction Market e sulle principali piattaforme come Polymarket (nel quale spieghiamo il mercato e la regolamentazione paese per paese nel mondo) e Kalshi, vi abbiamo spiegato che tipo di "accordo" ha raggiunto Polymarket, dinanzi al TAR Lazio, con ADM, grazie alla collaborazione del legale della piattaforma statunitense, l'Avvocato Roberto Cursano che in esclusiva per Assopoker ci ha aiutato a febbraio a ricostruire l'intera vicenda.

Per una questione di trasparenza e, considerando la delicatezza della materia legale (nella quale ogni sfumatura può risultare decisiva nella risoluzione del caso), preferiamo riportare le dichiarazioni esclusive del legale in forma integrale come ci sono state rilasciate due mesi fa:

"Il provvedimento di revoca dell’originario oscuramento del sito polymarket.com, ottenuta a seguito della proposizione del ricorso innanzi al TAR Lazio, che lei menziona, rappresenta un precedente di particolare rilievo nel contesto della regolazione dei servizi digitali, confermando l’esigenza di un’applicazione rigorosa e rispondente a criteri di proporzionalità delle misure restrittive adottate dalle Autorità amministrative, soprattutto quando incidono sull’accesso a servizi online e sulla libertà di informazione ed iniziativa economica".

"Il caso in questione riguarda una piattaforma che, come molti membri della community di Assopoker sanno, ospita due funzionalità: (i) il cosiddetto mercato di previsione (prediction market), vale a dire la generazione di statistiche e sondaggi in tempo reale su eventi della vita quotidiana, che spaziano dalla politica e attualità all'economia e allo sport, nonché (ii) la possibilità di scommettere sull'esito dei predetti eventi, utilizzando criptovalute (in particolare la stablecoin USDC)".

Avvocato Roberto Cursano
Avvocato Roberto Cursano, legale di Polymarket e dello Studio Delfino e Associati



"Ebbene, l’Agenzia aveva originariamente oscurato l’intero sito web di Polymarket, inibendo entrambe le funzionalità, ivi inclusa quella relativa ai cosiddetti mercati di previsione ed impendendo agli utenti l’accesso a tutte le notizie, i sondaggi e le informazioni presenti sul sito".

"Le argomentazioni - commenta il legale - a supporto della nostra impugnazione, che sono state raccolte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (“ADM”) su indicazione dello stesso TAR Lazio, sono state quelle che contestavano il provvedimento inibitorio per violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità. In sostanza, si è lamentato un non corretto esercizio del potere da parte di ADM, che era andata ben oltre l’inibizione dell’esercizio di giuochi di abilità e di concorsi pronostici, spingendosi fino a vietare la diffusione di notizie, sondaggi ed informazioni".

"Rilevata la pronta collaborazione di ADM e la celere revoca del proprio provvedimento con riferimento alla pubblicazione di sondaggi e notizie, il TAR Lazio ha preso atto della carenza di interesse da parte del gestore della piattaforma Polymarket alla prosecuzione del giudizio".

"Pertanto, non c’è stata una pronuncia giudiziale su altri motivi di cesura più sostanziali, relativi all’inibizione delle attività di trading quando queste avvengono senza che gli utenti paghino una posta in denaro al soggetto organizzatore ed esercente la predetta attività e senza che quest’ultimo corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura al partecipante. Su tali questioni, che non sono espressamente regolate dalla normativa italiana, la giurisprudenza non si è ancora pronunciata".

Polymarket vs ADM: i problemi legali in Italia e la soluzione

Per chi si fosse perso tutte le tappe della vicenda di Polymarket in Italia, facciamo una breve sintesi.

Nell'ottobre 2025 l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli oscura Polymarket con decreto, insieme ad altri siti di gioco senza concessione italiana.

La piattaforma ricorre al TAR del Lazio tramite lo Studio Legale Delfino e Associati Willkie Farr & Gallagher, guidato dall'Avvocato Roberto Cursano. Il tribunale respinge in prima battuta la richiesta di sospensiva, confermando il blocco — ma durante la discussione nel merito suggerisce ad ADM una soluzione intermedia.

Il 15 dicembre l'oscuramento viene revocato ufficialmente: Polymarket esce dalla blacklist, gli utenti italiani possono accedere al sito e consultare i mercati, ma non possono fare trading né scommettere. Un compromesso che tutela sia le esigenze regolatori di ADM sia l'interesse degli utenti all'accesso alle informazioni.

La necessità di una regolamentazione in Italia

L'Avvocato Roberto Cursano ha anche invocato una nuova regolamentazione anche per le piattaforme criptovalute nel nostro paese:

"In Italia l’attività di queste piattaforme, che consentono agli utenti l’utilizzo di criptovalute come sistemi di pagamento, non sono espressamente regolamentate. L’inquadramento di tali attività come servizi finanziari rappresenterebbe una via percorribile, ma in tal senso occorrerebbe un intervento legislativo. Al momento, gli operatori autorizzati dall’ADM evitano l’uso di criptovalute, dal momento che la normativa applicabile a tale piattaforme è considerata quella dei giuochi e delle scommesse, soggetta a normative antiriciclaggio che impongono obblighi di verifica dell’identità dell’utente (KYC), registrazione dei flussi finanziari e tracciabilità degli strumenti di pagamento".

Questa sponsorizzazione va oltre l' "accordo" con ADM?

Ringraziamo ancora l'Avvocato Cursano per le precisazioni doverose che Assopoker ha pubblicato in anteprima e esclusiva, rimane però un dubbio che solleva questo nuovo accordo di sponsorizzazione: Polymarket investe pesante nel marketing in Italia, ben 22 milioni più bonus versati ogni stagione a una società di Serie A.

Risulta difficile pensare che un investimento così ingente sia orientato solo a far conoscere al pubblico italiano una piattaforma di informazioni e previsioni, senza la possibilità di fare trading.

C'è un nuovo step dietro l'angolo? Polymarket (che ricordiamo nel 2025 ha comunque aperto una forma di dialogo con piazza Mastai) ha intenzione di fare un ingresso formale nel mercato italiano oppure ci sarà una regolamentazione per queste piattaforme di scommesse predittive nel nostro paese da parte del Ministero dell'Economia e Finanza?

Tutti interrogativi sono legittimi per chi conosce l'evoluzione di Polymarket e la sua attenzione alla regolamentazione e agli input da parte degli enti regolatori nel mondo, in particolare a casa sua, negli USA dove sta raccogliendo ingenti capitali da parte degli investori che, in cambio, pretendono che la piattaforma operi con l'assenso delle autorità.

L'evoluzione/trasformazione di Polymarket come soggetto legale negli USA

Per esempio, negli Stati Uniti, dal punto di vista della normativa federale, Polymarket sta presentando un'evoluzione per ottenere le autorizzazioni federali.

La storia americana di Polymarket è una parabola che passa dall'esilio alla reintegrazione. Nel 2022 la CFTC (la commissione federale che vigila sui prodotti derivati finanziari) la costringe fuori dal mercato domestico — con multa da 1,4 milioni, accordo forzato, stop alle scommesse degli utenti americani. Un epilogo amaro per una piattaforma nata proprio negli Stati Uniti.

Le cose peggiorano nel 2024, quando l'FBI bussa alla porta su mandato del Dipartimento di Giustizia, sospettando che Polymarket avesse continuato ad accettare utenti USA in violazione degli accordi precedenti. L'ombra di un procedimento penale si aggiunge a quella civile.

Il cambio di stagione arriva con l'amministrazione Trump (il figlio Donald Jr. è consulente e fa parte del board). Nell'estate del 2025 sia il DOJ sia la CFTC archiviano tutto, senza formulare nuove accuse. Nessuna spiegazione ufficiale, ma il risultato è chiaro: Polymarket esce dall'incertezza e può ricominciare a costruire.

La mossa decisiva è l'acquisto di QCX LLC — exchange già in possesso di licenza CFTC — per circa 112 milioni di dollari. Non una startup che tratta con i regolatori, ma una società che compra direttamente l'infrastruttura regolata. A novembre 2025 arriva il via libera formale: un Amended Order of Designation che riammette Polymarket nel mercato americano come operatore riconosciuto, con accesso al trading attraverso intermediari autorizzati.

Nel 2026 è ancora in fase di integrazione operativa e di due diligence con CFTC ma il primo passo decisivo è stato compiuto. Il percorso è tracciato: da piattaforma nata ai margini del mercato legale a soggetto che dialoga le istituzioni. E un atteggiamento simile, post oscuramento, l'ha avuto anche in Italia.

Non ci resta che attendere nuovi sviluppi.