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Storie di Assopoker

Simone Ferretti: “l’errore più grosso è stato pensare che potesse non finire mai”

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18/05/2019 21:00

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Ci sono parecchi rappresentanti del poker dei “tempi d’oro” che infuocavano i Casinò d’Italia e d’Europa e che anche online si sono distinti per idee imprenditoriali e meri risultati sul campo. 

La nostra rubrica, Le Storie di Assopoker, ne cattura uno ogni tanto, giusto per far rivivere agli appassionati quei momenti vissuti in un’epoca che sembra lontana anni luce. 

Questa volta tocca a Simone Ferretti, toscanaccio vecchio stile che vive a pochi chilometri da Pontedera e che abbiamo deciso di incontrare dopo i buoni risultati che ha centrato ultimamente su alcune room italiane.

Simone ci ha risposto con la solita schiettezza e, a cuore aperto, ci ha parlato della sua vita, dei suoi risultati e del suo futuro.

Gli inizi

Sei stato per tanto tempo uno dei giocatori che più ha frequentato il circuito live e online di qualche anno fa. Parliamo degli inizi. Quando e come hai cominciato a giocare? 

“Ciao top e agli amici di Assopoker. Gli inizi furono su una room del .com per quanto riguarda l’online, quando era ancora permesso giocare dall’Italia, mentre per il live, quando facevo l’allenatore di calcio, alcuni dei miei ragazzi mi portarono a giocare in uno dei primi circoli toscani”. 

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Ce lo racconti cosa ti piaceva di quegli anni e cosa ti piaceva meno? 

“Praticamente in quegli anni mi piaceva tutto, parlo delle sfaccettature del gioco, delle amicizie, delle cene e delle risate che si facevano lontano dai tavoli da gioco, difficile trovare qualcosa che non mi piacesse, giuro!”

Quali sono le differenze con il poker di oggi, parlo a 360 gradi, rapporti umani, evoluzione del gioco 

“Beh l’evoluzione del gioco e’ stata costante negli anni, dovuta ai numerosi coaching fatti dai professionisti, fino alle scuole di staking che offrivano ovviamente corsi di formazione gratuiti. Oggi il field online è veramente tosto in Italia, basta guardare gli high roller delle room più popolari, tavoli full reg veramente bravi.

Per quanto riguarda il live invece trovo una involuzione nel field, rispetto ad anni fa, quando l’avverare buy in dei main event nazionali si aggirava tra i mille e i duemila Euro ed era pieno di giocatori sponsorizzati dalle poker room, molti dei quali veramente preparati. 

Adesso invece il costo di iscrizione medio dei tornei in Italia e nelle nazioni limitrofe, varia dai 200 ai 500 euro, ed essendo un buy in più popolare rispetto ad anni fa, attira numerosi amatori puri. Inoltre essendo praticamente sparite le sponsorizzazioni, anche molti giocatori bravi hanno abbandonato il circuito.”

Passato e presente

Eri un giocatore vincente? Hai qualcosa di cui devi rimproverarti? Rifaresti le stesse scelte di allora? 

“Beh si, in quegli anni con un po’ di applicazione e studio e grazie agli sponsor era difficile essere perdente. 

Ovviamente ho molto da rimproverarmi: soldi mal gestiti, gamblate al casinò con la scusante della vita ballas dell’epoca che era nascosta dalla facilità di poterli rifare in breve tempo. 

L’errore più grosso è stato non pensare che tutto questo potesse finire e che il field si sarebbe indurito così velocemente. Ovviamente non rifarei molte delle scelte che avrei fatto all’epoca, ma lo dico con la maturità di un uomo ormai adulto”. 

Se dovessi ripensare a tutti gli incontri che ti sono capitati durante gli ultimi 10/12 anni di poker e di gioco in generale, quali sono le persone che ti terresti strette? 

Qualche annetto fa

“Per le amicizie nel mondo del poker, sai bene quanto questo “giochino” possa legare le persone, io e te non ci vediamo da anni, ma appena ci incontreremo, i nostri sguardi si incroceranno e i nostri sorrisi saranno spontanei. 

Se dovessi elencarti le persone alle quali sono legato e a cui voglio bene ci vorrebbero 2 giorni. 

Sicuramente sono molto legato all’uomo del momento, Alessandro Scermino, vincitore dell’IPO Sanremo. 

Abbiamo un’ amicizia veramente datata ai tavoli che poi si è trasformata nella vita di tutti i giorni; abbiamo condiviso momenti molto duri insieme e adesso sono davvero felice per il momento che sta attraversando.

Negli ultimi mesi ho legato molto con il gruppo dei veneti: ho stretto amicizia con Nicchetto Italo Palau Modena, a cui spesso si uniscono Pagliuso e Roberti, seppur  non esattamente veneti, con i quali mi confronto nelle dinamiche di gioco sia live che online. 

Mi piace molto fare hand review  con Simone “stizone49” Stizzoli, uno dei più forti giocatori .it a mio parere. Ultimo ma non per importanza, Salvatore “Scudo1981” Bianco, un fratello nel senso letterale del termine”. 

Anche imprenditorialmente hai avuto il tuo percorso, fatto immagino di alti e bassi. Cosa ti ha insegnato? 

“Direi che è stata una tappa della mia vita che ha arricchito il mio bagaglio e che mi tengo stretta”.

Arrivando ai giorni nostri ho notato una sorta di nuova vita per te. Ma potrei sbagliarmi, è una sensazione semplicemente “a pelle”. Sono molto lontano dalla realtà? 

“In realtà ci hai preso in pieno, cerco di dividere il tempo in maniera organizzata per tutto, famiglia, studio, grinding,  attività fisica (anche se non sembra ) e qualche trasferta live che ti fa affrontare tutto in maniera migliore”.

Ferretti e il suo futuro

Ormai non siamo più ragazzini, ahynoi, ma se dovessi esprimere un desiderio, come vorresti fosse la seconda parte della vita di Simone Ferretti? 

“Purtroppo no Top, ormai i capelli bianchi hanno preso il sopravvento.

Dalla seconda parte della vita vorrei diventare cinico come uno alcuni dei  reg live di un tempo Andrea Dato o Daniele Mazzia per esempio, capaci di avere un profilo basso, di essere vincenti e di non sperperare nemmeno un penny”.

Simone Ferretti

Passando al lato squisitamente tecnico, ti abbiamo visto di nuovo bello attivo in alcune room del .it e con discreti risultati. Pensi di poter ancora competere con il field moderno? 

“Competere con il field attuale comporta sacrificio, studio e confronto con altri reg preparati. 

Sicuramente non sarà una passeggiata, ma vedremo tra qualche mese”. 

La Liquidità Condivisa

Una domanda che faccio di solito a tutti e che riguarda la Liquidità Condivisa. Se mi ricordo bene sei sempre stato uno che ha voluto mettere in mostra le sue capacità, anche lontano dall’Italia. Cosa cambierebbe un’eventuale entrata della nostra nazione in un mercato allargato? Ci sarebbero margini per una ripresa completa del poker nel nostro paese?

“Per quanto riguarda la liquidità condivisa io sono convinto che essa possa essere un passo fondamentale per la rinascita del poker online in Italia con conseguente ulteriore crescita anche del poker live che sta tra l’altro attraversando un buon periodo. 

Per me rappresenterebbe una sorta di mini boom che porterebbe ossigeno alle pokerroom e soprattutto ai giocatori che potrebbero contare su un palinsesto decisamente più interessante, completo e soprattutto con montepremi molto più alti.

Per quanto riguarda il field io sono in controtendenza, perché sì ,è vero che condivisione vuol dire aumento notevole dei reg, ma porterebbe anche ad un rientro di tanti giocatori amatoriali richiamati dai montepremi alti e attirati dal sogno del big shot, quindi sono convinto che nei primi 12/24 mesi si potrebbero fare dei buoni profitti sia cash game che mtt.

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