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Alec Torelli esclusivo: “quando un businessman fece il bullo con me online e piombai a casa sua a New York con Tom Dwan”

Un Alec Torelli, in vena di confidenze, ci racconta un aneddoto curioso su una sfida lanciata da un uomo d'affari della Grande Mela negli high stakes online.

Scritto da
01/02/2020 11:03

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Reggetevi forte perché quello che stiamo per raccontarvi è davvero qualcosa di molto curioso, accaduto negli anni d’oro del poker.

Ieri sera abbiamo avuto occasione di parlare con uno dei personaggi di quel periodo: Alec Torelli che, tra una domanda e l’altra, ci ha raccontato un aneddoto davvero imperdibile vissuto nei primi anni della sua carriera da professionista.

Avete presente quando, dopo aver vinto il piatto al vostro avversario questi vi da contro sostenendo che “online è una cosa, ma se ci potessimo sfidare live non vinceresti una mano?

Ecco, a grandi linee è proprio ciò che è capitato ad Alec, con la differenza che lo scontro live è avvenuto per davvero…

Alec Torelli (photo courtesy of 888live)

Quella volta in Germania

In quel periodo mi trovavo a Stoccarda e giocavo delle partite high stakes online con un giocatore che incontravo spesso ai tavoli. 

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E’ capitato che, tra una partita e l’altra, scambiassimo qualche parola in chat perché ci confrontavamo quasi quotidianamente.

Col passare del tempo entrambi avevamo acquisito una conoscenza sommaria l’uno dell’altro, anche se principalmente si limitava all’aspetto del gioco. Più che altro quando lo incontravo il primo pensiero era ‘Oh, guarda un po’, ancora il tizio gambler che gioca high stakes da mesi.’

Il guanto di sfida

Dopo un po’che giochi contro lo stesso avversario cominci anche ad avere una sorta di rispetto per lui, anche se sai di essere più forte.   Poi, un bel giorno, decide di scrivere in chat che il poker online è tutto truccato e che se ci fossimo confrontati live non avrei avuto alcuna chance di vittoria.

Ovviamente non era a conoscenza del fatto che il live fosse la mia vera specialità, dato che ho cominciato a giocare proprio dal vivo. 

Insomma, voleva sfidarmi in heads-up giocando delle partite freezout da 100K l’una, quindi mi propone di raggiungerlo a casa sua, a New York“.

Si trattava naturalmente di un businessman facoltoso e certe cifre per lui erano assolutamente alla portata, molto probabilmente meno per Torelli e qualsiasi altro professionista.

Lo stesso Alec ha ammesso: Oggi non credo lo rifarei, ma avevo 20 anni”.

Vi ricordiamo di giocare sempre rispettando il vostro bankroll e di assumere un atteggiamento responsabile quando dovete ragionare sul denaro. Usate sempre la testa.

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Il trio delle meraviglie

Io ho accettato subito ma, non avendo ben pianificato le mie prossime destinazioni, decido prima di chiamare Tom – Dwan ndr. – con cui ero a Roma la settimana precedente, perché sapevo sarebbe dovuto tornare a Boston passando per New York.

In quei giorni si trovava a Los Angeles e gli dico subito ‘Fammi il favore, appena arrivi a New York fermati la, ritira i tuoi bagagli e aspettami perché devo giocare contro questa persona e mi ha detto che avrebbe sfidato chiunque’

Anche lui lo incrociava spesso ai tavoli quindi sapeva benissimo di chi stavo parlando: ‘La situazione è questa, siamo noi pro contro il VIP, possiamo confrontarci sulle strategie per batterlo e aiutarci in modo da capire come batterlo.” 

Tom quindi si ferma a New York e tira su un altro player high stakes che non conoscevo ancora di persona pur avendoci giocato contro online e ci incontriamo tutti lì.

Shuffle up and deal

Una volta arrivati al suo appartamento ci accordiamo per giocare a rotazione e la prima partita è toccata a me.

Giocavamo a credito e una delle cose divertenti è che, quando abbiamo cominciato mancava una carta nel mazzo perché non riuscivamo a trovare il 10 di Quadri: nessuno voleva aspettare che qualcuno andasse a comprarne uno nuovo! 

Abbiamo giocato per delle settimane intere, anche perché lui non era sempre disponibile. Aveva tanti altri impegni e magari giocava un giorno contro di me, poi faceva altro per tre giorni e sfidava Tom e così via.

Alla fine della fiera io ero quello che aveva vinto di più, anche perché avevo una percentuale maggiore su tutta l’action rispetto agli altri.

E’ stata una cosa stranissima perché dopo esserci sfidati per mesi online di punto in bianco ce lo siamo ritrovati davanti: ‘Hey ciao, piacere, dopo ore ed ore giocate contro online!’ 

Credo ce un giorno dovrei scriverci qualcosa su a riguardo. Oggi non credo lo rifarei anche se è andato tutto per il meglio e a fine partita ci ha saldato senza problemi, ma allora avevo 20 anni...”.

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