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Strategie di Poker

I gradi di pensiero nel poker: come ragiona il principiante a livello Zero

Come la maggior parte di voi saprà, vi è una una scala gerarchica dei livelli di pensiero nel poker. Il primo è anche detto livello zero

Scritto da
07/01/2021 17:39

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livello zero

Il livello zero, o 1 se preferite…

Recentemente stavo facendo riferimento ai pensatori, se preferite ai thinkers di “primo livello”, che qualcuno chiama livello zero nel poker. 

Il livello zero nel poker

Thinkers di primo livello, o di livello zero?

A quasi tutti i livelli di poker e a tutte le rispettive puntate, incontriamo molti avversari ai tavoli che rientrano in questa categoria. 

Tuttavia, come penso molti di voi siate d’accordo, non tutti i thinkers di primo livello sono uguali nel modo in cui pensano o giocano le loro mani.

Coloro che pensano a livelli più alti al tavolo, occasionalmente si mettono nei guai non apprezzando tali distinzioni, cioè non riconoscendo il particolare tipo di pensatore e soprattutto il pensiero di “primo livello” contro cui ci si trova di fronte in una particolare mano o situazione.

Puoi trovare spiegazioni del “pensiero a più livelli” nel poker in diversi articoli nel web, anche se una di quelle più chiare appare in una breve sezione nel libro di David Sklansky e Ed Miller, No Limit Hold’em: Theory and Practice.

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Sklansky e Miller

Lì gli autori iniziano a descrivere un livello di pensiero nel poker che è persino inferiore al primo livello, uno che etichettano scherzosamente il livello zero. 

È qui che stazionano i giocatori con abilità minime che non pensano a nient’altro che alla propria mano. “Quasi tutti padroneggiano quel livello“, concludono gli autori.

Il livello successivo, quello che Sklansky e Miller chiamano il “primo” livello (anche se a volte incontrerai altri che lo chiamano “Livello 2”), include giocatori che pensano al di là della propria mano per pensare a quale punto il loro l’avversario potrebbe avere. “Ha fatto una grande puntata, quindi probabilmente ha una buona mano“, è un esempio che forniscono di una valutazione di primo livello.

Importante da notare è il fatto che quando fanno queste valutazioni, i protagonisti del pensiero di primo livello, non pensano a ciò che sta pensando il loro avversario. 

In questo modo si sale di un altro piano al secondo livello, dove i giocatori possono pensare a ciò che i loro avversari potrebbero pensare di avere. 

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L’azione oggetto del proprio ragionamento e non il contrario

Piuttosto, il pensatore di primo livello sta solo guardando l’azione che si è venuta a creare e considerano come ciò potrebbe influenzare la mano di un avversario e il suo modo di giocarla.

Questo diventa un po’ goffo se ne parliamo esclusivamente in astratto, quindi facciamo riferimento a un esempio.

Tom, un pensatore di primo livello, riceve q q , {q-Clubs} {q-Diamonds} nel cutoff. 

Rilancia pre flop e solo Jerry chiama dal blg blind. 

Il flop è a 5 6 {a-Spades} {5-Diamonds} {6-Spades}, Jerry fa check, Tom punta e Jerry chiama. 

Il turn è k {k-Diamonds} e questa volta Jerry esce in puntata.

Livello zero e azioni sul board

Come pensatore di primo livello, Tom è in grado di guardare oltre il solo “valore assoluto” della sua coppia di regine per considerare il “valore relativo” della sua mano dato ciò che è emerso finora nel colpo. 

Vede le due overcard sul board e la puntata di Jerry, e quindi ora capisce che le sue donne potrebbero non rappresentare la mano migliore, il che a sua volta suggerisce che potrebbe prendere in considerazione il fold.

Inoltre Tom non è un pensatore di secondo (o terzo o quarto) livello e non pensa a quello che Jerry pensa di avere (secondo livello), o a quello che Jerry potrebbe pensare che Tom pensa che Jerry abbia (terzo livello), e così via.

Fine prima parte