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Da 1BB in bolla alla top 10 in due ore: il rush incredibile di Emanuele Monari all’IPO

Un paio di giorni fa, durante il day 2 dell'IPO Nova Gorica, Emanuele Monari era rimasto con un buio durante la bolla. Poi è successo qualcosa di pazzesco...

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15/10/2019 18:55

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Se c’è una cosa che esalta come poche altre nel poker, è vedere qualcuno che rimane cortissimo e a un passo dall’eliminazione, ma poi centra un rush incredibile andando a vincere.  Ad Emanuele Monari non è successo esattamente questo, ma la sua avventura all’IPO di Nova Gorica è comunque da ricordare.

Il 21enne bolognese, che fa il grinder di MTT online con il nickname “barramp9k8”, si era ritrovato in piena bolla con UN SOLO BIG BLIND. Sembrava tutto finito, invece…Ho seguito una strategia originalissima: tankare infinito e foldare tutte le mani.”

Ha funzionato, perché la bolla è scoppiata e quindi il primo step di andare “in the money” era raggiunto. Poi, però. è successo qualcosa di incredibile…

La faccia di uno che ha appena trasformato 45.000 chips in 1,3 milioni

Da 45000 a 1.3 milioni: il post-bolla da sogno di Emanuele Monari

“Al ritorno dalla pausa guardo le carte e vedo AK, ho 1 BUIO E MEZZO (45k su bb 30k), vinco un flip e faccio 3up salendo tipo a 4 bui. Dopo 3 minuti shovo TT e trovo il call di un cash gamer molto bravo con AJ off, board liscio e salgo a 12,13x. Quindi sfrutto il leggero collasso della struttura subito dopo lo scoppio della bolla per vincere qualche chip uncontested. Poi con AQ off apro da early position e una signora shova tronfia da small, incurante del fatto che fossi caldo come una stufa. La fulmino, gira 99, asso flop e voliamo sopra i 30 bui. Passa qualche minuto e la stessa signora shova i suoi rimanenti 12x con A7 off. Io spillo la prima: Asso. Spillo la seconda: Asso. La signora saluta e noi saliamo a 1.3mln. La cosa simpatica è che ero diventato l’eroe della sala, la gente non ci credeva e, a dire la verità, non ci credevo neanche io“.

La corsa spezzata, ma senza rimpianti

Nel romanzo pokeristico perfetto, Emanuele va poi a vincere il torneo. Invece la realtà è quasi sempre molto più asciutta e prosaica e Monari chiude 18°. Non male, su 1156 ingressi e soprattutto considerando come si erano messe le cose. Tuttavia, per chi vive di MTT online, uscire 2 tavoli left in uno di quegli shot davvero importanti è un po’ come la morte. Monari conferma: “Sì, uscire negli shot grossi fa sempre malissimo, soprattutto perché ho avuto due flip per sfiorare i 3 milioni contro due giocatori che poi hanno fatto final table (Canali e Giannelli, ndr) e tutte e due le volte è andata male. Resta solamente il miracolo fatto in bolla, quella corsa da 45k a 1.3milioni in 2 ore. Se mi lamentassi questa volta, onestamente, sarebbe da ingrati.”

Tuttavia sopravvivere a situazioni torneistiche estreme è qualcosa che sarà capitato a tanti, a tutti i livelli del poker. Quando se ne esce indenni può subentrare una certa sensazione di invincibilità, o del tipo “questo è il mio torneo”, o no? “Onestamente c’è stato un momento in cui l’adrenalina era alle stelle. Non capivo più niente, mettevo le chips in mezzo e tornavano triplicate, ero euforico. Quando mi hanno cambiato di tavolo mi sono accorto che questa adrenalina era pericolosa. Così le ho date al dealer facendomi i fatti i miei e ho imbustato 1.3mln. Arrivato a casa con Spera, suo cugino e Daniele (De feo, ndr) ho parlato per 3 ore non stop, l’adrenalina era troppa. Ovviamente sapevo di non avercela ancora fatta, gli MTT si giocano spot per spot e 49 left il torneo è ancora infinito.”

“La chiave non è QUANTO studiare, ma COME studiare”

Come suggeriva Emanuele nel suo racconto, una figura chiave del suo successo nel poker è Simone Speranza. Il pro brianzolo è il suo coach e mentore, ma anche leader di un gruppo che è la chiave vincente secondo Monari: “Penso fuori dai denti che il nostro gruppo di studio ci abbia portato al top in questa disciplina nel field che affrontiamo. La chiave non è quanto studiare, ma come studiare. In un field che mediamente non studia nulla, e quindi tende a stagnare o addirittura a regredire, l’edge da prendersi è davvero infinito, se si guarda il lungo periodo.”

Emanuele Monari, qui impegnato in porta

Monari non è solo “Barramp9k8”, ma anche un portiere di calcio con una trafila nelle giovanili del Bologna. Tuttavia, per lui è arrivato una sorta di bivio: “Sì, sono stato fino all’anno scorso un portiere di serie D, poi una serie di circostanze mi hanno portato a fermarmi un attimo per capire se valesse ancora la pena fare una fatica del genere per un ritorno modesto e un aspetto ludico ormai quasi scomparso. Attualmente sono fermo, non so se riprenderò ma se lo farò non sarà che per pura passione. Studio all’università di Bologna e mi dedico allo studio del gioco, per adesso va bene così.”

Anche Simone Speranza ha un passato da calciatore professionista. Chissà come sarebbe una squadra con Monari in porta e Speranza al centro della difesa…. “Spera ha fatto il mio stesso percorso calcistico, ma gli ho spiegato che io ero un portiere coi piedi buoni, lui un fabbro, quindi sarebbe stato difficile giocare assieme. E poi vuole sempre aver ragione, sai che litigate avremmo fatto in campo a ogni gol preso…”

Si torna agli studi e agli MTT, in attesa di un altro IPO

Ora si torna ai libri universitari e alla quotidianità degli MTT, ma l’IPO ha lasciato in lui una bella traccia: “Per me è stata una emozione unica, anche perché era la mia prima deep run in un live importante da quando gioco.  Avevo partecipato anche a San Marino dopo aver vinto un satellite online. Questa invece è stata una decisione presa all’ultimo momento. Dopo qualche risultato online mi sono detto che fosse giusto battere il ferro finché è caldo e sono partito. Effettivamente è dura per un giocatore online affrontare e sostenere un tour di trasferte con continuità. Si rischia facilmente di intaccare il profitto annuale o comunque di comprometterlo. D’altro canto però ogni tanto una pausa dal monitor fa più che bene, specie passando del tempo con gli amici. Questo gioco tende a volte ad alienare ma siamo persone, non account. Questa esperienza si ripeterà di sicuro, l’importante è dare tempo al tempo e non bruciare le tappe.”

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